Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sulle emozioni

Ogni anno, il 12 febbraio, in tutto il mondo si festeggia il Darwin day, in occasione del giorno della nascita di Charles Darwin. Anche quest’anno tutti lo hanno ricordato per la sua teoria più famosa, quella dell’evoluzione per selezione naturale. A me piace, invece, ricordare un saggio molto meno noto ma decisamente interessante e in anticipo sui suoi tempi: L’espressione delle emozioni negli animali e nell’uomo.

Darwin e la teoria sulle emozioni

Da naturalista meticoloso qual era, qui Darwin fornisce svariati dati per dimostrare che molte delle espressioni che denotano paura, rabbia o stupore si ritrovano invariate non solo in uomini di diversa estrazione culturale, ma anche in primati non umani o in altri animali. In un libro riccamente corredato di fotografie (il primo del suo genere) Darwin ci mostra come in tutto il mondo lo stesso stato d’animo viene espresso con notevole uniformità. Ci fa, inoltre, capire che queste espressioni non solo sono più o meno uguali dappertutto, ma anche che non sono apprese, bensì innate. Nonostante il saggio sia stato molto venduto, le idee di Darwin non hanno avuto molta fortuna. Perché le conclusioni di Darwin trovino conferma bisognerà attendere quasi cent’anni, quando negli Anni ’60 lo psicologo Paul Ekman inizia a studiare l’espressione delle emozioni. Ancora oggi si dibatte molto su come sia composto il catalogo universale delle emozioni e su quanto la loro manifestazione pubblica sia influenzata dal contesto sociale, ma non c’è dubbio che un tale catalogo esista.

Come funzionano le emozioni

Sulla base dell’universalità della loro espressione, si è iniziato a pensare che, almeno per alcune emozioni basilari, ci sia un’organizzazione biologica innata. Ciò significa che le risposte emotive seguono percorsi già codificati nel nostro cervello. Il film Inside out, dove nel cervello di una ragazzina vivono cinque emozioni che coordinano le azioni e agiscono sui ricordi, è una riuscita espressione visiva di questo concetto. Ciò significa anche che non possiamo impedirci di provare emozioni, dato che esse sono inscritte nel cervello di tutti, anche di chi si dichiara razionale e logico. Le emozioni non sono per nulla irrazionali e non sono divise dall’intelletto, come tradizionalmente si tende a pensare, ma anzi operano in armonia con tutte le altre funzioni della mente. Provare emozioni non vuol dire solo avere reazioni incontrollate, come la classica tentazione di fuggire di fronte a un pericolo. Le emozioni possono, infatti, essere scatenate anche dall’elaborazione di informazioni molto più complesse, come ad esempio leggere una lettera di un amico che ti comunica una brutta notizia o trovare all’improvviso un’ambulanza davanti al portone di casa. Esse ci aiutano a elaborare piani complessi, di fuga, vendetta, carriera, corteggiamento. Sono indispensabili per capire l’ambiente che ci circonda e assicurarsi la cooperazione degli altri.

L’intelligenza emotiva

Affrontare le emozioni con serenità, attribuire loro il giusto valore e riconoscerle negli altri significa sviluppare quella che, a partire dagli Anni ’90, è stata definita intelligenza emotiva, cioè la capacità di distinguere le emozioni proprie e altrui e di usarle come guida per i propri pensieri e le proprie azioni. L’intelligenza emotiva ci permette di conoscerci più a fondo e di valutare le reazioni di chi ci sta di fronte: in altre parole, di tessere relazioni e gestire conflitti. Come conseguenza, abbiamo a disposizione strumenti e risorse in più per leggere la vita, sia nostra che di chi ci circonda e – secondo gli studi scientifici – per favorire tanto il benessere psicologico e la salute fisica, quanto il successo professionale e la qualità delle relazioni sociali. L’intelligenza emotiva ha una componente innata ma può essere appresa: possiamo imparare ad esempio a identificare le emozioni sia nostre che altrui. Oppure a porci in una condizione di ascolto attivo, cioè in uno stato di concentrazione ottimale mentre qualcuno ci parla. Oppure ancora a regolare le emozioni, cioè ad accettarle con indulgenza e a esprimerle nel grado giusto, al momento giusto, con la persona giusta, con l’obiettivo giusto. Difficile, ma non impossibile: gli sforzi saranno ampiamente ricompensati dai risultati in termini di benessere sia fisico che psicologico.

Francesca Saracino propone nei prossimi mesi due workshop dedicati alle neuroscienze e a comprendere come funziona il nostro cervello per vivere meglio. Il primo workshop “Emozioni: come usarle a nostro vantaggio e vivere felici” partirà il 6 marzo mentre il 29 aprile, in un’unica giornata dalle 10 alle 18 si terrà “Essere razionali o intuitivi? Quando e come prendere le decisioni giuste per noi“. I programmi dettagliati si trovano sul nostro sito, da cui potete anche iscrivervi ai singoli workshop.

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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