Carissima me

Recentemente ho visto (anzi rivisto) “Carissima me”, film francese del 2011.

Sono stata attratta dal titolo e dalla mia passione per i film francesi, dalla protagonista, l’indimenticabile Sophie Marceau del Tempo delle mele, che mi aveva folgorato da bambina facendomi innamorare dell’Amore e dall’idea di regalarmi una gioiosa pausa pomeridiana in compagnia di quella che credevo essere una leggera commedia. In realtà Carissima me può essere un importante strumento di coaching e di riscoperta di sé per tutti noi, capace di farci riflettere su chi siamo, su chi avremmo voluto essere e su come guardavamo il mondo con gli occhi da bambini.

La protagonista Marguerite è una splendida donna di 40 anni, manager in carriera e di successo, forte e determinata, rispettata, capace di “vendere le fiamme a Lucifero”. Affronta i problemi della vita quotidiana d’ufficio con freddezza, traendo ispirazione dalle foto di donne famose (Maria Callas, Coco Chanel…) riposte con cura nel cassetto della sua scrivania; si fa chiamare Margaret e non Marguerite per prendere le distanze da un nome che le ricorda la sua triste infanzia e il tranquillo paese di provincia francese, Saou, dove è cresciuta con la madre ed il fratellino dopo l’abbandono del padre.

Ma la vita tanto frenetica quanto ben pianificata di Margaret è destinata ad un inaspettato e repentino cambiamento.

Il giorno del suo quarantesimo compleanno, infatti, riceve la visita dell’anziano notaio del piccolo villaggio di Saou che le porta in dono le lettere che lei stessa si era scritta all’età di sette anni.

La piccola e sognante Marguerite aveva chiesto all’allora giovane notaio di Saou di riconsegnarle le lettere proprio il giorno del suo quarantesimo compleanno con l’intento di non dimenticarsi le promesse che si era fatta da bambina. E proprio la prima lettera pone a Margaret una domanda destabilizzante:

 “…Mentre mi leggi è il tuo compleanno quindi ti scrivo questa lettera per aiutarti a ricordarti le promesse che ho fatto oggi all’età della ragione. Ma cominciamo dalle cose più importanti: cosa sei diventata? Veterinario delle balene? Principessa?…”.

Con cadenza costante Margaret riceverà molte altre lettere che lei stessa si era scritta “nell’età della ragione”. Inizialmente le ignorerà, cercherà di disfarsene, ma poco a poco inizierà ad aspettarle con trepidazione, per leggerle una ad una e sorridere o piangere in silenzio nascosta nel bagno dell’ufficio, per riscoprire i sogni di un tempo, i ricordi celati, le prime emozioni.

Alla fine Margaret recupererà il passato da cui si era allontanata frettolosamente e farà pace con esso, ritroverà le proprie origini e l’amico di infanzia Philibert, asseconderà il suggerimento del caro notaio che le ricorda la frase di Picasso “Diventa chi sei”, si farà chiamare nuovamente con il suo vero nome, respirerà serena a Saou, piangerà ritrovando il suo “tesoro di giocattoli”, si perderà nell’innocenza dell’infanzia e finalmente abbandonerà gli abiti della frenetica donna in carriera ridisegnando la propria vita e dedicandosi a ciò che era veramente importante per lei quando era una bambina.

Ricordate, Oscar Wilde ha detto: “È importante avere dei sogni abbastanza grandi da non perderli di vista mentre si perseguono”.

Cinzia Gallina

Autore: Cinzia Gallina

Ho 43 anni, vivo a Milano, divoro libri e sono un’amante dei gatti. Appassionata dall’umanità, ricerco continuamente risposte alle domande che popolano la mia mente. Per questo, seduta ai banchi dell’università decido di voler lavorare con e per le persone accompagnandole nel loro percorso professionale. A dicembre 2015, ho bisogno di novità e mi iscrivo al Master in Coaching di ADF: grazie a questo percorso capisco che sviluppare le potenzialità dell’individuo è per me obiettivo di primaria importanza. Adesso lavoro come libera professionista mettendomi a disposizione di coloro che sono interessati ad una riflessione personale e professionale.

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