Oltre il ghosting: quali sono le tipologie di abbandono più diffuse?

In un articolo di qualche tempo fa, mi ero soffermata sul ghosting, fenomeno ahimè molto diffuso in questi ultimi tempi.

Nell’articolo di oggi ti propongo invece un excursus ulteriore su altre tipologie di comportamenti di allontanamento nelle quali ci si può imbattere in una relazione, che sono anch’esse state definite e descritte negli ultimi anni.

Orbiting

Dal verbo to orbit che significa orbitare intorno a qualcosa, un po’ come un asteroide intorno a un pianeta. Consiste nel mantenere un aggancio, un legame debole e ambiguo con una persona che si è scelto in realtà di non frequentare più. Questa parola, apparsa per la prima volta in un articolo di Anna Iovine, si riferisce infatti all’orbitare di una persona intorno a un’altra dopo essere sparita dalla sua vita. Si mette in pratica ad esempio mettendo un like su Facebook ogni tanto, o magari commentando una foto su Instagram, ma senza continuità e senza impegno. Si decide, quindi, di mantenere un sottilissimo filo per dire all’altro che si esiste ancora e di non dimenticarci di lui. Per questo motivo, prima di eventualmente riapparire, la persona gira intorno ai social del partner (orbiting), spargendo segnali della propria presenza (haunting). Questo è un fenomeno che si manifesta dopo l’interruzione di una relazione o di una frequentazione: l’artefice di questo, ovvero l’orbiter, si prende il lusso di non rispondere ai messaggi in chat, pur restando nella vita dell’altro ad intermittenza, creando delle false speranze in chi è stato lasciato. È una strategia sottile per la quale ci sono specifici comportamenti, come il manifestare una costante presenza, che però non diventa mai reale e non si concretizza mai in una vera e propria frequentazione.

Breadcrumbing

Una definizione vicina all’orbiting è il breadcrumbing, ovvero fare come Pollicino. La relazione viene infatti alimentata con messaggi o interazioni social una volta ogni tanto, per non essere completamente tagliati fuori dal mondo di qualcuno; in questo modo, si decide di lasciare una finestra aperta, creando false illusioni nell’altra persona. L’invio di messaggi è infatti da ritenere come un’esca in grado di alimentare desideri, creando un piano di ambivalenza in cui diventa difficile capire sino a che punto di fatto si è semplicemente vittima di manipolazione o c’è effettivamente dell’interesse. La vittima in genere si trova in un turbinio di ansia e frustrazione, accompagnato da sensi di colpa che alimentano un piano totalmente illusorio. Rimanendo incastrati a lungo in una relazione di questo tipo, è bene tenere conto del fatto che si perde anche l’opportunità di instaurare rapporti seri e sani con altri potenziali partner.

Stashing

Lo stashing consiste nel tenere lontana dalla propria vita la persona con la quale si sta intrattenendo una relazione amorosa. Questo atteggiamento si esplica generalmente non presentandole i propri amici, parenti e colleghi di lavoro. La relazione va a gonfie vele ma viene tenuta nascosta, procurando frustrazione al partner che, invece, vorrebbe condividerla con tutta la sua rete relazionale. Il termine è stato coniato dalla giornalista Ellen Scott, che lo definisce come l’arte di mantenere il partner al di fuori della proprie relazioni private o sui social network. Il non riconoscimento della figura del partner nella propria cerchia di amici, parenti, colleghi, conoscenti sembrerebbe un po’ l’affermazione che l’altro è relegato in un posticino nella propria vita che non diventa mai ufficiale. Talvolta potrebbe rappresentare la volontà di nascondere una seconda vita o il grosso timore di affrontare una nuova relazione che inizia. Diverso è il caso di coloro che hanno bisogno di tempo affinché il partner entri in contatto con la propria rete affettiva: in questo caso, è opportuno verificare man mano dei segnali di apertura in tal senso.

Cuffing

Il cuffing, “ammanettamento”, si verifica quando all’inizio della relazione sentimentale il partner si dimostra eccessivamente entusiasta e innamorato: fedelissimo, concentratissimo, prontissimo a qualsiasi progetto o cambiamento, presentissimo, puntualissimo. Tutte queste modalità e diverse altre danno un evidente segnale di esagerazione. Con la medesima rapidità con cui viene messo in atto, il cuffing si scioglie in uncuffing, quando il partner passa dall’estrema morbosità al totale disinteresse. La cuffing season è stata definita per la prima volta nel Urban Dictionary online nel 2010 come “il periodo dell’anno in cui le persone cercano di avere una relazione”, e successivamente nel 2018 come “una stupida stagione inventata senza prove correlate di sorta”, ovvero come un periodo dell’anno, quello invernale, in cui la persona decide di voler essere accoppiata e trascorrere i tempi freddi a farsi coccolare e magari a passare il tempo abbracciata sul divano, cercando una sorta di stabilità, in contrasto con la libertà che invece predilige nei mesi estivi.

Zombieing

Lo zombieing è l’evoluzione del ghosting. Ovvero, dopo che una persona ha chiuso la frequentazione scomparendo nel nulla e senza dare spiegazioni, di colpo riappare. Manda un messaggio, oppure si fa viva con alcune interazioni sui social, nella speranza di riallacciare i rapporti. Lo zombieing ha la stessa portata spettacolare del ghosting ed è strettamente legato ad esso, poiché si tratta esattamente del ritorno nella vita del partner di un ghoster. In un caso come questo è fondamentale dare un significato al tempo che la vittima ha trascorso tra l’abbandono e il ritorno dell’ex, poiché quel tempo è stato magari foriero di cambiamenti positivi che non andrebbero dimenticati. Se anche si decidesse di dare alla persona una seconda possibilità, è bene non cancellare quanto successo, ma affrontare attraverso il dialogo tutto quello che è avvenuto nel periodo di forzata solitudine.

Submarining

Una variante dello zombieing è il submarining, termine coniato dalla scrittrice britannica Rebecca Reid, che definisce questa pratica come quella in cui la persona riemerge dalle acque come se nulla fosse successo, senza sentire il bisogno di fornire alcuna spiegazione. La differenza sostanziale tra i due comportamenti sta nel fatto che chi mette in pratica il submarining torna nella vita di qualcuno senza nessuna giustificazione, mentre chi usa lo zombeing aveva cercato e accampato mille scuse, essendo consapevole di essere stato lontano per un po’. Probabilmente non sapevi e non saprai mai dove sia stato per tutto il tempo il tuo ex partner scomparso, ma apparirà e scivolerà di nuovo nei messaggi diretti, magari rispondendo al tuo ultimo messaggio come se nulla fosse mai successo. In molti casi, si tratterà semplicemente di persone che scelgono di riemergere per insicurezza, per noia, perché desiderano avere delle conferme e sperano di ottenerle in modo semplice e immediato dalla vittima. Talvolta accade nei momenti in cui sono stufi di un’altra relazione, che potrebbero aver chiuso, e hanno solo voglia di essere ascoltati, di trascorrere un po’ di tempo in leggerezza, ma difficilmente provano vero interesse. È sempre bene ricordare, nel caso si volesse dar loro un’altra opportunità, che sono già scomparsi una volta nel nulla e potrebbero tranquillamente rifarlo.

Benching

Spesso i fantasmi sentimentali riappaiono soltanto per continuare a contemplare la propria bellezza nello sguardo del partner. È il caso di chi pratica il benching, che si riferisce al tenere l’amante in panchina. I benchers non desiderano davvero una persona, ma vogliono che continui ad amare solo loro, in una spirale di egocentrismo senza fine. È una delle modalità di uscire da una relazione senza confrontarsi con l’altra persona, ma chi sceglie il benching continua a mantenere i contatti con l’altro per manipolarlo. Subire un trattamento del genere è molto probabile quando non si è totalmente convinti di una persona e la si tiene lì perché non si ha la forza di prendere una decisione o di staccarsene totalmente. Se si è vittime di benching, si può facilmente immaginare di essere il piano B di qualcuno, nonostante ci siano apparentemente tantissime conferme e veniate adulati in continuazione. Eppure tutte le chiacchierate correlate ai chiarimenti sulla tipologia di rapporto che state intrattenendo vengono eluse in ogni modo. La vittima sperimenta una importante frustrazione e si sente profondamente svalutata, rischiando di rimanere bloccata nella relazione.

E tu hai mai subito un trattamento di questo tipo?

Valeria Squillante

Autore: valeria squillante

La mia curiosità per le persone e per il mondo mi ha portata a studiare in tutte le fasi della mia vita, facendo di me una lifelong learner. Nelle tante vite che ho vissuto sono stata musicista, antropologa, docente. Nella mia vita più recente sono diventata una counselor psicosintetica e una coach delle relazioni e ho avviato il mio progetto #thedaimoncoach, attraverso il quale concilio tutte le mie parti creative e lavoro con donne che vogliono mettere al centro della propria vita se stesse e desiderano realizzare il proprio daimon. Sono da sempre una girovaga, appassionata di viaggi, di fotografia, di culture contemporanee, di tè e di cucine internazionali.

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