Le domande da farti se stai pensando di cambiare lavoro

Forse hai sentito parlare della Great Resignation, l’esodo di massa dal proprio lavoro. È un trend iniziato nel 2020 negli Stati Uniti dove, in seguito alla pandemia mondiale, si è registrata una cospicua percentuale di dimissioni. Molti lavoratori hanno scelto di abbandonare il loro attuale impiego per cercarne un altro che fosse più soddisfacente sotto diversi punti di vista. Il trend ha avuto notevoli risvolti economici e sociali e la sua eco sta arrivando anche nel nostro Paese.

Lasciare o non lasciare: questo è il dilemma

Anche se non hai mai sentito parlare della Great Resignation, è possibile che tu abbia pensato di lasciare il tuo lavoro tante volte, magari perché non ti dà stimoli o perché mortifica il tuo potenziale. Qualunque sia il motivo che ti ha fatto nascere il desiderio di cambiamento, potrebbe essere questo il momento più giusto per farlo. Non si lascia, però, un lavoro da un giorno all’altro, soprattutto se si tratta di un “buon lavoro” — il famoso posto fisso, che fa sospirare ancora tante persone in Italia — e se non hai un piano B da mettere in atto. Non posso essere io a dirti se dovresti o meno lasciare il tuo lavoro: ogni caso è a sé e ha delle implicazioni precise. Inoltre, non rientra nel ruolo del coach risolvere i problemi, né pratici né esistenziali, delle persone.

Il contributo del coaching: fornirti le domande giuste

Quello che posso fare come coach è aiutarti a farti le giuste domande per avere un quadro più completo, quando si tratterà di prendere una decisione. Del resto, se stai leggendo questo post, vuol dire che un’idea, per quanto vaga, te la sei già fatta. Ho preparato un breve test per aiutarti a prendere una decisione consapevole. Cerca di rispondere nel modo più sincero possibile e poi leggi i risultati alla fine del post.

Stai imparando?

Il lavoro dovrebbe essere fonte continua di stimoli, altrimenti anche il lavoro dei sogni a lungo andare diventa ripetitivo e noioso.

Nel tuo lavoro continui a imparare cose nuove?

  1. Il mio lavoro è una sfida continua e so di avere ancora tanto da imparare
  2. È da un po’ di tempo che mi trovo a ristagnare e sento che non sto crescendo.

Se hai dato la risposta 2, ti chiedo: hai parlato con il tuo capo o il tuo referente di questa situazione?

  1. No ma dovrei farlo, magari insieme possiamo trovare una soluzione.
  2. Sì ma non è andata come speravo: mi ha dato solo più compiti da svolgere.

Stai guadagnando?

Sappiamo che una delle leve che ci spingono a tenere un lavoro è lo stipendio. Forse hai molte spese e, anche se il tuo lavoro non ti soddisfa appieno, è comunque ben retribuito. Se metti sul piatto della bilancia stipendio e soddisfazione, potresti decidere che a “pesare” di più è proprio la retribuzione.

Il tuo stipendio ti soddisfa?

  1. È uno stipendio soddisfacente per il tipo di lavoro che svolgo.
  2. Non mi pagano abbastanza per tutto il lavoro che faccio e per le responsabilità che gravano sul mio ruolo.

Se hai dato la risposta 2, ti chiedo: hai parlato con il tuo capo o il tuo referente di questa situazione?

  1. No ma dovrei farlo, magari insieme possiamo trovare un accordo.
  2. Sì, ma mi è stato detto che l’azienda non può aumentarmi lo stipendio a causa di [motivo X].

Suggerimento per il secondo caso: ritorna dal tuo capo con la tua richieste tra 6 mesi e prepara un file che dimostri, dati alla mano, perché meriti un aumento. Affidati alle statistiche e ai dati oggettivi e tieni l’emotività fuori dalla discussione.

Il tuo lavoro ti fa sentire appagato/a?

Un altro valido motivo per tenersi un lavoro non troppo stimolante e retribuito nella media è il livello di felicità professionale che provoca in chi lo compie.

Il tuo lavoro ti motiva?

  1. Con il mio lavoro ho l’impressione di fare la differenza.
  2. Il mio lavoro mi prosciuga le energie e mi sento frustrato/a la maggior parte del tempo.

I confini tra lavoro e vita privata sono netti?

Un lavoro, in fondo, è solo un lavoro: non definisce il valore degli individui. A volte però capita che in alcuni ambienti di lavoro venga tacitamente chiesto ai dipendenti di “portarsi il lavoro a casa”, per esempio con mail che arrivano fuori dall’orario lavorativo o con straordinari non pagati.

Nella tua azienda i confini tra vita professionale e vita privata sono definiti in modo adeguato?

  1. Sì, il mio capo è molto rigoroso in questo e pretende che vengano rispettati gli spazi privati, come le pause pranzo e i fine settimana.
  2. Ho perso il conto di tutte le mail che ho ricevuto di sera e nei weekend con oggetto “urgente”.

Che aria tira sul luogo di lavoro?

Uno dei primi fattori di disagio al lavoro può essere un clima pesante, magari dovuto al fatto che c’è una diffusa cultura maschilista o razzista o perché viene incentivata la competizione a scapito della collaborazione.

Com’è la cultura del tuo ambiente di lavoro?

  1. Mi trovo molto bene con i miei colleghi e ogni volta che ho un’esigenza personale, ne parlo col mio capo, che cerca di venirmi incontro come può.
  2. Si sono creati gruppetti e fazioni e, in generale, le donne sono considerate meno capaci degli uomini.

Pensi mai al tuo lavoro ideale?

Spesso ci si ritrova a fare un lavoro che non è proprio il lavoro dei sogni, con il desiderio di acquisire esperienza e poi, un giorno, fare carriera. Invece, i giorni passano, passano gli anni, e il lavoro dei sogni sembra solo un ricordo di gioventù.

Se pensi al tuo lavoro dei sogni, sei sulla buona strada?

  1. Penso di sì. Mi piacerebbe fare carriera nella mia azienda.
  2. Ho messo da parte i miei sogni ma forse potrei ancora ambire al lavoro che desidero se decido di assumermi qualche rischio.

Come leggere i risultati del test?

  • Maggioranza di risposte 1. Non è detto che tu debba lasciare il tuo lavoro. Ci sono aspetti che ti soddisfano, e sono la maggioranza, e altri su cui puoi lavorare. È possibile che parlare con il tuo diretto superiore con un dialogo aperto, per quanto professionale, ti porti benefici inaspettati. O, almeno, prova a valutare questa possibilità prima di prendere decisioni definitive.
  • Maggioranza di risposte 2. Sembra che il tuo livello di insoddisfazione si faccia sentire sotto vari aspetti. Come sai, non posso dirti io se lasciare o meno il lavoro, tuttavia ti invito a fare una riflessione profonda. Ciascuno di noi merita di lavorare in un ambiente stimolante, con colleghi leali e amichevoli, di mettere a frutto i propri talenti e guadagnare una cifra che consenta di vivere in modo decoroso. Detto questo, cambiare può fare molta paura. Valuta le tue opzioni e non prendere decisioni dettate dall’emotività. Parla del tuo malessere con il tuo o la tua partner, chiedi consiglio a una persona fidata. Soprattutto, prenditi il tuo tempo: si tratta di una decisione importante e va fatta con cognizione di causa — e un pizzico di audacia.
  • Mix di risposte 1 e 2. Stai vivendo un conflitto interiore, è evidente. Ci sono aspetti del tuo lavoro che ti piacciono o ti danno sicurezza, altri che ti limitano e rendono grigie le tue giornate. Valuta se puoi passare sopra agli aspetti negativi del tuo lavoro attuale, se ritieni che quelli positivi siano soddisfacenti abbastanza da farti arrivare a sera col sorriso, tutto sommato. Nel frattempo, potresti iniziare a guardarti intorno, giusto per vedere cosa offre in questo momento il mercato del lavoro. Chissà, magari trovi l’annuncio della vita e puoi fare un colloquio. In ogni caso, hai sempre il tuo lavoro che, per essere “solo” un lavoro, non è poi così male.

Se i dubbi sussistono e ti fanno vivere con un senso di incertezza, un percorso di coaching può aiutarti a fare chiarezza. Dai un’occhiata alla nostra offerta: di sicuro c’è quella più adatta a te. Ti aspettiamo in AdF!

Francesca Zampone

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Ho 48 anni, vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

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