Master re-loaded

 

Esattamente due anni fa prendevo tutto il coraggio che abbia mai avuto e compilavo il modulo delle dimissioni volontarie sul sito dell’INPS. Con un bel sospiro di sollievo, devo aggiungere.

Da allora sono successe moltissime cose, per fortuna per la maggior parte belle e piacevoli; con tutto quello che in questi due anni ho fatto, detto, imparato e discusso solo recentemente mi sono voltata a guardare un po’ indietro, dove tutto è cominciato.

Un percorso trasformativo

Ho pensato al master in coaching. Ho sempre sostenuto che è un percorso formativo, forse il migliore che abbia mai intrapreso: ho imparato i fondamenti del coaching, un metodo da applicare e quando ero insicura e incerta c’erano persone che mi facevano pensare e ragionare. Ci sono stati i contenuti, insomma: ma il percorso non è stato solo formativo, ma soprattutto tras-formativo, come ripeto sempre qui in Accademia. Durante quei mesi ho lavorato su me stessa profondamente e intensamente, tanto che poi sono riuscita a prendere la decisione giusta per me, quella che mi rispecchiava di più e che mi avrebbe reso più felice. Ma non ero sola: sono stati gli insegnanti e le persone che l’hanno frequentato con me che hanno reso il percorso così speciale. Mi hanno accolta così com’ero e mi hanno rimessa a nuovo, pronta per affrontare il cambiamento.

Se dovessi elencare quello che ho imparato e mi è rimasto dentro, credo che comincerei dalla consapevolezza: di quello che sono, dei miei talenti, dei miei valori, ma soprattutto di quello che posso diventare. Nessuno me ne aveva fatto rendere conto in modo così illuminante e chiaro. Sicuramente non è stata un’illuminazione momentanea: c’è voluto un viaggio fatto anche di momenti di tristezza e di oscurità, perché non si cammina mai solo dal lato assolato della strada, ma ne è valsa la pena. Io entravo ogni mese in aula e sapevo che ne sarei uscita dopo un bel po’ di lavoro con tante conoscenze in più e soprattutto con tanta fiducia e compassione.

Ascoltare i propri bisogni

La seconda cosa importantissima che mi porto dentro e che cerco di trasmettere anche a chi segue i miei corsi e ai miei coachee è la cura di se stessi: non basta essere consapevoli, bisogna prendersi cura di ciò che siamo e di ciò che vorremmo diventare. Ad esempio, dobbiamo ascoltarci attentamente, perché spesso il nostro corpo percepisce prima di noi quali sono le difficoltà che stiamo affrontando.

Dobbiamo nutrirci di ciò che ci rende felici: ascoltare la musica che ci ispira, leggere i libri che ci risuonano, trascorrere del tempo con le persone care, andare nei luoghi che sappiamo ci faranno stare bene, vestirci con gli abiti che ci rendono sicuri e felici, camminare lungo le vie che ci hanno visto crescere, senza dimenticarci di essere curiosi e di sperimentare anche qualcosa di nuovo. Il master mi ha aiutato a trovare il mio “cibo per l’anima” e cerco di non dimenticarlo.

Il coraggio di cambiare

L’insegnamento, però, forse più importante che il master mi ha lasciato e che vorrei trasmettere è che noi stessi abbiamo la responsabilità di crescere e di essere la persona che siamo e che vorremmo. Se non avessi fatto il primo passo, dimettendomi da un posto sicuro in un’azienda florida, tutte le cose positive che sono venute dopo non sarebbero mai successe. E quel passo non lo poteva fare nessuno al posto mio: ero io che dovevo assumermi la responsabilità di tutto quello che mi sarebbe capitato dopo.

Un buon percorso di coaching e in particolar modo il master insegna proprio questo: una volta che ci siamo incamminati verso il cambiamento, bisogna accettarlo e prendersene la responsabilità. Le cose non andranno meglio da sole e la colpa non è mai solo degli altri. Serve consapevolezza, coraggio, fiducia e voglia di fare un po’ di fatica: guarda caso, sono tutte le cose che il master mi ha lasciato, oltre naturalmente a una nuova professione. Che è stata scelta però proprio perché si fondava su quei pilastri imparati ormai due anni fa, durante il percorso più tras-formativo che potete intraprendere.

Se sei interessato anche tu a vivere un’esperienza intensa e trasformativa come quella di Francesca, sono aperte le iscrizioni alla prossima edizione del Master in Coaching di Accademia della Felicità, dai un’occhiata qui

 

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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