Il potere (sconfinato) del coaching

Seduta davanti alla tastiera del pc mi soffermo a pensare.

Non è semplice tradurre in parole tutti i pensieri ed emozioni che vivono prepotentemente in me da quando nella mia vita è entrato il coaching.

Vorrei condividere alcune considerazioni personali perché mi fa piacere pensare che la mia esperienza possa “illuminare” e dare la spinta a chi la sta aspettando da tempo.

Il titolo di questo articolo mi risuona nella testa da mesi. Da quando ho preso veramente consapevolezza che il “potere del coaching” è davvero senza limiti.

Mi sono avvicinata al coaching pensando che potesse aiutarmi in un momento specifico della mia vita e potesse dare una svolta al mio percorso professionale, aggiungendo competenze differenti rispetto a quelle già maturate sul campo. Mai avrei immaginato che mi avrebbe “ribaltato come un calzino”, eliminando dalle mie spalle e dalla mia anima anni e anni di “polvere di vita”, facendomi riscoprire una nuova me.

Inizialmente si è trattato semplicemente di studio, di condivisione di esperienze con i colleghi del Master in Coaching di ADF e di definire il percorso per diventare una professionista.

Poi è arrivato il tirocinio; i momenti di incontro con i coachee mi hanno messa in contatto con vite e realtà diverse dalla mia ma a loro modo affini. In ognuno di loro riuscivo a ritrovare un tratto di me stessa, fosse anche per una semplice espressione o per un’emozione risvegliata. E per questo li ringrazio. Uno ad uno.

Sono stata sollecitata. E sono diventata molto più ricettiva agli stimoli esterni. È come se mi fossero spuntate due antenne ed ora finalmente sento nitidamente il suono di tutte quelle vibrazioni che prima percepivo ma non ero in grado di decodificare. E per questo non agivo mai.

Che cosa ho imparato dal coaching

  1. Grazie al coaching ho imparato ad essere grata alla vita. L’apprezzo anche nei momenti di difficoltà, l’assaporo senza più intimorirmi e facendomi pochissime domande sul futuro. Meno pianificazione. Tanta vita.
  2. Mi soffermo a guardare il sole che tramonta anche se non sono al mare ma in tangenziale, magari imbottigliata nel traffico. E allora mi rilasso e mi lascio coccolare dalla musica nell’abitacolo.
  3. Ho imparato a dire no, a mettere dei paletti e dei limiti, a far squillare il telefono, a rispondere quando ho voglia.
  4. Non mi arrabbio più… (bhè forse è meglio dire meno).
  5. Ho capito il valore del tempo, del suo essere tremendamente veloce. Cerco allora di vivere appieno le mie giornate, non sprecando i minuti in inutili scaramucce.
  6. Non mi sento più in dovere di essere per forza la più brava ed educata della classe. Sono così. Con i miei pregi ed i miei difetti. Non posso fingere solamente per piacere agli altri.
  7. Mi piace dire grazie. Con la voce e con gli abbracci. Ringrazio me stessa per essere entrata in ADF quell’umida sera di novembre 2015. Ringrazio le mie coach di ADF per avermi illuminata.
  8. Ed infine ho sempre il cuore gonfio di energia e di gioia quando termino una sessione di coaching.

Tutto questo io lo chiamo Il potere (sconfinato) del coaching.

Cinzia Gallina

Autore: Cinzia Gallina

Ho 43 anni, vivo a Milano, divoro libri e sono un’amante dei gatti. Appassionata dall’umanità, ricerco continuamente risposte alle domande che popolano la mia mente. Per questo, seduta ai banchi dell’università decido di voler lavorare con e per le persone accompagnandole nel loro percorso professionale. A dicembre 2015, ho bisogno di novità e mi iscrivo al Master in Coaching di ADF: grazie a questo percorso capisco che sviluppare le potenzialità dell’individuo è per me obiettivo di primaria importanza. Adesso lavoro come libera professionista mettendomi a disposizione di coloro che sono interessati ad una riflessione personale e professionale.

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