Imparare ad accettare la fine di una relazione

Un amore finito non si può dimenticare, si archivia con cura in una scatola speciale, come fosse un maglione datato di cui hai fatto una pelle, ma che ora ha troppi buchi e non puoi indossare più. È ancora un bel maglione, ma non è più mettibile: le toppe saranno anche di moda, ma in amore mai”.

A dirmelo è stata, qualche anno fa, una donna che ritenevo davvero speciale. Una sorta di mentore, una persona per la quale nutrivo molta ammirazione e rispetto. Parlavamo spesso di relazioni, emozioni, psicologia. E un giorno Elena – la chiamerò così – si è aperta a me, e senza saperlo mi ha spiegato molto di come le relazioni finiscono, ma possiamo imparare ad accettarlo.

Elena aveva concluso da poco una relazione molto lunga e intensa, e ne soffriva, anche se era molto brava a mascherarlo. Secondo te come si può dimenticare una relazione finita? – le avevo chiesto quel giorno. Aspettai in silenzio qualche secondo, e lei se ne uscì con quella frase sul maglione vecchio. Una similitudine perfetta, a parere mio, che racchiude il significato dei profondi sentimenti che proviamo quando lasciamo o siamo lasciati. Si tratta di un dolore intenso, accompagnato da un senso di malinconia, che temiamo non ci lasci mai.

Dimenticare un amore finito: come si fa?

Un amore finito non si dimentica. Si ripone nel cassetto della mente, proprio come un capo che abbiamo amato ma non ci calza più viene messo in soffitta. In amore, così come in tanti altri ambiti della vita, non esistono regole, ma ciascuno trova la propria via (d’uscita).

I motivi per cui una relazione finisce sono tanti, troppi, per approfondirli tutti insieme: tradimenti, mancata sincerità, noia, abitudine, paura di soffrire, o semplicemente la fine del sentimento. Non c’è un unico modo giusto o sbagliato di reagire a un amore non corrisposto. E rimettere insieme i pezzi di un cuore infranto non è mai facile: solo il tempo, accompagnato da una buona dose di lavoro su se stessi, può aiutare. Ma l’imprevedibilità delle relazioni ci dimostra che non abbiamo il controllo su tutto, men che meno sugli altri, e a volte, può ferire molto di più rimanere all’interno di una relazione tossica, piuttosto che lasciarla andare.

Del resto, anche la mia relazione con Elena è un esempio di come l’accettare che le cose vanno come vanno ha il suo perché. Abbiamo vissuto una prima fase di “innamoramento”, durante la quale passare del tempo insieme ci appagava e arricchiva reciprocamente. Poi qualcosa si è rotto e il rapporto ha smesso di funzionare.

Come capire chi ha sbagliato? Come rimediare? In ogni relazione, quando le due parti cominciano a vedere più facilmente ciò che non va nell’altro, piuttosto che le qualità, aggrapparsi a una realtà che non riconosciamo più come tale è poco utile. Da quel momento, comincia la fase del decadimento dell’amore o disinnamoramento, oppure semplicemente fine della relazione.

Che siano di amore, di amicizia, di considerazione reciproca, poco importa: le relazioni finiscono, e questo è un fatto che va accettato. Tentare ostinatamente di trovare motivazioni razionali che soddisfino la nostra sete di giustificazione ai fatti è solo un peso per il nostro cuore già affaticato. L’accettazione, invece, è la colla naturale che rimette insieme i pezzi e ci permette di far entrare ancora la luce.

Quando ho lasciato andare il dispiacere per quel rapporto in cui credevo così tanto, quando ho accolto l’impotenza verso quelle circostanze che non ero riuscita a cambiare, né tanto meno a capire, ho iniziato a vedere Elena proprio come quel maglione di cui lei stessa mi aveva parlato tempo prima, riferendosi a qualche altra figura che aveva lasciato il segno nella sua vita. Quando una relazione finisce, ma c’è la consapevolezza di ciò che è stato, nel bene e nel male, non conta più il fatto stesso che sia finita. Ma è importante che ci sia stata e che ci abbia cambiati.

Ciascuno di noi ha la propria storia, il proprio vissuto e le proprie relazioni – diverse tra loro. Un amante, un compagno, un amico, un confidente: tutti i tipi di relazioni possono finire. Ed è impossibile dimenticare tutto quello che c’è stato. Forse, con il tempo, alcuni ricordi diventeranno più sfocati, ma quel vecchio maglione pieno di buchi, a cui abbiamo voluto bene, e che abbiamo riposto in un cassetto impolverato, non smetterà di rimanere in quello spazio che gli abbiamo dedicato. Se ne starà lì per sempre a ricordarci quali altri maglioni ci piacciono oggi, quali ci calzano meglio e quali invece sappiamo già prima di provarli che non fanno per noi.

Domande utili alle quali rispondere se non riesci ad accettare una relazione finita

  • Cosa vedevi di te stess* nell’altra persona quando l’hai conosciuta? E cosa vedi di te stess* oggi in quella persona?
  • Se conoscessi oggi quella persona, così com’è ora, vorresti stare con lei e instaurarvi un rapporto di amore o amicizia?
  • A cosa sei dispost* a rinunciare pur di mantenere la relazione con l’altro?
  • Al di là del tipo di rapporto che hai con l’altro, c’è fiducia reciproca?
  • Se da domani non avessi più a che fare con questa persona, cosa cambierebbe nella tua vita in meglio? E in peggio?
Sara Noseda

Autore: Sara Noseda

Credo nel potere dell’arte, delle emozioni e della natura. Appassionata di storie, psicologia, gioielli vintage, prodotti di bellezza e yoga, mi chiedo sempre il perché delle cose. Adoro gli animali e le piante, anche se ho paura delle api; ho un gatto rosso di nome Vincent (Van Gogh) e una gatta nera, Artemisia (Gentileschi). Ballo Lindy Hop e sogno una vita segreta in cui sono un’attrice. Curiosa, emotiva, creativa, mi sono laureata in Comunicazione di Moda e sono Giornalista Pubblicista, ho scritto per diverse testate di lifestyle internazionali, ho vissuto a Londra. Scrivere è da sempre la mia forma d’espressione più sincera. Frequento il Master in Coaching di ADF, e con questo spero di poter cambiare la mia quotidianità e quella degli altri.

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