Belle storie – Imprenditoria femminile: e se ricominciassimo dai valori?

La Bella storia di oggi è doppia: ovvero, da un lato vi parlo di Federica e Stefania che hanno creato Let’s Bio! , start up che consegna a domicilio prodotti bio. Dall’altro, prendo atto di una trasformazione nel mondo professionale femminile: sono sempre di più le donne consapevoli del proprio talento, che hanno deciso di avanti.

Qualche settimana fa sono andata all’Inspiring Happy Hour, aperitivo organizzato da Talent Donna, un’iniziativa dedicata all’empowerment femminile. Il tema della serata era proprio l’imprenditoria femminile: ovvero come passare da dipendente a imprenditrice. È stata una sorpresa vedere la sala piena, erano tante le donne presenti, e c’era pure qualche uomo. E il confronto è stato molto partecipato.

Ho interpretato il successo di quella serata come la dimostrazione che qualcosa sta cambiando davvero: sono sempre di più le donne che si fanno avanti, consapevoli del proprio talento e valore, che vogliono provare a costruirsi un’attività su misura. Dopo anni in cui se n’è solo parlato, ora qualcosa sta succedendo. È ormai chiaro a tutte che il mondo del lavoro è organizzato secondo una logica maschile, che non rispetta modalità, tempi e attitudini dell’altra metà del cielo. Forse, l’unico modo per realizzarsi è fare da sole, per raggiungere, anche qui in Italia, la chimera del work life balance.

Durante la serata, sono intervenute diverse persone, fra cui, Stefania Giannetta e Federica Brondoni fondatrici di Let’s bio!, start up che vende e consegna alimenti biologici a domicilio.

La storia di Stefania e Federica è davvero molto interessante: entrambe professioniste affermate, arrivate a un certo punto del loro percorso, hanno deciso di cambiare vita, perché il loro lavoro non le soddisfaceva più. Tutte e due si sono trovate a scegliere tra una carriera che non corrispondeva più alle loro aspettative, e seguire il cuore e la passione.

Stefania è stata dipendete per 15 anni nel settore farmaceutico, dove faceva l’informatrice scientifica. Aveva tutte le garanzie date dal contratto di lavoro dipendente: ferie, malattia, stipendio tutti i mesi, buoni pasto… Eppure, non sono bastati a tenerla inchiodata lì.

«Non ero più felice di lavorare come dipendente, sentivo il bisogno di fare qualcosa di mio». Stefania trova il coraggio di passare dalle parole ai fatti quando incontra Federica, avvocato, che stava meditando di aprire un’azienda che vendesse prodotti bio a domicilio. Un incontro fortuito, a cui segue la decisione della società per cui lavora di avviare un piano di ristrutturazione e promuovere degli incentivi all’esodo. È arrivato il momento: Stefania si dimette, e con Federica inizia a costruire il loro progetto. «Ci siamo rivolte a una società che aiuta le persone a reinventarsi nel mondo del lavoro, e abbiamo definito il progetto, il business plan, le attività da far partire. Nel frattempo abbiamo iniziato l’attività di formazione: per vendere prodotti bio dovevamo conoscerli. Quindi abbiamo cominciato a frequentare le fiere di settore, conoscere i produttori, ricercare i fornitori…».

«Mia mamma era stupefatta», prosegue Federica. «Si chiedeva come fosse possibile a 40 anni dare un calcio alla laurea e a tutti i sacrifici fatti, e cambiare radicalmente vita». Difficile comprendere che la scelta personale è maturata da un disagio professionale. «Volevo creare qualcosa di positivo, contribuire a un cambio culturale della società». Qualcosa più vicino alla natura, alla terra e alle persone. La scelta è ricaduta sul cibo, ma quello rispettoso e in armonia con l’ambiente. «Vendiamo un prodotto di cui siamo orgogliose, in cui crediamo. Il rispetto è alla base delle relazioni tra tutti gli attori coinvolti. E poi, le persone sorridono quando parli con loro!». Un altro mondo per una persona abituata alle relazioni fredde e burocratizzate dello studio legale. «Prima, nessuno era mai uscito sorridendo dal mio ufficio! Ora, ho rimesso le persone al centro del mio lavoro. E gli accordi si fanno con una stretta di mano, non con un contratto da firmare!».

Davvero un altro modo di lavorare e di vivere, che rimette al centro le persone e i loro valori. Forse proprio dai valori, e non solo dal business, l’imprenditoria femminile può ripartire. Non è anche questo un esempio di work life balance declinato da un altro punto di vista?

Let’s bio! è partito nel settembre 2012: consegnano a domicilio alimenti, frutta e verdura bio. Basta registrarsi sul sito, scegliere i prodotti con cui riempire la propria cassetta e fare l’ordine. La consegna è gratuita e avviene entro 2-3 giorni dall’ordine.

Loredana Saporito

loredana saporito

Autore: Loredana Saporito

Sono una giornalista, content strategist, food & wine lover. Nel 2012 ho lasciato Glamour per diventare freelance e approfondire la conoscenza dei social media e del web. Ho curato e progettato i contenuti del sito di Accademia della Felicità, società di formazione e coaching, e ho avuto diverse esperienze come social media editor, fra cui il convegno Women On Track di Donne Impresa di Confartigianato.

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