Come convivere con l’impostore che c’è in te

Hai mai sentito parlare della Sindrome dell’impostore? È quella condizione in cui ti senti sempre inadeguato e non meritevole, nonostante le oggettive evidenze e i riconoscimenti che ricevi dall’esterno. Anzi: più gli altri ti lodano, più senti il timore di essere “smascherato”. Lo spiega in modo molto chiaro Micaela Terzi in un articolo che ti invito a leggere, per approfondire l’argomento. Se hai drizzato le antenne riconoscendo qualche caratteristica che ti suona familiare, benvenuto nel club: c’è un impostore che vive anche dentro di te. Non preoccuparti: è meno grave di come sembra. La buona notizia è che solo le persone con una spiccata capacità introspettiva soffrono di questa sindrome. Come sarebbe: perché è una buona notizia? Perché significa che sei una persona che sa mettersi in discussione, che sa usare gli errori come strumenti di crescita. Solo gli incompetenti ne sono immuni. Quindi, sei in ottima compagnia.

Da quando ho memoria, anch’io convivo con un impostore dentro di me, anzi: la mia è un’impostora di quelle scassamaroni, sempre pronta a dirmi che non me lo merito. La frequentazione assidua con lei e il duro lavoro che ho fatto per migliorare (leggi: costruire) la mia autostima, mi hanno portato a elaborare una serie di tecniche per arginare questo fenomeno e fare in modo di godermi anche i successi, almeno ogni tanto.

I miei suggerimenti per convivere pacificamente con l’impostore dentro di te:

1.     Dai un volto alla tua voce critica. Se il tuo impostore si manifesta come una vocina fastidiosa che tende a denigrarti, regala a questa voce un corpo, un nome, un timbro. È uomo o donna? Quanti anni ha? Ha dei tic nel parlare? Forse cammina ingobbendo le spalle o con passi lunghi e nervosi. Sii minuzioso nell’immaginare il tuo impostore. Se sei un tipo creativo, puoi anche disegnarlo o dipingerlo. In tal modo, la sua “efficacia svalutativa” sarà depotenziata e, prima o poi, sarai in grado di mettere a tacere quella vocina. È un esercizio che do spesso ai miei coachee che hanno un io censorio molto sviluppato e, ogni volta, vengono fuori dei personaggi sorprendenti. E soprattutto – ed è questo il punto – buffissimi.

2.     Tieni un quaderno dei successi. Anche se ti sembra incredibile, quando raggiungi un successo, sul lavoro o nella vita privata, non è mai un caso. Tracciare tutto il percorso, compresi i fallimenti, che ti ha portato a raggiungere l’obiettivo è un ottimo promemoria  e testimonia gli sforzi che tu – e non un altro – hai fatto per arrivare fin lì.

3.     Studia. Se hai paura di non essere all’altezza di un ruolo, di un compito, di un lavoro che ti è stato affidato, la tua prima reazione sarà pensare: “oddio ora tutti scopriranno che li ho sempre presi in giro perché in realtà non sono bravo in niente”. Ok, prenditi 5 minuti di sano panico, non di più, e poi focalizzati su come poter colmare le lacune che ritieni di avere. Nella maggior parte dei casi, iscriversi a un corso o farsi aiutare da un amico esperto in quel determinato ambito può essere un buon compromesso e assesterà un bel colpo all’impostore. Per non parlare del fatto che studiare per apprendere cose nuove migliora l’indice di Felicità Interna Lorda.

4.     Chiama un amico fidato. Parlare con gli altri dei propri tormenti interiori si rivela spesso una scelta furba: in primo luogo aiuta a ridimensionare ciò che, se resta imprigionato al nostro interno, tende a ingigantirsi. In secondo luogo, potrebbe farti scoprire che non sei l’unico a sentirsi un imbroglione, e a conoscere altri membri del club. Il mio consiglio è di rivolgerti a un amico che non si faccia problemi a prenderti a sberle (metaforiche, ovvio). Perché, in tal modo, potrai essere sicuro della sua sincerità e potrai fidarti se ti dice che sei preda di immotivate paranoie.

5.     Aspetta che passi. Ok, diciamo che il tuo impostore è coriaceo e resistente a qualunque tipo di strategia bellica. Ciò che puoi fare in questi casi è attendere che l’attacco acuto della sindrome diminuisca la sua intensità. Nel frattempo, però, chiuditi in casa a doppia mandata, non inviare e-mail compromettenti, non prendere alcuna decisione. Non è il momento buono per dare le dimissioni al lavoro, ad esempio, o per rifiutare una promozione. Ricordati che in quei momenti non sei lucido, quindi ricorri a yoga, meditazione, riti sciamanici o bagni turchi: basta che aspetti, semplicemente, che passi.

Giovanna Martiniello

Autore: Giovanna Martiniello

Ho l'inquietudine tipica di chi è vissuto a lungo su un suolo vulcanico. Vesto sempre di nero, così i miei accessori colorati risaltano meglio. Sono appassionata di handmade perché credo nel lavoro etico e nel valore di ogni singola persona. Sono in una relazione complicata con Mortifera, il mio darkside, di cui parlo in un blog autobiografico e un po' strampalato. Nel 2017 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità e al momento sono alle prese col tirocinio per diventare coach professionista.

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