Storia di Gianfranco

Questa fase della mia vita legata al coaching è iniziata per caso un anno fa. L’anno scorso è stato difficile perché mi trascinavo in un lavoro che non mi piaceva e avevo da tempo desiderio di cambiare.

Poi, l’azienda per la quale lavoravo come amministrativo a ottobre dell’anno scorso mi ha comunicato che avrebbe dovuto fare a meno di me. Perdere il lavoro non è una bella esperienza, ma io sapevo che ne avrei trovato subito un altro e così è stato. Non ho avuto difficoltà ad avere un altro impiego, ma nel frattempo quel desiderio di cambiamento si era fatto avanti e non l’ho ignorato.

Non riuscivo ad accettare che in campo lavorativo dovessero essere gli altri a decidere su quello che avrei dovuto fare io. Mi sono posto alcune domande specifiche sul lavoro e su di me, e per trovare le risposte ho deciso di frequentare il Master in coaching dell’Accademia.

L’ho fatto non tanto per diventare un coach professionista, quanto per fare autocoaching. Ed è stato di aiuto perché ho lavorato sulla mia autostima. Mi sono reso conto che mentre nell’ambito personale sono sereno, so costruire ottimi rapporti di fiducia e di stima, in ambito professionale sono condizionato da un’insicurezza di fondo che mi impedisce di riconoscere, e quindi mostrare, le mie capacità.

In questi anni di lavoro non ho avuto molte opportunità di crescita, davo scarso valore alla mia professionalità, non perché non mi piacesse quello che facevo ma perché non mi valorizzavo. Con il Master ho prima di tutto individuato le cose belle fatte in passato alle quali non davo importanza e ho messo in evidenza le qualità lavorative che possiedo. Ho capito che in molte circostanze ho avuto intuizione, abilità nel gestire le situazioni e il lavoro. Ho scoperto aspetti di me che non vedevo e sono stato meglio.

Quando è arrivata l’opportunità di un nuovo lavoro, ho scelto un part time nel quale pur facendo la parte amministrativa ho avuto la possibilità di crescere di ruolo e conoscere un aspetto nuovo della professione, mettendomi alla prova. Sono andato aldilà della paura di buttarmi o di sentirmi inadeguato, ho accettato la sfida perché ho iniziato a darmi quelle risposte che cercavo e quel valore alla mia professione di cui sentivo il bisogno. E sono soddisfatto.

Non pretendo che le situazione cambi dall’oggi al domani, né credo che il coaching possa diventare la mia attività principale ma sto traendo grandi soddisfazioni dal percorso svolto al Master, su di me e anche sulle relazioni che ho impostato. Riconosco che ho un’ottima capacità di mettermi in relazione con gli altri, riesco a ottenere e a dare attenzione e fiducia, qualità indispensabili per un coach.

Per questo non escludo che possa lavorare anche come coach, magari scegliendo di farlo part time. Sto valutando i campi d’azione sui quali poter sviluppare questa professione, mi piacerebbe il personal coaching o il life coaching e sto cercando argomenti specifici da approfondire, ma non voglio allo stesso tempo limitarmi e potrei ampliare altri aspetti da conoscere meglio in futuro. In fondo è esattamente questo il senso della crescita professionale: non circoscrivere se stessi, le proprie capacità e le proprie conoscenze in un recinto, ma uscire, percorrere la strada, camminare a tratti soli, a tratti accompagnati da altri.

Questo è appunto il percorso fatto al Master, dove pur avendo fatto un lavoro di crescita personale, sono stato affiancato da altri aspiranti coach. È stato ed è tuttora un continuo confronto, proficuo e non certo facile: gli esercizi, l’indagine su di sé, il mettersi in discussione per poter poi essere d’aiuto agli altri non è una strada lineare.

Ma mi ha consentito di esplorare ciò che c’è attorno e in me, attraverso riflessioni, considerazioni, parole riversate sul foglio che trovo belle semplicemente perché sincere, libere e che mi hanno aiutato a tenere alta l’autostima e a scoprire un nuovo piacere: la scrittura.

 

 

Autore: Marco Bonora

Introverso, ingombrante, risvegliato a 40anni da coma lavorativo cerca disperatamente persone appassionate di qualsiasi cosa. Offro ironia caustica, soluzione problemi, creatività, cucina gourmande e musica indie/alternative. Astenersi perditempo

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