L’amore, il giorno dopo San Valentino

Una settimana ad alto tasso di cuori, quella appena passata. Prima Sanremo, con l’amore cantato nelle varie declinazioni; a seguire, San Valentino, la festa degli innamorati. Il giorno dopo si può ancora parlare di sentimenti senza rischiare una carie ai denti? Sì, magari cercando di offrire una prospettiva diversa da quella dell’amore romantico.

Sulla base di questa premessa, dovendo introdurre i libri selezionati per il mese, ho fatto appello allo scrittore Alain De Botton e alle sue opere (Flavia Ingrosso ci aveva parlato de Il corso dell’amore giusto un anno fa).

IL CORSO DELL’AMORE – Alain De Botton (Guanda)

Secondo l’autore svizzero, in quanto eredi del romanticismo, viviamo nella continua ricerca dell’anima gemella, sicuri del fatto che tutti i nostri sentimenti e le nostre speranze saranno confermati da questa metà che ci aspetta, da qualche parte, nel mondo. Una volta che l’avremo raggiunta, ci intenderemo alla perfezione e il sesso sarà la prova definitiva di questo amore. Non la troviamo nei posti che frequentiamo oppure abbiamo poco tempo? Possiamo usare Tinder o una qualunque app, continuando a cercarla finché non l’avremo individuata. La scelta avverrà seguendo il nostro istinto, bussola magica che tende verso la felicità.

Anche solo leggendo queste poche righe, appare chiaro che, per De Botton, il romanticismo ha causato all’amore più danni che altro.  “Uno dei privilegi dello stare da soli è la facilità con cui ci convinciamo di essere persone con cui si convive facilmente”. Ma non lo siamo, e nessuno lo è per l’altro. “Scegliere a chi dedicare se stessi è strettamente una questione di individuare a quale tipo di sofferenza siamo disposti a sacrificarci”.

Bando allo sconforto, però: è possibile reinventare le basi romantiche dell’amore, essendo più generosi e comprensivi con il nostro sistema di interpretazione, più coscienti delle nostre dinamiche psicologiche e investendo in un processo di mutua educazione. “La persona più adatta per noi non è una persona che condivida ogni nostro gusto (che non esiste), ma quella che sa gestire in modo intelligente le differenze di gusto: una persona che sa cavarsela con il disaccordo”. Alla fine ecco la buona notizia: sopravviveremo allo stress imposto dalla cultura romantica alla ricerca della perfetta compatibilità, ma solo con la disponibilità a riconoscere e accogliere l’imperfezione, nostra e di chiunque altro.

LE RISPOSTE – Catherine Lacey (SUR)

Junia, detta Mary, è una giovane donna che vive a New York. Figlia di genitori cristiani apocalittici del Tennessee, ha un passato dal quale si è quasi totalmente distaccata, e soffre di disturbi e dolori psicosomatici diffusi e cronici. Per risolvere i suoi guai, un’amica le consiglia un trattamento alternativo che sembra però funzionare. C’è un solo problema: è molto caro e Mary è già fortemente indebitata per pagare consulti e trattamenti medici precedenti. Cerca così un secondo lavoro e risponde a un annuncio misterioso: dopo test e colloqui viene scelta per unirsi al cosiddetto Esperimento Fidanzata, promosso e finanziato da un attore molto popolare. Kurt Sky, questo il suo nome, ha assunto ricercatori biotecnologici e assistenti per esaminare e coordinare un team di donne, selezionate per svolgere i diversi ruoli della persona amata. Se non può esistere una persona unica che possa sostenere tutti i nostri bisogni e desideri, probabilmente all’ambizioso progetto può adempiere uno staff di fidanzate, ognuna incaricata di assolvere compiti ben precisi. Se l’amore romantico è destinato a fallire dopo una fase di innamoramento, attraverso la scienza e la tecnologia Sky desidera analizzare in particolare le emozioni, per studiare come mantenere la limerenza, stato cognitivo ed emotivo caratterizzato da intenso desiderio per un’altra persona.

A tratti divertente, a tratti fantascientifico, Le risposte non è un romanzo lineare. Non si possono ottenere risposte sul come vivere: certo, si può tentare di controllare e contenere la vita per evitare la paura di soffrire e di cambiare attraverso regole destinate a fallire. Ma solo con l’accettare l’incertezza, si può creare lo spazio per fare emergere le risposte che si cercano.

Per chi fosse interessato, l’autrice Catherine Lacey incontrerà il pubblico milanese il 24 marzo in occasione di Book Pride, Fiera degli editori indipendenti.

NON SO CHI SEI – Cristina Portolano (Rizzoli Lizard)

In una società in cui gran parte del tempo viene passato davanti a uno schermo, non stupisce il fatto che le app per incontri siano molte e utilizzate da milioni di utenti in tutto il mondo. Tinder, probabilmente quella più diffusa, è in Non so chi sei uno strumento attraverso il quale avviene la selezione che precede un eventuale incontro. Ma questa graphic novel in realtà parla d’altro, e racconta di relazioni, di intimità, di sesso consapevole.

Un mese dopo l’abbandono della sua ex, la protagonista senza nome scarica la app di incontri e decide di approcciarsi di nuovo agli uomini. La curiosità sostituisce il pudore iniziale e, dopo un po’ di prove di rodaggio, lei abbandona l’imbarazzo e assume un approccio diretto e pragmatico.

La ragazza non si preoccupa di compiacere perché sa cosa sta cercando, nomina ciò che desidera e ha rapporti paritari e reciproci; è assertiva e non cancella parti che non le corrispondono. Tutto è concesso a patto di non ferire se stessa o qualcun altro. Ha momenti di maggiore vulnerabilità quando crede di vivere una storia d’amore con uno di questi amanti, ma riflettendoci capisce che, come spesso accade, si tratta di un tentativo di colmare il vuoto dell’insicurezza, per sentirsi meno sola.

Un racconto onesto, che narra la ricerca del piacere femminile. “Non credo di far niente di male procurandomi solo un po’ di piacere. È l’unica cosa che ci resta”. Il bisogno di esprimere la propria sessualità è un bisogno identico a tutti gli altri: è naturale, ma purtroppo alle donne è stato spesso insegnato a nasconderlo e ad averne paura.

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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