Non rimandare a domani

Tutti noi siamo stati, prima o poi, vittime della procrastinazione: quella fastidiosa tendenza a rimandare un’azione che abbiamo scelto di fare, inventando scuse per non iniziarla, fino a che non andiamo nel panico per il fatto di non avere più tempo per fare nulla. Solo allora ci decidiamo a iniziare qualcosa e ad arrabattarci in fretta e furia per finire in tempo. Ad esempio, ci sediamo alla scrivania convinti di dover scrivere una mail importante ma poi ci ritroviamo a guardare video su Youtube, a leggere le ultime notizie, a dar retta al collega, a bere l’ennesimo caffè e così via, fino a che la giornata è quasi finita e la mail importante è ancora lì da scrivere. Oppure, invece di gestire il lavoro, lo programmiamo per un’altra data e abbiamo la sensazione di essercene già occupati. Quando quella data arriverà, lo riprogrammeremo ancora, e così via, all’infinito. Questo ci dà l’illusione che stiamo affrontando la situazione, ma in realtà la stiamo solo rinviando.

Per molti psicologi, la procrastinazione è un meccanismo che si manifesta quando abbiamo paura o ansia per un compito e, per eliminare quest’emozione sgradevole, si rimanda quello che si dovrebbe fare e lo si sostituisce con un’attività piacevole. Questo sul momento è molto gratificante, ma poi la scadenza si fa incombente e allora proviamo senso di colpa e vergogna, altre sensazioni negative da cui ci allontaniamo procrastinando ancora, iniziando così un circolo vizioso auto-sabotante. Alla fine, subentrano panico e stress, sotto la guida dei quali finiamo il lavoro, con grande spreco di energie e tempo.

I ricercatori concordano che in questo caso il problema è cedere alle gratificazioni immediate, che danno un sollievo istantaneo, invece di perseguire obiettivi più a lungo termine, che forniscono invece un benessere più durevole. Questo avviene perché siamo troppo concentrati su quello che sentiamo ora e invece poco su quello che succederà domani o tra un mese. È come se avessimo un’idea di quello che ci aspetta nel futuro ma non ce ne curassimo poi molto, dato che ad affrontare le conseguenze delle nostre mancate azioni non saremo noi che viviamo qui e ora, ma un nostro io futuro di cui non ci preoccupiamo, come se fosse un’altra persona. Se dobbiamo sostenere un esame tra un mese, sappiamo benissimo sulla carta che la persona che siamo adesso è la stessa che saremo allora, però siamo poco disposti a entrare in empatia e in connessione con lei, cioè con il nostro io futuro. Siamo troppo focalizzati su quello che stiamo vivendo adesso per considerare i possibili problemi che il nostro io futuro potrebbe incontrare e lo trattiamo come una persona diversa, che non è toccata dalle conseguenze delle nostre azioni presenti. Le ricerche, però, mostrano anche che per i procrastinatori sarebbe possibile stabilire un maggiore contatto con i loro se stessi futuri, un cambiamento che potrebbe aiutarli a essere più felici a lungo termine, ad esempio visualizzandoli e dando loro un reale aspetto fisico.

Come evitare la tendenza a procrastinare:

  • Una delle cose che possiamo fare è cercare di immedesimarci di più con il nostro io futuro e provare più compassione per lui.
  • Un’altra è essere gentili con noi stessi e perdonarci: funziona perché riduce il senso di colpa e le sensazioni negative associate alla procrastinazione.
  • Possiamo anche accettare le nostre emozioni negative così come sono: non cercare il momento giusto per fare qualcosa e ammettere che semplicemente quel compito che dobbiamo fare non ci piace e ci annoia. Una volta che avremo smesso di concentrarci su come stiamo, agiamo con passi semplicissimi: se dobbiamo scrivere una mail, cominciamo col mettere il destinatario. Un seppur minimo progresso aiuta l’autostima, che ci fa sentire meglio e riduce il desiderio di rimandare per ottenere una gratificazione istantanea.

Insomma, pare che non sia un problema solo di gestione del tempo, che certo è importante, ma di emozioni e di empatia. Siate più generosi con voi stessi, in buona sostanza, accettate anche le vostre emozioni negative e smetterete di cercare gratificazioni immediate rimandando a domani quello che potete fare oggi. Come diceva il vecchio proverbio!

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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