Il mio incontro con il Coaching

La prima volta che incontrai il coaching risale a quando lavoravo ancora in azienda da dipendente.

Hai presente quando ti trovi in un momento di stallo della vita e avverti in cuor tuo che ben presto succederà qualcosa? E passi così le giornate in attesa di un guizzo, un’idea, un’intuizione, un segno.

Lo “scossone” arrivò e si chiamava coaching. Il primo approccio fu dunque dalla parte dell’utente (credo che quello empirico sia per certi versi il modo migliore per conoscere le cose, prima ancora che lo studio sui libri). Fin da subito mi resi conto di quanto straordinaria e potente era questa tecnica. Talmente efficace che in poche settimane mi aveva permesso di disegnare il mio futuro e pianificare la mia vita professionale. E, soprattutto, di trovare la felicità, lavorando (incredibile a dirsi!).

L’ingrediente fondamentale del cocktail della felicità era proprio il coaching. Fu cosi che mi iscrissi e frequentai un Master presso una scuola accreditata ICF. La scelta, come puoi immaginare, non fu affatto semplice. Il mercato milanese offre un’ampia scelta!

Dapprima feci una ricerca online e mi confrontai con alcuni coach già formati. Selezionai quindi le tre scuole che “sulla carta” potevano fare per me, chiesi loro un appuntamento per andare fisicamente a vederle e a parlare vis a vis con i referenti. Il resto fu istinto e cuore.

Terminato il Master e superato l’esame finale previsto dalla scuola mi sentivo padrona di un metodo e di una tecnica molto efficace e valida. Era arrivato il momento di capire cosa fare da un punto di vista commerciale: come costruire il mio brand? Come propormi al pubblico? Su quale area di mercato posizionarmi?

Spinta anche dalla mia voglia di studiare e apprendere costantemente, sentii che non era quello il momento di fermarsi: avevo ancora un tassello importante da aggiungere al puzzle della mia nuova vita.

Ricominciai cosi la ricerca, anche se questa volta fu molto più breve perché il destino volle subito farmi incontrare Accademia della Felicità. Ne avevo già sentito parlare (avevo recuperato l’informazione archiviata in non so quale cassetto della memoria) ma non avevo mai avuto modo di approfondire la conoscenza.

Un giorno, armata di volontà e di quella euforia che ti prende quando ti trovi a fare una scelta importante, mi presi del tempo per guardare il loro sito e studiare la proposta formativa: quello che subito mi colpì furono le attività previste a supporto di coloro che volevano fare del coaching una professione. Nelle mie indagini precedenti non avevo mia visto nulla di simile. Ed ecco la mia vocina interiore che, neanche troppo bisbigliando, disse: “Forse è quello di cui hai bisogno”.

Scrissi quindi una email per chiedere informazioni e fissare un appuntamento (l’avrete capito che il mio approccio è anche molto pratico). Mi rispose direttamente Francesca Zampone (si, proprio lei! Ne avevo sentito parlare e avevo letto molto su di lei). Del giorno dell’appuntamento ricordo che rimasi davvero colpita dalla sede, assolutamente sui generis rispetto a quelle che avevo visto in passato. Un locale accogliente, ricco di colori, carico di energia e familiarità. La formalità rimane fuori dalla porta. Si trovava in una zona di Milano che amo molto e a cui sono molto legata emotivamente. Il colloquio con Francesca fu rapido: sembrava che ci conoscessimo da sempre e che sapesse già la mia storia (questa fu la sensazione che avvertii e che credo di non averle mai detto). Il finale, ovviamente, puoi immaginarlo visto che stai leggendo questo articolo dal blog di Accademia. Mi sono iscritta al Master in Coaching di ADF e ho completato la mia formazione.

So che mi vorresti chiedere “Perché scegliere Accademia della Felicità”? Provo a risponderti:

  1. I professionisti che ne fanno parte lavorano col cuore;
  2. È come una “seconda casa”, una community che si autoalimenta e dove ognuno ricopre il ruolo che gli permette di esprimersi al meglio;
  3. Se pensi di fare il coach di professione, in Accademia puoi trovare chi può supportarti: dall’individuazione del mercato, alla creazione del brand allo sviluppo della tua immagine;
  4. La formazione è continua (anche quando sarai già coach);
  5. Se vorrai metterti alla prova e sperimentare qui troverai persone che crederanno in te e ti inciteranno a dare il meglio;
  6. Non ti devi preoccupare di come fare a raggiungere le 100 ore di tirocinio: i professionisti di Accademia pensano anche a trovare i coachee.

Probabilmente ci saranno anche altre motivazioni, ma credo di averti detto le più importanti per me. Ognuno nella vita trova i propri “perché” in base alla sua esperienza, quindi i restanti te li lascio scoprire.

E non dimenticare: in Accademia sai quando entri ma poi non ne vorrai più uscire!

Monia Cosenza

Autore: Monia Cosenza

Brianzola di adozione, ma con origini per metà bergamasche e per l’altra metà siciliane: come dico sempre, un mix esplosivo che mi ha dato la dote della testardaggine! Laureata in “Linguaggi dei Media” all’ Università Cattolica di Milano, ho lavorato in agenzie di pubblicità e centri media di Milano come media planner e media buying e nel 2006 sono stata scelta da Microsoft per occuparmi di comunicazione online, trade marketing e organizzazione eventi. Dopo una lunga collaborazione con Colmar, alla fine del 2018 sono diventata freelance e ho iniziato a lavorare come consulente di comunicazione strategica per aziende e privati. Sono docente di International & Fashion Market, Planning & Digital Distribution, E-commerce presso Accademia del Lusso. Sono una Coach abilitata e ho conseguito la certificazione ACC erogata da ICF. Ho seguito il Master in Coaching in Accademia della Felicità grazie al quale ho identificato il mio stile e modello di coaching e mi sono abilitata come Job& Career Coach.

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