Avere pensieri terribili è così terribile?

Occupandomi di stress e burnout molto spesso mi è capitato di sentire cose del tipo – “se mio marito e i miei figli scomparissero sarei libera di decidere e fare ciò che voglio”. Oppure – “spero che rapiscano il mio capo che va in ferie dall’altra parte del mondo e non torni più”. E mi sono chiesta: ma avere pensieri terribili è poi così terribile?

Dipende. Se a questo associamo l’idea di essere persone orribili, allora sì. Se invece riflettiamo sul perché di quei pensieri, senza farci schiacciare dal senso di colpa forse abbiamo una chance, si apre una strada. Non fuggire da quel pensiero ma accettarlo e capire il motivo per cui l’abbiamo fatto.

Io penso che la prima domanda da porci sia: sono in burnout? Cioè sono così stressato da non vedere una via d’uscita? La mia mente è offuscata da pensieri negativi? Vorrei fuggire dalla realtà? Mi sento sempre stanco, teso e dormo poco? Allora la risposta è sì, sono in burnout.

Questa sindrome non riguarda solo l’aspetto lavorativo ma può riguardare anche aspetti della vita privata. Si parla di burnout emotivo quando si è continuamente sottoposti a pressioni familiari (marito, figli, genitori anziani o malati da curare, una relazione difficile ecc.).

Ecco alcuni suggerimenti per iniziare ad affrontare la situazione:

  • imparare a dire qualche no. Dire sì a tutto implica un dispendio di tempo ed energie che già sono ridotte al minimo;
  • prendersi cura di sé ritagliandosi uno spazio durante la settimana e concedendosi delle pause di rigenerazione e ricarica (terme, massaggi, yoga, pilates, meditazione, hobby preferito, lettura);
  • introdurre una nuova e piacevole abitudine (per esempio andare al cinema una volta al mese con la migliore amica/o) o imparare qualcosa di nuovo per interrompere una routine pesante e faticosa);
  • cercare di dormire almeno 8 ore la notte, mangiare ai pasti seguendo una sana alimentazione, fare esercizio fisico anche all’aria aperta (basta anche una bella camminata);
  • fare una scelta. A volte le situazioni sono difficili da cambiare, ma noi in qualche modo allontanandoci da esse possiamo ricominciare a stare meglio. È possibile anche chiedere aiuto ad un professionista qualora non si riesca a trovare da soli una strategia per creare le condizioni per una vita più felice e trovare il coraggio di compiere delle scelte radicali nella propria vita.

Quando accettiamo di avere brutti pensieri anche se non ci piacciono e cerchiamo di capirne il perché senza giudicarci, acquisiamo la capacità di agire per cambiare qualcosa nella nostra vita e per salvaguardare la nostra autostima.

 

Autore: Annalisa Friggi

Ho 48 anni, sono sposata e da 20 anni sono infermiera. Ho sempre assistito pazienti in condizioni critiche o in situazioni d'urgenza. Nel 2015 ho frequentato il Master in Coaching di ADF, ed ero in pieno burnout. Ero sempre stanca, nervosa, soffrivo di male di testa e mal di stomaco, dormivo poco e la mia mente era offuscata da mille pensieri negativi riguardo al lavoro, ero sempre sotto pressione e mi sentivo in colpa perché non riuscivo più ad essere felice di fare questo lavoro che avevo scelto e che amo. Volevo cambiare ma avevo paura. Oggi la mia situazione è cambiata, il senso di colpa ha lasciato il posto ad una piacevole consapevolezza che posso occuparmi degli altri senza trascurare me stessa. Mi occupo di benessere e burnout.

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