Paura, chi non ne ha

Oggi vi racconto di come si sente una persona che si è sempre relazionata con facilità nella vita personale (mia mamma racconta sempre che quando ero piccola si vergognava del mio autopresentarmi alle persone che incontravo per strada), che ama parlare con le persone, che parla da anni con le aziende e che ha fatto della relazione la sua professione quando scopre che parlare ad un pubblico fuori dal suo normale contesto – nello specifico una  “presentazione di ADF in libreria”,  la preoccupa.

Da donna volta all’azione ho guardato filmati e letto libri e oltre a trovare tanto materiale scadente sono arrivata alla conclusione che non esiste corso o percorso: esiste solo il provarci e riprovarci.

Quello che secondo me oggi vale la pena di ricordare non è l’assenza della paura a tutti i costi ma il provare ad affrontarla.  Il nostro amato Alain De Botton, nel libro “L’ Importanza di essere amati”, ci ricorda che i modelli di rispettabilità nella società cambiano, l’epoca dei guerrieri, delle crociate è finita, il mito dell’uomo senza paure dovrebbe andare in pensione, ma quest’ultimo  pur essendo vecchio, stanco e malatuccio è caparbio non molla.

Io credo che oggi le persone debbano riconoscere e accettare di avere paura e  che la differenza stia nella fuga o nel confronto con la paura.

Sicuramente la pancia vota la fuga (io l’avrei fatto volentieri) poi però ci sono andata e mi sono accorta che dopo pochi minuti tutto passa  e che le facce delle persone sembrano più sorridenti, più simpatiche, qualcuno ti sorride, annuisce si capisce che condivide quello che dici…in un attimo mi  dimentico (volontariamente) tutto quello che avevo preparato e rielaboro la presentazione in un modo nuovo sempre migliore di quello pensato a tavolino.

Quindi io credo che l’unico modo per affrontare situazioni nuove senza troppe ansie sia ammettere che un certo disagio lo sentiamo, non c’è nessuna tecnica nessun corso che ti tranquillizzi quanto sapere e sentire dichiarare dagli altri che la tua paura è condivisa, questo non vuol dire non dare il meglio non prepararsi o fuggire alla situazione semplicemente significa essere più rispettosi di se stessi e degli altri.

A me piace guidare, vado ovunque e non mi pesa fare nessun viaggio, ma questo non vuol dire che quando ho preso la patente non avessi il terrore di usare l’auto da sola. Ho cambiato lavoro a quasi 40 anni mettendomi in gioco in maniera importante, passare da avere una seniority ed un’autonomia elevata nel tuo lavoro a dover imparare un sacco di cose nuove non vuol dire sono gioie ma anche dolori, hai paura di non essere abbastanza brava, di non riuscire a farti riconoscere in modo professionale nel nuovo settore, paura di prendere una direzione che non sarà quella giusta per la tua azienda, ma la differenza sta nell’ affrontare lo stesso tutto queste situazioni e non fuggire a gambe levate quando inizi a sentire quella fastidiosa sensazione di stretta allo stomaco.

Non cercate di dare un valore morale alle paure non ci sono quelle migliori e peggiori, quelle che si possono avere e quelle no, quando è paura è paura qualunque cosa essa sia e ve lo dice una che ha affrontato situazioni critiche e delicate con uno spirito da Rambo per poi cadere su altre piccole (per me grandi in quel momento) situazioni.

Sapete qual è la cosa che mi ha aiutata di più? Leggere che parlare in pubblico è la seconda paura delle persone dopo quella della morte e sapete perché? Perché finalmente non mi sono più sentita sola e stupida!

La condivisione, valore per me fondamentale, è il modo migliore per vivere meglio anche le situazioni meno piacevoli. Attenzione intendo la paura vera…non chi vi parla delle sue paure e dei suoi insuccessi facendo in realtà emergere i punti di forza…il marketing che brutta bestia!

 

Ecco un esercizio che potrà esservi utile per affrontare qualche situazione che vi spaventa emotivamente:

Scrivi i tuoi 10 successi (anche piccoli)

Scegli un successo, scrivi cosa hai fatto quali risorse hai usato e come ti sei sentito dopo averlo realizzato

 

Grazie per avermi letta, Buona Vulnerabilità a tutti!

 

Autore: Sara Monti