Poesia, cammina con me

Qualche settimana fa stavo tornando a casa dopo una giornata di lavoro, camminavo veloce e, all’improvviso, ho visto al mio fianco una serie di fogli appesi al muro. Formato A4, bianchi. Poche parole piccole e nere scorrevano veloci seguendo il mio passo. Ho rallentato e ho notato che erano poesie. Ho iniziato a leggerle e mi sono sentita grata. In un momento storico in cui l’ordinario si riempie e si satura di negatività, di cose che dobbiamo tollerare nostro malgrado, di parole violente, di falsi valori, quelle poche righe mi hanno evocato energia positiva. È stato un regalo inaspettato, e piacevole, che mi ha distolto dal rimanere concentrata a rimuginare sulle fatiche della giornata, invitandomi a neutralizzarle con immagini intense e piacevoli.

Mi è sembrata una cosa dal sapore antico, e mi è venuto da chiedermi chi è il lettore di poesia oggi. In biblioteca non sono molti a chiederla, ma ho scoperto tuttavia che è un settore in crescita, e che i social hanno offerto nuovi percorsi che hanno consentito di diffonderla. Che esiste un collettivo di poeti che si chiama MEP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia) che si propone di venire incontro ai lettori e di diffondere poesie con diverse azioni, non solo in rete ma anche in spazi fisici, soprattutto con l’affissione sui muri delle città, in centro e nelle periferie. E ho scoperto che la poesia è la forma di narrazione utilizzata da sempre per esprimere emozioni, ed è il mezzo più idoneo per elaborare noi stessi: su di essa ci sono un sacco di preconcetti e luoghi comuni, e il primo tra tutti è che si è portati a pensare che sia qualcosa di difficile, quando in realtà dovrebbe essere qualcosa di naturale.

LA POESIA È UN UNICORNO (QUANDO ARRIVA SPACCA) – Francesca Genti (Mondadori)

“Il poeta Vate è una cosa del Novecento. Oggi la poesia bisogna farla camminare con noi” dichiara in un’intervista Francesca Genti, autrice di La poesia è un unicorno (quando arriva spacca), un saggio dove spiega, con uno stile discorsivo e coinvolgente, i poteri magici di questa forma d’arte, in grado, come il bianco animale leggendario, di cose sorprendenti, capace di mettere in moto tutte le nostre emozioni. Ogni capitolo è accompagnato da esempi e rimandi a poeti di ogni epoca, conosciuti o meno, a riprova che la lingua poetica è comunque attuale e funziona come “elastico tra passato, presente e futuro”. Sono tanti i pregiudizi sulla poesia: che sia ostica, che sia dappertutto, che i poeti siano strambi, che per farla basti andare a capo, che parli sempre di tramonti, gabbiani e chiari di luna. Genti li analizza uno a uno e ci racconta come trovarla, come scoprirla e conoscerla. Ci parla di musica, di metrica, di racconto e anche del “miglior modo per celebrarla”, ovvero usarla, utilizzandola in diverse situazioni della nostra vita. La poesia ci nutre e ci dà voce: quando riesce a farci vibrare, come “un diapason”, ci dà un segnale per trovare nella parola una parte di noi.

MILK AND HONEY – Rupi Kaur (tre60)

Rupi Kaur, originaria del Punjab e canadese d’adozione, è probabilmente la più famosa degli odierni Instapoets. Il termine è stato introdotto da poco anche nella Treccani e indica chi pubblica le proprie composizioni attraverso canali social, in particolare utilizzando Instagram. Il fenomeno, diffusosi negli Stati Uniti, ha consentito a molti poeti di farsi conoscere grazie ai social e ha permesso alla poesia di raggiungere un pubblico generalmente non interessato che però ha cominciato anche ad acquistare i libri, una volta che gli autori seguiti sono stati pubblicati. È il caso di Milk and Honey, libro uscito inizialmente come autopubblicato dalla stessa Kaur nel 2014, e successivamente ripreso da un editore americano. A oggi ha venduto 2 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo. “Milk and Honey” parla di amore, di dolore, di violenza e di stupro, di caduta ma anche di rinascita e dell’importanza dell’autostima e della cura di sé. Racconta il punto di vista femminile, esperienze e stati d’animo determinati spesso da una società a conduzione maschile, che mira a far sentire sbagliata la donna e a imporle ruoli che spesso non desidera. E tratta della forza salvifica del mezzo poetico, che aiuta a sanare le ferite del corpo e dell’anima. Con un linguaggio semplice e rapido, dove un verso può essere costituito anche da una sola parola, la Kaur colpisce per l’incisività della sua poesia che, accompagnata dalle sue immagini e spesso dalle sue performance artistiche, amplifica la carica emotiva di un verso che è riflessione e condivisione al tempo stesso.

DIECI LEZIONI SULLA POESIA, L’AMORE E LA VITA – Bernard Friot (Lapis)

Qualche giorno fa, nel suo post Giovanna Martiniello ci ha parlato del potere creativo delle parole. Per sperimentarlo, con una serie di esercizi pensati per ragazzi ma adatti a tutti, e avvicinarci alla poesia come mezzo per conoscerci e raccontarci, si può pensare di partire con gli esercizi proposti in questo libro. I due protagonisti, Kevin e Marion, sono costretti, per motivi diversi, a frequentare un corso estivo di poesia. Sono due ragazzini e tutto vorrebbero fuorché trascorrere il tempo con una cosa che appare loro noiosa e sedentaria. Eppure, grazie agli esercizi di Simon, scrittore e conduttore del laboratorio, la poesia offrirà loro l’occasione per conoscersi, capirsi e riuscire a dare voce a quello che sta loro accadendo. La poesia, incontrata come un gioco, diventerà un modo per comprendere e analizzare la vita e il mondo e li trasformerà in protagonisti della propria storia. Gli stessi esercizi, per rivivere l’atmosfera di questo laboratorio speciale, da soli o insieme ai propri ragazzi, si trovano anche sul blog dedicato.

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *