• Chi ha paura della paura?

    Non ho mai avuto paura dei mostri che si aggiravano furtivi sotto al letto o nell’armadio quando faceva buio. Avevo invece paura delle ombre che la luce,filtrando dalla finestra della mia stanza, proiettava nell’oscurità. Ci vedevo figure della mia personale mitologia, con bocche enormi e pance piene di bambini come me. Era una paura legata

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  • Dalla parte dei desideri

    Desiderare fa parte della nostra natura, è un’attitudine che non ci viene insegnata ma che acquisiamo in modo istintivo. Desideriamo in continuazione, senza nemmeno rendercene conto. Quando il bus è in ritardo e desideriamo che arrivi il prima possibile. Quando desideriamo che quell’appuntamento di lavoro porti dei risultati positivi. Oppure, quando esprimiamo un desiderio prima

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  • Trova il coraggio di fallire

      Alzi la mano chi ha pronunciato almeno una volta la frase “la mia vita è un fallimento”. Io – complice il mio DNA partenopeo intriso di sceneggiata – ho avuto a lungo la convinzione di aver fallito in tutti gli aspetti della mia vita (se faccio qualcosa, tanto vale farla bene!). Ma cosa vuol

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  • So low, so alone

    È stupendo conquistare la certezza che la solitudine è un valore cantavano i Bluvertigo nel loro brano “So low” e io quel valore l’ho sempre coltivato con molta soddisfazione. Avevo buoni amici con cui mi piaceva stare e conoscenti vari che frequentavo in diverse occasioni, ma non ho mai trascurato i momenti da passare con

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  • Nostalgia canaglia

    A vent’anni vivevo a Napoli, in un appartamento in condivisione con altri studenti come me. Ero una giovane donna scontrosa e schiva, vestivo solo di nero, avevo una passione per la poesia, soprattutto per i poeti crepuscolari, e passavo le giornate a struggermi nei miei tormenti interiori. Come tutti i miei conterranei, neanch’io ero immune

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  • Le parole sono importanti

    La famosa clip del film Palombella Rossa di Nanni Moretti, in cui Michele Apicella, il personaggio protagonista, prende a schiaffi l’intervistatrice che usa modi di dire vuoti e stereotipati (come “a pezzi” e “alle prime armi”), mi fa sempre molto ridere. Pur nella comicità della scena, c’è una verità universale e inconfutabile (per inconfutabile Apicella

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