La sindrome dell’impostore: come evitare che prenda il sopravvento

Hai avuto una promozione al lavoro ma, invece di essere contento, pensi che ti hanno promosso perché la tua collega, che è molto più in gamba di te, in questo momento è in maternità, mica perché te lo sei meritato! Hai scritto una relazione eccellente e il tuo capo ti elogia pubblicamente per la tua professionalità e tu vorresti scomparire perché, quando gli altri la leggeranno, capiranno che non è niente di speciale: il tuo capo ha preso un abbaglio. Quella voce che ti ripete che è stata solo fortuna, che prima o poi sarai smascherato e tutti vedranno che non vali abbastanza è la sindrome dell’impostore. Non importa quanto tu abbia studiato o sgobbato, ciò che hai fatto non è mai sufficiente. E quando il tuo valore viene riconosciuto dall’esterno, ti convince che hai ingannato tutti e che prima o poi se ne accorgeranno.

Cos’è la sindrome dell’impostore

La sindrome dell’impostore è l’incapacità di interiorizzare i propri successi. Questi vengono attribuiti al caso, alla fortuna, al fatto di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Si tende a identificare la chiave delle proprie vittorie personali in fattori esterni a sé. Ci si assume la piena responsabilità, se non la colpa, solo dei propri fallimenti, mai degli obiettivi raggiunti. La sindrome dell’impostore è correlata a una bassa autostima e, sperimentata a lungo, può portare a reiterati pattern auto-distruttivi. Se soffri di sindrome dell’impostore provi un senso di ansia costante per la paura di essere scoperto. A sua volta, questo fattore causa stress, perché avrai sempre bisogno di provare il tuo valore. Il che ti porterà a lavorare più degli altri, per essere sempre perfetto. Naturalmente, però, questo non sarà mai abbastanza. Non avrai il coraggio di chiedere un aumento perché pensi di non meritarlo davvero, dubiterai di te stesso e della tua esperienza e farai fatica a prendere decisioni perché ti sentirai insicuro, e avrai spesso dei ripensamenti.

Alcuni modi per affrontare la sindrome dell’impostore

La verità è che poche persone vivono continuamente assediate da un impostore, ma tutti noi sperimentiamo la sindrome dell’impostore in particolari fasi della nostra vita, soprattutto in campo professionale. Come puoi fronteggiare la sindrome dell’impostore quando si presenta e uscirne indenne? Le modalità possono essere svariate. Te ne suggerisco alcune, così puoi vedere quale funziona meglio per te.

  1. Riconosci da dove arriva la voce dell’impostore. Il primo passo di ogni processo di cambiamento è la consapevolezza. Se indaghi a fondo la voce dell’impostore, ti accorgerai che sono convinzioni che ti sono state inculcate quando eri bambino. Forse ti è stato insegnato a essere umile e a chiedere conferma del tuo valore all’esterno. Nel momento in cui riesci a staccarti dalla voce dell’impostore e a capire che in realtà non ti appartiene, puoi iniziare a mettere alla prova i tuoi talenti e le tue capacità e a scoprire in cosa sei bravo e in cosa no. Senza drammi.
  2. Accogli l’impostore e cerca di scoprire cosa vuole da te. Anziché combattere l’impostore quando si presenta puoi provare un altro approccio. Cerca di capire cosa vuole, di cosa ha bisogno, di cosa ha paura. Consideralo come un tratto debole del tuo carattere. Forse vuole essere visto e rassicurato. Se riesci a integrarlo senza giudizio, l’impostore ti darà una mano a superare i momenti in cui ti sembra di vacillare.
  3. Affronta le tue paure. Quando l’impostore ti parla, prova a chiederti cos’è che ti rende insicura e qual è la vera paura che si cela dietro di esso. Quando avrai individuato la paura, chiediti cosa puoi fare per superarla ed essere più sicuro di te. Quasi sempre si tratta di azioni pratiche perché la paura riguarda la sensazione di non essere bravo abbastanza in un determinato campo. A quel punto, basta un po’ di pratica e di esercizio per migliorare. Vai ancora oltre: cerca di visualizzare come ti sentirai una volta che avrai affrontato e superato le tue paure: sarà un incentivo a mettersi in gioco.
  4. Ascolta la voce del tuo sostenitore interno. Da un lato hai l’impostore che vuole screditarti e mostrare al mondo che in realtà non vali niente, dall’altro nessuno ti vieta di avere un sostenitore che vuole dimostrare invece la tua bravura e il tuo valore. Immagina che questo sostenitore voglia raccontare al mondo i tuoi successi. Ripercorri la tua vita in cerca di obiettivi raggiunti, momenti in cui hai brillato, risultati scolastici, scatti di carriera. Sii obiettivo e non sminuirti, poi scrivili nero su bianco. Quando vedrai tutti i tuoi successi in fila, capirai che non può essere solo fortuna e che non puoi aver incontrato nella vita solo persone stupide che si sono fatte ingannare da te.
  5. Sposta il punto di vista su un fine più grande. La sindrome dell’impostore tende a manifestarsi quando sei concentrato su te stesso: paragoni le tue abilità a quelle di qualcun altro e questo non ti fa sentire mai abbastanza. Prova a spostare il focus: come puoi mettere le tue capacità al servizio degli altri? In che modo ciò in cui sei bravo può migliorare la vita delle persone? Se cambi il punto di vista, ti ritroverai a smettere di chiederti se sei abbastanza e comincerai a voler fare del tuo meglio in ciò che sai fare bene.
  6. Tieni un quaderno dei successi. Prendi nota di tutti i tuoi successi, da quelli minuscoli a quelli più grandi. Mettici dentro anche i corsi che segui, le formazioni per specializzarti nel tuo campo, le cose che impari tutti i giorni e che prima non sapevi fare. Considera tutte queste informazioni come evidenze, prove che dimostrano che non ti stai improvvisando, che non sei affatto un impostore ma che hai lavorato sodo per arrivare dove sei e meritarti quel successo. Quando senti la voce dell’impostore, chiedi anche a lui di portare prove inconfutabili di ciò che afferma, così potrai smontarle una per una.
  7. Fai qualcosa solo per il piacere di farlo. La sindrome dell’impostore è legata all’idea di perfezione e di eccellenza in una visione di produttività. Prova a trovare uno spazio nella tua vita per qualcosa che ti piace ma in cui non sei bravo. Datti il permesso di fare qualcosa solo per il piacere di farlo: un hobby, un’attività manuale o artistica per la quale non sei portato. Ritagliarti questo spazio ti farà diventare più consapevole dei tuoi reali talenti e ti farà capire che puoi accettare di non essere la migliore in un certo campo e decidere di buttarti lo stesso. A quel punto, se abbandoni le pretese di perfezione, la sindrome dell’impostore non avrà motivo di manifestarsi e, quando lo farà in ambiti più strettamente professionali, sarai in grado di gestirla molto meglio.
  8. Celebra i successi. Ogni volta che raggiungi un obiettivo che per te è importante, anche se piccolo, prima di chiederti se te lo sei meritato, consideralo come un successo che va celebrato. Fatti un piccolo regalo, bevi un bicchiere di vino brindando a te, fai qualcosa che ti faccia stare bene. Crea un rituale e quindi un’abitudine, così smetterai di pensare che “non è niente di speciale, chiunque ci sarebbe riuscito” e inizierai ad apprezzare di più le tue capacità.

Se soffri spesso di sindrome dell’impostore, un percorso di coaching può essere molto utile a rafforzare la tua autostima e a vivere in modo più consapevole. Per saperne di più, puoi prenotare l’incontro conoscitivo gratuito.

Francesca Zampone

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

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