E se la rabbia fosse un’emozione positiva?

Durante il primo lockdown siamo stati attraversati da emozioni diverse: da un lato c’erano la paura e un senso di incertezza per il futuro, dall’altro abbiamo nutrito la speranza, fiduciosi nel fatto che, insieme, avremmo oltrepassato il momento presente. Nel secondo lockdown l’emozione generale che è emersa con più vigore è stata la rabbia. Siamo stanchi, ci sentiamo impotenti, vorremmo ritornare alla nostra vita “di prima”, alla “normalità” e divieti, imposizioni e limiti ci fanno arrabbiare. La rabbia è una delle emozioni che etichettiamo come negative. In realtà è un’emozione chiave e, se siamo disposti ad ascoltarla, ci aiuta a conoscerci in profondità e a capire cosa vogliamo.

Cos’è la rabbia e come si manifesta

La rabbia è un’emozione di intensità variabile, con un ampio spettro che può andare dall’irritazione alla furia. È anche una delle emozioni che sentiamo di più dal punto di vista fisico: la pressione del sangue si alza, tremiamo, le guance bruciano, iniziamo a sudare e sentiamo una scarica di adrenalina. È stato dimostrato che la rabbia non espressa apertamente spesso porta a somatizzazioni e a disturbi di salute. Il problema della rabbia non è l’emozione in sé che, in quanto tale, è del tutto naturale, bensì il nostro modo di reagire. Tenerla dentro senza mai manifestarla equivale ad avere in borsa una bomba che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. La rabbia è una delle emozioni più utili. Spesso è il segno della presenza di altre emozioni concomitanti, come la paura, la frustrazione e la disperazione. Ci sono quattro modalità in cui possiamo esprimere la rabbia:

  1. aggressiva
  2. passivo-aggressiva
  3. repressiva
  4. assertiva

Le prime 3 reazioni non servono alla nostra crescita, mentre la modalità assertiva è quella di cui possiamo servirci per avere un confronto con gli altri che sia equilibrato e che porti alla risoluzione di un possibile conflitto in corso.

La rabbia e lo stigma sociale

Viviamo in un mondo governato dal principio del piacere. C’è talmente tanta enfasi sulla necessità di essere positivi che molte emozioni sono stigmatizzate. Questo ci ha tolto gli strumenti per gestire emozioni scomode come la rabbia, a tal punto che, anziché stare con le nostre emozioni e dare ascolto a un possibile campanello d’allarme, tendiamo a fuggire e facciamo finta che vada tutto bene. Spesso si associa la rabbia alle persone violente o sgarbate ma la verità è che tutti ci arrabbiamo, anche se cerchiamo di dissimulare o minimizziamo la nostra collera. In particolare, la società mal tollera la rabbia nelle donne. Ci si aspetta che le donne siano sempre sorridenti, dolci e mai aggressive. Con la conseguenza che, se una donna non si conforma a questo “standard emotivo “, viene etichettata come isterica.

Usare la rabbia per conoscersi meglio

La rabbia ci fa sentire a disagio e, in tal modo, attira la nostra attenzione su un aspetto che ci fa soffrire. È utile capire cosa l’ha originata e indagare a fondo quel malessere. Se familiarizzi con le emozioni sgradevoli e fastidiose, col tempo non solo imparerai a gestirle ma sarai in grado di usarle in modo strategico. La competenza emotiva è data proprio dalla capacità di stare con tutte le emozioni, non solo con quelle piacevoli. Siccome la rabbia è considerata un’emozione negativa ed è associata a reazioni poco equilibrate, ci viene insegnato a tenerla sotto controllo, se non addirittura a reprimerla. Le emozioni non espresse prima o poi trovano una via di uscita, con una potenza amplificata. Forse allora sarebbe più sensato dare ascolto alla tua rabbia e capire cos’ha da dirti. Come puoi farlo?

  • Esprimi a parole ciò che provi. A questo scopo può essere utile sfogarti con un amico o una persona fidata. Più parli della situazione che ti ha fatto innervosire, più sentirai scemare la rabbia.
  • Scrivi le tue emozioni. In alternativa, puoi affidare i tuoi pensieri alle pagine di un diario: ti aiuterà a fare chiarezza e, se lo fai con regolarità, potrai capire se c’è un tema ricorrente che innesca in te quest’emozione.

Usare la rabbia in modo positivo

Oltre a conoscerti meglio, la rabbia può aiutarti a creare un confronto positivo con le altre persone. Prova a trasformare le tue reazioni di rabbia aggressiva o passivo-aggressiva in una modalità assertiva. Innanzi tutto, chiariamo cosa vuol dire esprimere la rabbia in modalità assertiva. Stai usando una modalità assertiva quando non imponi o pretendi qualcosa dagli altri ma accogli i tuoi bisogni senza prevaricare quelli degli altri, mantenendo sempre un atteggiamento rispettoso di te e delle altre persone. Come puoi trasformare la rabbia e renderla utile?

  • Calmati. Il primo step è cercare di calmarti. Naturalmente questo richiederà il suo tempo ma non puoi adottare una modalità assertiva se sei in preda alla collera.
  • Sospendi il giudizio su di te. Se ti trovi in un contesto in cui la tua reazione emotiva è la rabbia, non giudicarti, nemmeno se sono altre persone a farti intendere che stai avendo una reazione sbagliata.
  • Guardati dentro. Usa la rabbia per guardarti dentro e capire di cosa hai bisogno. Spesso, infatti, la rabbia ti sta parlando di un bisogno che non è stato soddisfatto. Solo così potrai evitare che la rabbia prenda il sopravvento e ti controlli.
  • Metti la rabbia al servizio dei tuoi ideali. La rabbia può essere innescata da un senso di ingiustizia. Chiediti cos’è che ti fa infuriare e incanala la tua rabbia in una causa che ti sta a cuore, così sarai capace di aiutare le persone.
  • Vai in profondità. Non accontentarti di provare un generico senso di fastidio. Investiga più a fondo i motivi di quest’emozione. Chiediti cosa puoi imparare su di te e come quest’emozione può renderti una persona migliore. Ogni sfuriata abbandonata nel dimenticatoio è un’occasione sprecata.

Se in questo momento storico unico nella storia dell’umanità stai provando rabbia, voglio rassicurarti: è normale e sano. Attingi da quest’energia e investila per costruire un futuro che ti piaccia di più. Per te, per i tuoi cari e per le generazioni che verranno.

Autore: Francesca Zampone

Nel 2011 sono stata chiamata da Marco Bonora per contribuire alla fondazione di Accademia della Felicità. Sono Coach dal 2005 e mi occupo di Career Coaching e Talent Management dallo stesso anno. Mi sono occupata a lungo di Diversity e Change Management in ambito risorse umane fino a diventare la responsabile risorse umane della mia casa discografica del cuore. Negli ultimi anni mi sono specializzata in Coaching delle relazioni e ho sviluppato un sito dedicato alle mie attività personali: www.francescazampone.com. Ho 48 anni, vivo e lavoro a Milano, ma Londra è la mia città del cuore. Sono appassionata di comportamento umano, musica, letteratura, cinema.

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