Come costruire buone relazioni di coppia attraverso l’intelligenza emotiva

“Dovremmo apprezzare che molto di ciò che ci nutre e ci guida, molto di ciò che faremmo bene ad ascoltare, sia incredibilmente semplice, di una facilità quasi imbarazzante. Non dovremmo complicarci la vita indugiando in spiegazioni ad alto tasso di mistero, né permettere che l’intelligenza emotiva venga offuscata da un’oscurità più consona alle scienze avanzate… Dobbiamo essere abbastanza sofisticati da non rifiutare una verità per il semplice fatto che ci sembra di conoscerla già, abbastanza maturi da chinarci a raccogliere le idee fondamentali nelle loro forme più semplici. Dobbiamo essere aperti alle grandi verità che possono essere espresse nel linguaggio di un bambino.”

Alain de Botton, Un’educazione sentimentale

L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire, in modo consapevole, le proprie e le altrui emozioni. Il tema è stato trattato per la prima volta all’inizio degli Anni ’70 e poi approfondito da Daniel Goleman, nel noto testo Emotional Intelligence. Da allora, l’intelligenza emotiva ha cominciato a essere ritenuta una competenza facente parte dell’insieme di abilità necessarie a ciascun individuo per conoscere e riconoscere le proprie e le altrui emozioni e della capacità di gestirle e regolarle per affrontare le diverse situazioni di socialità. Attraverso lo sviluppo di una buona intelligenza emotiva, ciascuno è quindi in grado di intraprendere comportamenti socializzanti positivi.

All’interno delle relazioni di coppia, sviluppare una buona intelligenza emotiva, fondata sull’empatia, sull’attenzione all’altro, sulla tenacia, sull’autocontrollo, sull’abilità di comprendere i sentimenti altrui, rappresenta un elemento prezioso da utilizzare per costruire e maturare un rapporto positivo e in crescita.

Nel libro Intelligenza emotiva per la coppia, John Gottman, a seguito dell’osservazione di circa 650 coppie nel suo Love Lab di Seattle, si soffermò a mettere in evidenza una serie di fattori chiave utili a individuare in che modo costruire una relazione emotivamente positiva. Negli anni di studio e osservazione, Gottman aveva riscontrato una certa regolarità negli schemi disfunzionali che le coppie in crisi mettevano in atto nel momento del conflitto, che portava quasi sempre a una rottura e magari anche a un divorzio. Attraverso il suo lavoro, aveva osservato che le coppie più felici erano riuscite a stabilire una dinamica che impedisse ai pensieri e ai sentimenti negativi di sommergere quelli positivi. La sua ipotesi era dunque che le coppie emotivamente intelligenti avessero più probabilità di successo nella relazione. Tutti gli incontri di cui racconta nel testo sono stati filmati, registrati e analizzati e, durante le conversazioni tra i partner, sono stati misurati molti dei loro parametri fisiologici, come il ritmo cardiaco, la tensione arteriosa e alcune funzioni immunitarie.

Dopo i primi incontri, le coppie venivano seguite ancora per anni e Gottman e la sua équipe hanno cercato di rintracciare gli elementi negativi ricorrenti per cercare di stabilire se e in quale misura è possibile prevedere la riuscita o il fallimento di una relazione di coppia. Dopo una ricerca condotta su più di tremila coppie, gli esperti hanno individuato i quattro fattori predittivi, che hanno denominato “Cavalieri dell’Apocalisse”, sull’inevitabilità della separazione. Approcci particolarmente aggressivi, in cui l’ascolto è quasi azzerato e il confronto diventa impossibile, portano il rapporto di coppia a una forte compromissione. La situazione può essere ancora aggravata da un linguaggio corporeo che esprime indifferenza, distanza o sfida, e dal fallimento sistematico di qualunque tentativo di gentilezza e di apertura verso un dialogo costruttivo. Se una coppia si trova spesso o sempre a tentare di risolvere i problemi discutendo utilizzando i quattro cavalieri, i ricercatori sostengono che non riuscirà a sopravvivere a lungo mantenendo viva la relazione; essi ritengono inoltre che individui che si trovano a fronteggiare una situazione del genere siano maggiormente esposti al rischio di ammalarsi.

Quali sono i quattro Cavalieri dell’Apocalisse?

  1. Critica (Criticism) – Per critica, l’autore intende una tipologia di interazione negativa che è manifestazione di insoddisfazione verso una persona piuttosto che verso il suo comportamento. Mentre la lamentela si riferisce a un’azione specifica, la critica non ha confini spazio-temporali e si esprime affrontando il discorso con l’altro incolpandolo della responsabilità dello stato delle cose, accusandolo ed esprimendo valutazioni generali sulla sua persona. In questo, possiamo fare tesoro della meravigliosa lezione che ci porta il bellissimo libro di Marshall B. Rosenberg sulla Comunicazione Nonviolenta, in cui definire attraverso un racconto preciso e contestualizzato una situazione, senza aggiungere particolari di giudizio, paragone e svalutazione, è il primo passo da fare per ottenere che il nostro messaggio possa essere accorto alla sensibilità dell’altro, ma anche profondamente efficace. Una critica aggressiva, rivolta all’altra persona, è una cosa certamente spiacevole, nonostante possa capitare a tutti di farne, ma questa modalità può essere un problema nel momento in cui diventa un’abitudine nelle nostre interazioni e viene reiterata costantemente. Gottman dice che spesso quello che muove la critica è l’errata convinzione di fare un favore all’altro aiutandolo a capire in cosa sta sbagliando, o meglio in cosa è sbagliato come persona, per cui poi sfugge il motivo per il quale l’altro non riesca ad apprezzare una valutazione espressa in questi termini.
  2. Disprezzo (Contempt) – Il disprezzo viene definito come un ghigno di superiorità unito al sarcasmo ed è un elemento estremamente potente, capace di condurre la relazione alla debacle. La svalutazione attraverso il cinismo è uno dei peggiori tra i cavalieri, secondo Gottman, perché trasmette disgusto ed è sintomo di mancanza di stima nei confronti dell’altro ed è anche capace di distruggere il rapporto di amicizia che era tra le basi del rapporto di coppia. Il disprezzo include dunque il disgusto, il sarcasmo, gli insulti e un umorismo ostile che siano in grado di sminuire il partner e ridicolizzarlo. Questo cavaliere è in grado di bloccare ogni tentativo riconciliatorio e include un atteggiamento di superiorità, in cui il mettersi su un piedistallo consente di guardare l’altro dall’alto verso il basso. Gottman e il suo team hanno verificato che la persona che subisce il disprezzo dell’altro ha un abbassamento delle difese immunitarie, con evidenti ricadute sullo stato di salute.
  3. Difensiva (Defensiveness) – Il terzo cavaliere riguarda il ritirarsi sulla difensiva e sul vittimismo, nel momento in cui ci si sente attaccati. Attraverso questo atteggiamento, si nega completamente la propria responsabilità nel litigio e non ci si assume la propria possibile parte di apprendimento per fare una modifica di se stessi costruttiva. Ritirarsi può sembrare quindi in alcuni casi la migliore soluzione possibile in una situazione di conflitto, perché il partner che si ritira crede di attenuare lo scontro evitando di rispondere agli attacchi. Tuttavia, le ricerche dimostrano che questo approccio raramente raggiunge l’obiettivo desiderato, perché chi assume un atteggiamento difensivo di fronte alle critiche altrui cerca di apparire come una vittima innocente. Questo tipo di atteggiamento innesca spesso una dinamica nociva per la coppia, poiché la vittima presta il fianco a nuove critiche e a manifestazioni di ulteriore disprezzo. Acuendo costantemente il vittimismo, i ruoli si inaspriscono sino al punto in cui si diventa bersaglio di sempre più aspre critiche, che rinforzano negativamente i modelli che si stanno mettendo in gioco nell’interazione.
  4. Ostruzionismo (Stonewalling) – Il quarto e ultimo cavaliere riguarda il fatto di bloccare qualsiasi interazione, richiesta o attività e viene messo in atto quando un partner è esasperato dalla situazione. Questo cavaliere può essere la conseguenza di un senso di flooding emotivo, in cui uno dei due si sente talmente sovraccaricato da non riuscire più a interagire e ad ascoltare. L’ostruzionismo segue dunque il ciclo di accuse che, arrivando alla saturazione, porta al chiamarsi fuori da qualsiasi comunicazione, nascondendosi dietro al silenzio e aumentando in modo irrecuperabile la conflittualità. Correlato all’aumento del battito cardiaco, che si manifesta proprio prima che venga messo in atto questo comportamento, il muro rappresenta un tentativo di contrattaccare facendo sentire in colpa il partner per i comportamenti aggressivi. Nel momento in cui si ha la sensazione che il cuore non sia più gestibile, ci si chiude al dialogo e ci si trincera dietro al silenzio.

Quali sono i 7 princìpi per la felicità della coppia?

Nello stesso studio, vengono stilate le sette regole che secondo Gottman sono alla base del successo di ogni rapporto di coppia e che sono eventualmente valide anche per cercare di arginare i conflitti, prima che questi portino a una situazione irrecuperabile. Questi princìpi sono il risultato di 27 anni di studi sistematici, di incontri e conversazioni con coppie di tutte le etnie, estrazioni sociali, confessioni religiose e livello culturale ed economico. Si tratta di indicazioni pratiche piuttosto semplici da seguire, sia quando tutto va ancora bene e si vuole consolidare la coppia, sia quando le cose cominciano a essere meno positive, ma ancora recuperabili.

  1. La mappa dell’amore (Enhance your love maps) – Costruire il menù della tenerezza, prestando attenzione ai dettagli, è il primo elemento necessario in un rapporto: viene suggerito lo scambio di informazioni riguardo a riviste, canzoni, libri preferiti, paure più importanti, quello che il partner trova imbarazzante, quali sono state le migliori esperienze, le persone note e della sua vita privata che ammira di più, le sue aspirazioni e i desideri, le tensioni che si trova a fronteggiare, al fine di costruire una solida conoscenza degli universi reciproci. Questo vuol dire riservare una parte delle proprie capacità cognitive alla vita a due: ricordarsi gli eventi significativi della vita dell’altro, delle persone che popolano la sua esistenza affettiva e professionale, dei suoi complessi e delle sue ambizioni. Le coppie veramente unite non si accontentano di conoscersi, ma utilizzano queste informazioni per arricchire costantemente la relazione e per esprimere comprensione del partner, considerazione nei suoi confronti, tenerezza e stima.
  2. Alimentare tenerezza e ammirazione (Nurture your fondness and admiration) – Questi sono i due elementi più importanti nelle storie a lungo termine: anche nelle relazioni molto positive, talvolta ci possono essere liti difficili, ma i partner continuano a dimostrare stima reciproca e che il proprio compagno merita sempre di essere rispettato e onorato. Per rinnovare il proprio patto relazionale è importante rimanere in connessione con aneddoti dei primi tempi vissuti insieme, quello che è avvenuto nei primi appuntamenti, quali sono state le fasi del corteggiamento, quali sono le qualità migliori del proprio partner, cercare e mantenere il contatto fisico attraverso carezze e baci. Stima e tenerezza sono importanti argini al dilagare del disprezzo nel rapporto e sono elemento essenziale per rimanere costantemente consci di quanto si prova di positivo per il partner.
  3. Avvicinarsi, non allontanarsi (Turn toward each other instead of away) – Fare delle cose insieme, che può anche essere stare seduti vicini a fare le proprie attività, rappresenta un invito comunicativo che mira a suscitare reciprocamente attenzione, affetto, risate e appoggio. Rispondere positivamente a una sollecitazione dell’altro, come prendere dei piccoli appuntamenti quotidiani a due oppure nello scorrere del tempo, può far accrescere la connessione emotiva, costituita anche da piccoli gesti routinari, che rappresentano poi una base sicura a cui fare riferimento anche nei momenti di crisi.
  4. Lasciare che il vostro partner vi influenzi (Pet your partner influence you) – Dare retta al punto di vista dell’altro, in particolare di fronte a decisioni importanti da prendere, è una dimostrazione di rispetto reciproco e che ciascuno sta tenendo in considerazione le opinioni dell’altro, per trovare un punto di appoggio e di forza su cui poter contare. Una vera e propria condivisione del potere nella coppia può essere manifestata attraverso la capacità di essere influenzati dall’altrui punto di vista, in modo che questo eviti il rancore del sentirsi non sufficientemente importanti per l’altro.
  5. Risolvere i problemi risolvibili (Solve your solvable problems) – Mettersi nei panni dell’altro, ascoltarlo con attenzione, imparare a calmarsi a vicenda, fare e accettare tentativi di riparazione e di avvicinamento, rassicurarsi a vicenda, raggiungere un compromesso, essere tolleranti nei confronti dei reciproci difetti ed evitare di rimproverare il partner con critiche personali non significa necessariamente risolvere i problemi, ma può essere un primo passo per muoversi positivamente all’interno della comunicazione a due, nella direzione della comprensione dell’altrui punto di vista. Un principio importante da seguire è quello secondo il quale dovremmo trattare il partner con la stessa cortesia e attenzione che riserveremmo a un conoscente, per cui esprimersi sempre in prima persona, lamentarci senza criticare, valutare e incolpare l’altro, essere chiari, gentili e diplomatici, facendo in modo da non accumulare rimproveri.
  6. Superare il blocco (Overcome gridlock) – In una relazione a due possono esserci dei blocchi che la coppia si può trovare ad affrontare, poiché ciascuno ha formulato dentro di sé delle speranze, delle aspirazioni e dei desideri che fanno parte della realizzazione individuale e aiutano a costruire il proprio progetto di vita. Quando è possibile legare ciascun sogno ai propri veri desideri profondi, possiamo definire un’area di tolleranze che descrive parti della nostra vita in cui possiamo essere flessibili o possiamo raggiungere compromessi temporanei. I blocchi si riferiscono a problemi molto difficili da risolvere e che toccano aspirazioni, credenze, caratteristiche radicali delle persone. In questo caso, l’obiettivo non è necessariamente risolvere il problema in sé, quanto piuttosto riuscire a spostarlo dal blocco al dialogo, trasformandolo in qualcosa di cui si possa parlare. L’invito è quindi a cercare di approfondire insieme le cause del blocco, affinché il dialogo diventi un modo per accrescere sincerità e verità, imparando a convivere anche con divergenze profonde che possano essere un punto di incontro verso l’intimità di coppia.
  7. Creare significati condivisi (Create shared meaning) – Tenere del tempo per la coppia senza essere assorbiti completamente dalla routine quotidiana e coltivare la relazione, anche attraverso quelli che Alain de Botton definisce rituali, può permettere di comprendere e condividere significati che altrimenti rimarrebbero nascosti. L’eccessiva indipendenza è capace, infatti, di indurre anche un profondo distacco, in cui ciascuno vive un’esistenza separata e in cui diventa difficile avere riferimenti comuni. A molte coppie capita infatti di arrivare a chiedersi se il senso dell’unione è nella ripetizione di gesti e di abitudini quotidiani, oppure se il vero significato è stato smarrito con il passare del tempo. Di fronte alla mancanza di significato e di un senso condiviso, la dimensione legata alla creazione di una vita interiore a due, costituita da simboli e riti, è vicina anche al concetto del posto che occupiamo nel mondo. Si tratta dunque di interrogarsi sui sentimenti profondi che riguardano ciò che ci si aspetta da se stessi e dal partner e maturare una profonda complicità.

Cosa sono le cinque ore magiche?

E infine, l’autore consiglia di mettere in atto alcune azioni preziose in quelle che chiama le cinque ore magiche per mantenere il rapporto di coppia in buona salute:

  • 2 minuti al giorno per salutarsi con affetto al mattino, che diventano 10 minuti alla settimana nelle giornate lavorative.
  • 20 minuti di chiacchiere alla sera, che sono 1 ora e 40 alla settimana.
  • 5 minuti al giorno per dedicarsi delle coccole, per un totale di 35 minuti alla settimana, senza mai dimenticarsi di farlo.
  • Per altri 5 minuti al giorno apprezzatevi, spronatevi, fatevi dei complimenti per 5 minuti al giorno, totalizzando 35 minuti a settimana.
  • Trovate due ore tutte per voi ogni settimana, per dedicarvi a ciò che vi piace fare insieme.

L’applicazione di tali principi, senza che si venga accompagnati attraverso una relazione di aiuto necessaria quando la coppia è già molto logorata, è il primo passo da compiere e di cui tenere conto durante tutta la relazione, per prestare attenzione a eventuali crisi e correre ai ripari quando è ancora possibile portare un clima positivo nel rapporto, che può anche permettere di costruire una vita più felice, luminosa, sana e virtuosa.

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Valeria Squillante

Autore: valeria squillante

La mia curiosità per le persone e per il mondo mi ha portata a studiare in tutte le fasi della mia vita, facendo di me una lifelong learner. Nelle tante vite che ho vissuto sono stata musicista, antropologa, docente. Nella mia vita più recente sono diventata una counselor psicosintetica e una coach delle relazioni e ho avviato il mio progetto #thedaimoncoach, attraverso il quale concilio tutte le mie parti creative e lavoro con donne che vogliono mettere al centro della propria vita se stesse e desiderano realizzare il proprio daimon. Sono da sempre una girovaga, appassionata di viaggi, di fotografia, di culture contemporanee, di tè e di cucine internazionali.

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