Ri-educarsi alla gentilezza

La gentilezza oggi viene vista quasi come un valore antico. Compriamo unicorni gonfiabili e gomme con gli arcobaleni ma abbiamo timore a mostrarci eccessivamente amorevoli. È come se l’essere gentili possa rivelare che siamo vulnerabili, deboli, non perfetti. Ri-educarsi alla gentilezza, concedendoci di essere come siamo, può diventare un piacere, anche, semplicemente, un modo per sentirci felici e per vivere meglio.

Ho lavorato per anni col pubblico, in quello che si dice lavoro allo sportello o front office. Come molti, ho avuto momenti felici e altri di crisi e sconforto per quello che stavo facendo. Per lungo tempo, di fronte a una fila infinita di utenti, la maggior parte sbuffanti per l’attesa o pronti a litigare, iniziavo a guardare un punto di fronte a me e sognavo di spostare le lancette all’ora di chiusura con la forza del pensiero, manco fossi una mentalista.

Poi mi sono accorta del potere della gentilezza. Spontaneamente mi sono ritrovata ad essere più cortese, calma, interessata. Chi mi stava davanti era tignoso? Ero sorridentissima. Nella maggior parte dei casi, non so se disarmato di fronte ad una reazione inaspettata, dopo un po’ l’utente iniziava ad essere più gentile anche lui.

Se ero infelice non era per colpa delle persone in fila allo sportello. Sfogare la frustrazione su di loro costituiva solo un inutile dispendio di energie. Concedermi invece di essere “un po’ più gentile del necessario”, secondo la citazione dello scrittore James M. Barrie, non risolveva certo i miei problemi ma mi faceva sentire bene, e pure utile.

Nella selezione dei libri del mese, tre libri pieni di gentilezza, di rispetto, generosi di positività.

ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO – Gail Honeyman (Garzanti)

Eleanor Oliphant ha quasi trent’anni, lavora come impiegata amministrativa in uno studio grafico, vive sola con una piantina. Da sola sta bene. Anzi, sta proprio benissimo, sostiene, nella sua vita solitaria e senza aspirazioni fatta di abitudini inossidabili e di paure nascoste sotto il letto. Eleanor ha alle spalle un passato tragico che ha congelato nella volontà di dimenticare. Nella sua solitudine, ignora filtri e convenzioni sociali e questo rende il personaggio del romanzo di Gail Honeyman, una figura anche molto divertente: è pragmatica, non influenzata dal conformismo e spesso dice cose che molti pensano ma non hanno il coraggio di dire.

Eleanor è un anima gentile che si è adattata alle disgrazie a lei accadute dandosi delle regole per sopravvivere, regole che sono diventate un recinto di apparente sicurezza tra lei e il mondo. Sarà però proprio un atto di gentilezza nei suoi confronti, puro e disinteressato, che la stupirà a tal punto da farle scoprire che oltre il recinto c’è un mondo che segue regole che non conosce. La gentilezza compirà un vero e proprio incantesimo: in punta di piedi, le persone entreranno nella vita di Eleanor. Più deciderà di lasciare aperto il suo uscio per farle entrare, più aprirà la strada verso il cambiamento e la parte migliore di sé. Uscire dal guscio le farà scoprire che, no, benissimo effettivamente non sta, ma che si può imparare, accogliendo anche il dolore e lasciandosi aiutare, a stare finalmente bene.

FAREMO FORESTA – Ilaria Bernardini (Mondadori)

La gentilezza di questo romanzo è in ogni pagina che parla di cura e di cambiamento, con un tono di voce mai eccessivo, pur con un fluire di pensieri che segue lo stato d’animo di Anna, la protagonista. Prendersi cura delle piante, prendersi cura dell’amore: nel corso della vita, come le piante, anche i sentimenti possono rinsecchire, ma anche rinascere.

Ci sono momenti nelle esistenze di chiunque in cui nulla sembra avere più senso tanto ci sfugge di mano. Eventi concatenati, dei veri e propri giorni “del disastro”, usando la definizione di Anna, in cui succede di tutto e tutto insieme: la fine di un amore, un incidente, una malattia improvvisa, la crisi economica. Come riuscire a raccapezzarsi, essere ancora affamati di futuro senza aver nostalgia delle certezze del passato? Come essere un “presente nuovo”?

Anna e l’amica Maria accolgono la trasformazione, non senza fatica, e lentamente, aiutandosi con gentilezza. Prendendosi cura del terrazzo di Anna, Maria riprende a vivere dopo un ictus. Anna ne condivide il progetto, e si prende cura di lei, superando così la fine del suo matrimonio. “Bastano gli avanzi delle potature per comporre qualcosa di delicato, le piante mezze morte della vicina per cominciare una foresta, gli avanzi di una famiglia per sopravvivere al deserto”.

Un libro che regala positività raccontando che la vita può funzionare anche quando gli scossoni dell’universo ci mettono a dura prova.

L’EGOISMO È INUTILE. ELOGIO DELLA GENTILEZZA – George Saunders (minimum fax)

Questo libricino di 72 pagine prende il titolo originale dal discorso – qui pubblicato insieme a un saggio e a un’intervista – dello scrittore americano ai laureati della Syracuse University nel 2013. Fa parte della tradizione statunitense dei commencement speech: un augurio, un incitamento, una riflessione rivolta ai neolaureati prima del loro ingresso nel mondo fuori dall’ambiente accademico. Il consiglio di Saunders, uno degli autori più amati della scena letteraria americana contemporanea, è quello di “abbondare in gentilezza“, per curare il mondo dall’egoismo, quell’equivoco, presente in tutti noi, “anzi una malattia“. La crescita della gentilezza, prosegue lo scrittore, avviene naturalmente con l’età, perché, forse per un semplice fatto di logoramento, ad un certo punto “riceviamo un contrordine rispetto alla nostra centralità”, e questo ci mette di fronte al fatto che non siamo né eterni né separati dagli altri.

Non è immediato ai nostri tempi praticare con facilità la gentilezza ma, sempre secondo lo scrittore, è pur vero che nel corso della vita avremo periodi con maggiore esercizio e altri con minor esercizio di gentilezza: riscontrandone la variabilità si deduce che possano esistere pratiche efficaci per poterla migliorare. E nel nome di anime fulgide come quelle di Shakespeare, Gandhi, Madre Teresa, augura la continua ricerca di ciò che è veramente importante nella vita, quella generosità e quell’affetto che libera e fa brillare la parte di noi più luminosa.

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *