Mantenere accesa la creatività per generare idee e risolvere problemi

Parlare di creatività a volte suscita un po’ di ritrosia o disagio. Spesso alcuni di noi si dicono che no, non sono persone creative. A mio modo di vedere, l’inghippo si crea perché tendiamo a pensare che creativo voglia dire artista.

In realtà non è così perché, ce lo dice la Treccani, la creatività è la capacità di “strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze”. E proprio per questo è uno strumento essenziale anche in ambito professionale: sfruttando questa capacità possiamo generare idee e trovare soluzioni innovative ai problemi.

In questo modo siamo in grado, per esempio, di creare servizi e prodotti, di ideare una serie di contenuti, di scovare nuovi punti di contatto con i clienti o magari di riuscire a risolvere un problema contando solo su risorse che già abbiamo. Un esempio? Infilarsi nell’armadio o coprire testa e microfono con delle coperte per avere un audio pulito e senza riverbero quando si registra un podcast e non si ha accesso a una sala con trattamento acustico (true story).

Insomma, la creatività è una risorsa utile soprattutto nei momenti critici, ma per poterla sfruttare al meglio dobbiamo mantenerla allenata, altrimenti nel momento del bisogno non funzionerà un granché.

Come tenere accesa la creatività

Il primo passo è liberarsi da pregiudizi e preconcetti e lasciare campo libero, invece, alla curiosità. Con questo approccio potremo esplorare nuove soluzioni, potremo superare il “si fa così” e arrivare a “come si potrebbe fare invece?”. Perché eliminando le strutture si dà spazio alla creatività.

Curiosità vuol dire anche aprirsi all’osservazione e all’ascolto dell’ambiente che ci circonda: invece di camminare a testa bassa, concentrata su quello che esce dalle tue cuffie, alza lo sguardo, soffermati sui dettagli, sugli ambienti, sulle persone. Il tuo cervello godrà degli stimoli e produrrà idee, a quel punto dovrai essere pronta a seguirle.

Il secondo passo è quello di aiutare il cervello nel suo lavoro di elaborazione e produzione, perciò:

  • evita le distrazioni almeno quando stai pensando o facendo brainstorming o in ogni caso hai bisogno di concentrarti; disattiva tutte le notifiche e chiedi a colleghi e familiari di non disturbarti;
  • non accumulare troppe informazioni perché se il cervello si sovraccarica poi non riesce a elaborare;
  • per lo stesso motivo, impara a svuotare spesso la mente con un braindump, ovvero prendi carta e penna e scrivi tutto quello che ti passa per la testa, dalle cose da fare a quelle che ti impensieriscono;
  • sistema il tuo spazio di lavoro in modo che sia stimolante;
  • prenditi cura del tuo sonno, un cervello stanco funziona male;
  • inserisci nelle tue giornate pause per rilassarti e giocare e momenti in cui lasci la tua mente libera di vagare, immaginare e sognare a occhi aperti;
  • quando tutto il resto non funziona, alzati e vai a fare una passeggiata: stare nel corpo e a contatto con il mondo esterno toglierà il peso dalla mente e la aiuterà a generare idee.

Il terzo passo è quello di trovare qualcuno con cui discutere delle tue idee. Confrontarti con una prospettiva diversa è sempre utile: può fare luce su un dettaglio che non avevi notato, può aprire nuove strade e, perché no, può farti venire in mente una collaborazione con le persone con cui hai fatto brainstorming.

E se poi hai bisogno di una strategia per mettere mano a una situazione che ti impensierisce, ho due esercizi per te.

Due esercizi per mettere a frutto la creatività e risolvere problemi

Con il primo ti porto di nuovo a passeggiare, ma stavolta invece di lasciarti libero di girovagare con la mente ti chiedo di metterci un po’ più di intenzionalità.

Bene, prepara la tua domanda o questione a cui vuoi trovare risposta, dopodiché esci di casa e appena metti piede sull’asfalto comincia a portare l’attenzione sui tuoi sensi: cosa vedi, che suoni senti, che odori percepisci, cosa senti sulla tua pelle?

Rimani qualche minuto sulle tue percezioni, poi sposta l’attenzione sul mondo intorno a te: osserva, ascolta e assorbi, prova a farlo senza pensare troppo.

Dopo qualche minuto, comincia a pensare alla domanda per cui cerchi un aiuto. Continua a sentire il corpo e osservare il mondo, usa la curiosità e prova a cogliere gli spunti che ti arrivano: una sensazione, una forma, un colore possono aiutarti a smuovere l’immaginazione e farti creare delle idee.

Usa il tuo telefono per annotare tutto quello che ti viene in mente usando le note vocali, così non uscirai dal flusso creativo. Quando sentirai che il processo è finito potrai tornare a casa e trascrivere tutto.

Come ultimo step ti consiglio di rivedere le idee con una persona fidata, per le ragioni che ti raccontavo qualche riga più su.

Il secondo esercizio lo prendo in prestito da Brian Tracy e dal suo libro Creativity and Problem Solving. Per farlo ti serviranno carta, penna e tenacia.

Pensa al problema che stai affrontando e scrivilo in cima al foglio in forma di domanda, più è specifica meglio è. Per esempio, se vuoi aumentare le vendite, definisci degli indicatori quantitativi e il periodo di tempo, così: Come faccio ad aumentare il fatturato da 20.000€ annui a 30.000€, nei prossimi 12 mesi?

A questo punto devi scrivere 20 risposte, tutte in prima persona e con un verbo di azione (per esempio “Creo e presento ai clienti tre nuovi prodotti nei prossimi 12 mesi”).

Anche se trovare nuove risposte ti sembrerà sempre più difficile, devi continuare a scrivere finché non arrivi a venti. In questa fase non è necessario puntare alla qualità, mira piuttosto alla quantità: ti serve per stimolare il processo creativo.

Per aiutarti, puoi scrivere una risposta e poi il suo opposto e puoi chiederti: per ottenere ciò che voglio, delle cose che sto già facendo quali devo fare di più, quali devo fare di meno, quali devo smettere di fare? E che cosa invece non sto facendo e dovrei cominciare a fare?

Una volta scritte le venti risposte, scegline una su cui comincerai a lavorare subito: passare all’azione è fondamentale per mantenere attiva la creatività.

Ricapitolando

  1. La creatività è una risorsa eccezionale per risolvere problemi e migliorare l’efficacia e il rendimento di un business o di un’attività professionale.
  2. Non è un talento innato, né una predisposizione genetica: ce l’abbiamo tutti ma dobbiamo allenarla se vogliamo godere dei suoi benefici.
  3. Per questo è bene dedicare tempo a praticare attività che la stimolano e che, in ultima analisi, contribuiscono anche al nostro benessere.
Giada Centofanti

Autore: Giada Centofanti

Sono un sacco di cose, ma soprattutto sono curiosa. La mia curiosità mi ha permesso di aprirmi sempre a nuovi percorsi e così, dopo una vita nella comunicazione offline e online, nel 2018/2019 ho frequentato il Master in Coaching di ADF e sono diventata coach. Oggi affianco i coraggiosi che lavorano in proprio e che lo fanno con etica, intenzione e significato. Insieme lavoriamo su identità del business, comunicazione ma anche self-care. Li aiuto a credere nel proprio valore e in quello della loro attività e do loro gli strumenti per raggiungere il successo alle loro condizioni e avere tempo e spazio per sé.

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