Storia di Diletta. Spazio Book: la concretezza delle idee

Io e Chiara, la mia socia, ci siamo conosciute a un corso di cucito. Chiara ha un passato di bibliotecaria e sarta. Io ho lavorato nelle librerie di grande distribuzione e ho frequentato il corso, nel quale Chiara insegnava, per semplice piacere. L’idea di Spazio Book è nata per condividere due passioni che abbiamo entrambe: i libri e il fare. Li abbiamo intrecciati, come due tessuti. Anche i nostri caratteri si sono intrecciati, la precisione di Chiara e la mia socialità hanno dato vita a un progetto comune che sta funzionando!

Entrambe eravamo soddisfatte dei rispettivi lavori, per cui il nostro non è stato un sogno nel cassetto che si realizza, ma la sfida di fare qualcosa di diverso sul mercato. E lo abbiamo studiato tanto prima di arrivare allo Spazio finale. La creatività deve andare di pari passo con la sostenibilità economica e allora ci siamo messe lì a vedere quello che già esisteva, a capire che cosa e in che modo poteva funzionare, a trovare la zona giusta, quella particolarità che ci distingue, e il modo di spendere bene e far fruttare l’investimento. La nostra specificità sono i libri illustrati. Se cerchiamo una chiave di lettura per Spazio Book è il guardare, siamo più vicini alle arti applicate che all’arte contemporanea e non trattiamo fotografia. A noi sembra che l’arte visiva comprenda meglio l’arte del fare: le illustrazioni hanno qualcosa di artigianale come il cucito. Qui si trovano libri illustrati per bambini, adulti, narrativa, cinema disposti sugli scaffali non di lato ma di faccia, cioè con la copertina verso il cliente in modo che si possano guardare e piacere subito. La nostra natura è visiva.

Se vuoi lavorare con i libri devi distinguerti: con i libri e basta è più difficile arrivare lontano, molte librerie si legano alla gastronomia, altre aggiungono i gadget, noi ci abbiamo intrecciato i laboratori, tenendo però al centro del progetto il libro. I corsi non sono pensati per riempire il tempo libero, ma per sviluppare delle abilità, che poi, magari puoi spenderti altrove. Siamo a metà strada tra le scuole di formazione e i corsi per hobby. Sono formativi e perciò con un vantaggio in più.

I libri sono una realtà complessa, noi gli scegliamo con cura e ci affidiamo a una distribuzione altrettanto complessa. Facciamo una scrupolosa ricerca anche online, perché non siamo affatto contro la tecnologia. Sappiamo che il lettore forte si nutre su più piattaforme. Anche a noi piace muoverci su più livelli. Il digitale è un ottimo strumento di lavoro e l’e-book è altrettanto importante nel mercato librario.

A dicembre festeggiamo un anno di apertura a Milano. Dalle persone che scoprono il nostro spazio stiamo raccogliendo tante reazioni positive e questo ci incoraggia e ci guida a capire in cosa migliorare. A chi vuole aprire una libreria io dico che si può fare. Bisogna studiare attentamente un progetto, far emergere un’idea che vale, cercando di tenere insieme creatività e sostenibilità economica senza dimenticare mai di curare e valorizzare le relazioni con le persone e con tutte le realtà, pubbliche e private, che in qualche forma possono avere uno scambio con i nostri libri e laboratori.

 

Francesca Zampone

Autore: Francesca Zampone

Talent Manager, Formatrice, Career Counselor, Personal e Business Coach. Dopo anni di carriera in ambito aziendale nel 2011 insieme a Marco Bonora ho fondato Accademia della Felicità, una realtà che ha al centro le persone e i loro desideri. Siamo una società di formazione e coaching: il nostro principale obiettivo è aiutare le persone a trovare la loro felicità, in ambito personale e professionale. Sono appassionata di comportamento umano, musica indie, cinema e letteratura.