NO! Un colpo duro che però rafforza

Quando mi è stata data la possibilità di scrivere un post per Accademia ho pensato e ripensato a quale argomento trattare: autostima, decluttering, amarsi, lavoro… e alla fine lo avevo anche scelto. Ma in questi giorni mi sono successe un po’ di cose che la maggior parte di noi del Master sta vivendo in questo periodo, e allora ho deciso che era più giusto portare la mia testimonianza.

È da un po’ che cerco di cambiare lavoro perché dove sono ora non è il posto giusto, né per tipologia di lavoro, né per ambente, né per le persone che mi circondano.

Inaspettatamente, qualche settimana fa, sono stata contattata da una società di selezione per una posizione in una importante società. Tutto interessante, ruolo azienda, feedback sull’ambiente, finalmente la possibilità di andar via dal posto in cui sono e non rivedere più le persone con cui mi interfaccio ogni giorno. Mi preparo molto per questo colloquio, il giorno stabilito mi presento al top e secondo me va benissimo. Mi ritrovo a sentirmi già li dentro, cosciente di dover lavorare tanto e impegnarmi ma anche di poter esprimere tutto il mio potenziale ed essere finalmente valorizzata per quello che so fare.

Qualche giorno dopo invece ricevo la brutta notizia, una mail mi comunica che “Purtroppo, nonostante il riscontro su di te e sul tuo colloquio sia stato positivo (hai fatto una buonissima impressione), hanno avuto la fortuna di incappare in un profilo che avesse  esperienza on l’utilizzo del software “xxxx”. Nonostante non fosse un requisito richiesto hanno quindi deciso di continuare la selezione con un candidato che avesse già esperienza con questo applicativo”.

Beh, inutile nasconderlo: mi è crollato il mondo addosso, mi sono chiusa nel mio silenzio con le lacrime che sgorgavano ininterrotte. Inutile dirvi tutto quello che è passato nella mia mente: da “non me lo meritavo” a “non sono stati corretti e onesti con quello che effettivamente cercavano”. Insomma tanti di noi ci sono passati e capiranno cosa ho vissuto quella sera.

Il giorno dopo però, a mente più fredda e dopo aver metabolizzato, mi sono ritrovata a pensare che non potevo stare lì a piangermi addosso per una porta chiusa. Io ho fatto davvero un bel colloquio e ne sono molto soddisfatta e un NO non può buttar via tutto quello che sono e la mia professionalità.

Ma quello che con forza andava emergendo era anche una domanda: sto facendo davvero tutto quello che è possibile per cambiare lavoro? Mi sono ritornate in mente le parole che mi aveva detto qualche giorno prima una recruiter: “tu non stai veramente cercando lavoro, tu ti stai solo guardando intorno”.

Riflettendoci, ho capito che questo è drammaticamente vero. Grazie Ilaria Squeo.
Sì,  guardo sui siti se ci sono nuove offerte di lavoro e se qualcuna la ritengo adatta al mio ruolo mi candido per la posizione, ma null’altro.
Quali sono le aziende in cui realmente vorrei lavorare?
Quali sono quelle più adatte al mio modo di essere e di lavorare?
Cosa sto facendo per entrare in contatto con queste realtà?
Sto cercando di sfruttare il mio network per spingere la mia ricerca di lavoro?

Effettivamente non sto facendo, e finora non ho fatto, nulla di tutto questo.

Ho quindi deciso di chiamare la mia coach Francesca Zampone (TOP), e impostare un vero e proprio piano d’attacco per il mio nuovo lavoro. E devo dire che lei è stata fantastica sia nel supportarmi in questo momento sia perché ha saputo indirizzarmi su un percorso di ricerca di lavoro guidato e su un incontro con una grande donna, Daniela Castegnaro, che si occupa di leadership.
Quindi tenetevi pronti: ora entrerò prepotentemente sul mercato!

Al di là della mia vicenda personale, quello che mi piacerebbe comunicarvi con questo post è che indipendentemente dal problema che ci assilla, non dobbiamo solo e soltanto abbatterci per gli episodi negativi che ci accadono e che talvolta ci fanno soffrire, ma, dopo un primo momento di sconforto, dobbiamo contestualizzarli per quello che sono senza farci travolgere da essi, senza permettere che distruggano ciò che noi siamo. E continuare a credere di potercela fare.

Ci toccherà rialzarci un sacco di volte, continuare a sopportare situazioni e persone, ma nel contempo capire se realmente abbiamo fatto tutto quel che potevamo fare per cambiare la nostra situazione. Se così non fosse, inutile piangersi addosso; meglio rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione.
Se invece abbiamo tutto, ma proprio tutto (ma davvero?) quel che potevamo, allora non ci resta che continuare, magari cambiare strategia o prospettiva, ma non mollare mai.

Chiudo con una frase che mi fu detta qualche anno fa e che racchiude tutto quello di cui sono convinta oggi: “La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza.” (Virginia Satir)

Daniela

Autore: Daniela Ruggiero

Maturità classica con sperimentazione linguistica, laurea in matematica, Master practitioner in Pnl e masterizzanda in coaching: ebbene sì, la curiosità e la voglia di imparare sono le parole che più mi rappresentano. Sono una donna curvy, solare, passionale. Amo regalare sorrisi e leggere perdendomi nel profumo della carta e immedesimandomi nelle mille storie. Durante un momento professionale poco felice inizio a cercarmi, credere e amare me stessa come non ho mai fatto. Riscopro quanto mi piaccia fare formazione e quanto mi faccia stare bene e sentirmi viva aiutare gli altri a trovare una loro strada ed ecco che approdo in Accademia della felicità dove capisci che tutto è possibile!

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