Scopo, vocazione, identità e dove trovarli

Una delle principali domande che prima o poi qualcuno ci rivolge è: sì, ma tu cosa vuoi fare? Può essere prima di un colloquio di lavoro, di accettare un progetto, di un acquisto importante oppure nelle decisioni quotidiane. E noi stessi ce lo chiediamo, o almeno dovremmo, quando dobbiamo compiere una scelta, anche la più banale. Questa domanda ha molto in comune con un’altra, ancora più fondamentale: perché dovremmo fare una cosa oppure un’altra? Qui abbiamo introdotto LA questione principale: perché? Perché ci alziamo al mattino? Qual è il motore interno che ci fa scendere dal letto? Cosa vogliamo ottenere con quello che facciamo? Perché ci interessano alcune cose e non altre?

Non sono domande banali, tutt’altro, e rispondere implica sforzo e ricerca costanti. Però c’è una categoria di persone a cui risulta più difficile rispondere, perché i loro interessi spaziano in direzioni molto varie fra loro e le loro attività sembrano non avere un unico filo conduttore. Queste persone sono i cosiddetti multipotenziali. Ne ho già parlato in un precedente post: sono coloro che spaziano da un campo a un altro, talvolta in modo sequenziale, talvolta parallelamente e hanno difficoltà a ricondurre tutto a un’unica vocazione.

Alcuni possono comunque ritrovare un sottofondo comune nella varietà delle loro occupazioni. Ad esempio, se la vostra motivazione interna ha a che fare con l’usare le parole, potreste tenere un blog, essere un insegnante e anche un bookcoach. Se invece volete più di tutto aiutare gli altri, allora potreste impegnarvi nel volontariato, lavorare come psicologi e tenere i bimbi dei vostri amici la domenica.

Per scoprire questo filo rosso comune potreste scrivere ad esempio una lista di persone che vi ispirano e da cui prendete esempio: spesso ciò che ammiriamo negli altri è proprio quello che ci motiva. Una volta che scopriamo questa motivazione abbiamo messo un importante mattone della nostra identità personale e quando ci chiedono cosa fai o cosa vorresti fare la risposta diventa più facile.

Ma non è sempre detto che si trovi un solo filo comune: i multipotenziali non hanno un’unica vocazione e non sempre hanno una loro unica motivazione. Non bisognerebbe abbandonare l’idea dell’unicità della vocazione per passare a quella dell’unicità della motivazione: si cadrebbe dalla padella nella brace. Ci possono essere diversi valori che contano per noi e diversi fili conduttori, che si intersecano in varie attività o in vari periodi della nostra vita. È più complesso e si ha bisogno talvolta di un notevole grado di organizzazione e di saper attribuire le giuste priorità per gestire senza stress tutto questo. L’idea è comunque di abbracciare in toto la molteplicità di talenti, di attività e di propositi che i multipotenziali hanno, dandole magari una struttura più ordinata se serve, ma senza ridurla per forza a qualcosa di unitario. In fondo, le nostre motivazioni sono una componente fondamentale della nostra identità personale e non vorremmo che da questa fosse escluso qualcosa: sarebbe come mettere un sigillo a una parte di noi. Non bisognerebbe nemmeno considerare questa molteplicità un intralcio o qualcosa da cui rifuggire, anche se è verissimo che nella società attuale la specificità e la focalizzazione sono maggiormente considerati. Chi ha diversi interessi e non percorre una sola strada sembra smarrito e inconcludente. Ma noi multipotenziali (ne faccio parte a pieno titolo) non manchiamo di identità: ci manca solo l’unitarietà. In cambio abbiamo la possibilità di vivere diverse vite, più o meno complessamente intrecciate, tante quanti sono i nostri interessi e le nostre motivazioni. Insomma, una fantastica opportunità da sviluppare.

 

Se vuoi comprendere meglio cosa significa essere un multipotenziale e come sfruttare al meglio queste caratteristiche, il 7 novembre parte il costo Multipotenziali e felici. Tre serate per capire come molteplici interessi possono essere un’arma vincente nella vita e nel lavoro.

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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