Sei capace di stare a bordo campo?

Fermati un attimo e prova a pensare a quante volte nelle ultime settimane ti è capitato di sentirti in affanno. E quante volte hai avuto la consapevolezza di trascorrere gran parte del tuo tempo a metà tra le mille cose da fare e la convivenza con la fastidiosa sensazione di essere l’unica, o l’unico, a correre, mentre il tuo team se la prendeva con comodo. O peggio quanto spesso ti è toccato mettere le mani in pasta nell’operatività?

Se la risposta è spesso, o peggio spessissimo, è perché molto probabilmente stai facendo confusione con il tuo ruolo.

Ricorda: “Un capo che vuole controllare e gestire tutto è come un allenatore che vuole giocare la partita” (Simon Sinek). Ecco perché se hai abbandonato la panchina per scendere in campo sei decisamente fuori strada e non stai delegando correttamente.

Delegare implica una gran fiducia in se stessi e negli altri.

Delegare significa responsabilizzare qualcuno affinché sia in grado di raggiungere gli obiettivi concordati secondo le sue specifiche qualità, capacità e sensibilità e non facendo le cose come dici tu.

Lo so che stai pensando: “Facile a dirsi, ma difficile da mettere in pratica!“. Ma d’altra parte nessuno ha detto che sia facile.

Partiamo dal definire cosa non è delega.

Delegare non significa affidare un compito a qualcuno e poi monitorarlo da vicino, non significa dire ai collaboratori come devono fare le cose, non significa imporre le proprie modalità e tecniche, non significa pensare che esiste un solo modo giusto e perfetto per fare le cose e neanche formare qualcuno a propria immagine e somiglianza così da stare tranquilli, perché esiste un nostro clone che lavorerà al nostro posto.

Tutto questo non sarebbe delega, bensì controllo e se controlli è perché non ti fidi né delle tue capacità di scelta dei componenti del team, né tanto meno delle qualità dei singoli.

Allenati a delegare

La capacità di delega è una delle più difficili da imparare così come una delle più importanti per un leader. Ecco perché tocca allenarla. Tre suggerimenti.

  • Circondati di persone affidabili: la scelta iniziale è la fase chiave. Mettici attenzione e cura, valuta le singole risorse e seleziona sulla base delle skill e della motivazione personale.
  • Valorizza il dialogo tra le parti: coloro che si sentiranno ascoltati e non giudicati porteranno il proprio contributo e si proporranno per seguire progetti e farsi carico di responsabilità. Non saranno yes man o yes woman, avranno il coraggio di essere critici in maniera costruttiva.
  • Osserva e non mettere il becco nelle faccende di ordine pratico: il come operativo non è di tua competenza. Hai colto il rischio di un errore? Niente panico, tienilo sotto controllo ma sfruttalo come elemento chiave del processo di formazione e di responsabilizzazione del tuo team.

La delega diventerà così parte integrante sia del tuo processo di crescita come leader, sia del processo di crescita del tuo team, così come quello di ogni singola persona che lo compone.

E adesso chiediti: “Io so stare a bordo campo?“.

Ilenia La Leggia

Autore: Ilenia La Leggia

Piena di energia, estroversa (a tratti), intuitiva e sognatrice, sono appassionata di comportamento umano, comunicazione efficace, tecnologia e lettura. Le contraddizioni sono il mio humus, le domande la mia fissazione. La mia fase dei perché non si è ancora conclusa. Laureata in Sociologia e con un Master in eventi ho lavorato in comunicazione e nell’organizzazione degli eventi B2B per oltre 15 anni, ho fondato un magazine, ne ho diretto un altro e curato la promozione e il lancio di numerosi brand internazionali. Nel 2016 ho frequentato il Master in Coaching di Accademia della Felicità, oggi sono una Coach abilitata e studio costantemente per supportare le persone a superare i meccanismi auto-limitanti. I miei punti di forza? Capacità organizzativa, empatia e sintesi.  Il mio credo? Ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da problemi insolubili!

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