Come raggiungere gli obiettivi

 

Sono sicura che tutti voi, me compresa, a inizio anno compilano una bellissima lista di obiettivi da raggiungere, di cose che ci piacerebbe fare e di cose che vorremmo evitare (se non ce l’avete siete ancora in tempo, ma vi consiglio di farlo il prima possibile).

Anche se, ad esempio, sul lavoro ero abituata ad avere sempre obiettivi e a rivederli periodicamente, imparare a farlo nella mia vita personale mi ha aiutato a ottenere proprio quelle cose che volevo, a decidere cosa fare e a prendere in mano la mia vita intera. Una cosa potentissima ed efficace!

Raggiungere gli obiettivi è difficile

Spesso però, una volta che abbiamo scelto dove vogliamo andare, ci sentiamo disorientati lo stesso, perché non sappiamo come farlo. Sappiamo che vogliamo arrivare a un certo punto e magari sappiamo anche che per ottenere il nostro obiettivo dobbiamo prima spacchettarlo in obiettivi più piccoli e precisi. Anche così, però, c’è sempre una certa resistenza: cambiare e iniziare a fare qualcosa di nuovo, anche piccolo, è difficile.

Lo è per tutti, perché tutti siamo dotati di un cervello che tende a minimizzare gli sprechi e a viaggiare il più possibile con il pilota automatico, per consumare meno energia. Al cervello piace moltissimo poter ripercorrere sempre la stessa strada e anzi sceglierà sempre quella che implica la minor fatica possibile. Sembra che non abbiamo scampo, messa così: pigri siamo e pigri resteremo. Invece abbiamo la possibilità di volgere questa caratteristica del nostro cervello per ottenere proprio quello che vogliamo.

La spinta gentile

Il termine “spinta gentile” è stato coniato addirittura da un premio Nobel per l’economia, Richard Thaler. Si basa sull’assunto, studiato da un altro premio Nobel, Daniel Kahneman, che il cervello utilizzi due sistemi; il sistema 1, automatico, veloce e involontario, ed il sistema 2, più razionale e riflessivo.

Il primo ci permette, ad esempio, di riconoscere ed evitare una situazione di pericolo di fronte a un cane dall’espressione minacciosa, mentre il secondo ci permette di risolvere un calcolo matematico complesso. Il primo è veloce, automatico ed istintivo, il secondo è lento, razionale e faticoso. Non siamo portati a usare automaticamente il secondo sistema: nonostante quello che ci piace pensare, siamo essere molto più istintivi che razionali. Per poter iniziare a fare i passi che vogliamo in direzione dei nostri obiettivi dobbiamo fare leva sulle nostre risposte automatiche e non su quelle ragionate: saremo molto più efficaci e veloci.

Semplicità

Qui interviene la spinta gentile: è un po’ come il genitore che sospinge leggermente il figlio per aiutarlo a superare un ostacolo. Dobbiamo fare lo stesso con il nostro cervello. Dobbiamo renderci le cose il più semplici possibili, in modo da non lasciarci nemmeno il tempo di pensare.

Ad esempio, se ho come obiettivo avere una vita più sana e, come micro obiettivo, fare una colazione degna di questo nome, vicino al caffè ci saranno frutta e yogurt e non il pacchetto di biscotti. Se voglio svegliarmi e praticare yoga, il tappetino deve essere già steso vicino al letto. Se torno dall’ufficio affamata, la prima cosa che trovo aprendo la dispensa deve essere uno snack sano, non il pacchetto di patatine. Se voglio svegliarmi e scrivere le mie priorità nella giornata, devo trovare l’agenda sul comodino.

Altrimenti il rischio è che ogni volta dovremo affrontare la fatica di decidere. Ad esempio, se voglio una vita sana devo mangiare meglio e quindi devo scegliere cibi sani. Il nostro cervello, quindi, farà la cosa più facile, cioè comportarsi come ha sempre fatto e afferrare il pacchetto di biscotti.

Dobbiamo renderci le cose che vogliamo fare semplici e poco costose in termini di energia e fare in modo che l’alternativa che vogliamo scegliere sia quella più difficile da evitare. Una spintarella nella direzione giusta per noi aiuta il nostro cervello a non sabotare i nostri obiettivi.

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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