Come fare pace con il proprio cervello e vivere felici

Quando ho annunciato ai miei genitori che mi ero dimessa dall’azienda farmaceutica nella quale lavoravo da più di sette anni per diventare coach nonché socia di Accademia della Felicità, avevo previsto di ricevere un sacco di domande. Sicuramente mi avrebbero chiesto il motivo che mi aveva spinta a lasciare un buon lavoro a tempo indeterminato per diventare una libera professionista. E invece me ne sono sentita rivolgere una a cui non avevo pensato: ma dei tuoi studi in biologia, cosa te ne fai adesso? E la Ricerca? La Scienza? Perché in questo tipo di discorsi la maiuscola è sempre sottintesa, a indicare un qualcosa di astratto e un valore di per sé.

Beh, non ci avevo pensato, lo ammetto, per un motivo molto preciso: per me è una falsa domanda. Non c’è nessuna contraddizione, nessun salto logico. Perché ricerca e scienza dovrebbero essere non un valore da perseguire ma un metodo, utilizzato a prescindere da quello che si studia o si fa nella vita. Questo metodo (in breve, fare domande e analizzare le risposte) si può applicare dovunque e comunque, che voi siate fisici nucleari, ingegneri, archeologi, chef, idraulici, psicologi, architetti o coach. Questo mi ha sempre affascinato e ci ho sempre creduto. Trovare le domande giuste, avere risposte e conferme, andare avanti con domande e risposte fino ad arrivare a un obiettivo: non suona come un percorso di coaching?

Non ci avevo mai pensato per un secondo motivo, che è sempre rimasto sommerso nella mia mente, ma che solo frequentando il Master di Accademia mi è balzato davanti agli occhi chiaro e lampante: gli esseri viventi, le persone, sono sempre stati il mio interesse principale, anzi, la mia passione. Perché si comportano in un certo modo anziché in un altro, cosa li agita, come reagiscono, come funzionano, che storia hanno, cosa li rende felici, cosa li fa arrabbiare, perché si allontanano o si avvicinano, come pensano, cosa provano, perché scelgono una cosa anziché un’altra: sono tutte domande che mi provocano un senso di meraviglia e di rispetto profondi, nonché curiosità e voglia di approfondire. È per questo che ho studiato biologia, è per questo che mi sono appassionata alle neuroscienze.

Neuroscienze e coaching

Quando si parla di cervello o di mente, si pensa spesso a un oggetto di studio astratto, impersonale, staccato dalla nostra esperienza quotidiana di esseri che si emozionano, provano sentimenti, prendono decisioni d’impulso o costruiscono abitudini. Niente è più lontano dal vero. Sapere almeno a grandi linee come funziona quello che abbiamo nella nostra testa ci dà un vantaggio enorme quando vogliamo cambiare, ottenere risultati duraturi e desiderabili, raggiungere gli obiettivi che abbiamo consapevolmente scelto per noi stessi. Vogliamo essere più felici, più creativi, più efficienti, più realizzati, ma trattare noi stessi come una scatola nera sconosciuta da cui entrano stimoli ed escono comportamenti non ci aiuta granché. Non funziona con nessuno. Non ci dà la speranza ben fondata di poter cambiare e decidere dove vogliamo andare. Quella “scatola nera” è e fa molte cose, ma principalmente:

  1. Pensa – Non sorprendentemente, il cervello pensa, cioè decide a chi o cosa dare attenzione, assegna compiti e decide quali e quanti seguirne, ragiona e prende decisioni. Tutte queste attività accadono di continuo ma non sono sempre tutte coscienti. Fa anche una cosa tipicamente umana: ragiona sui propri stessi pensieri.
  2. Prova emozioni – Non esistono pensieri disgiunti dalle emozioni: anzi, qualcuno sostiene che prima di tutto il cervello è un organo che sente, non un organo che pensa. Gestisce tutto quello che proviamo, paura e rabbia, felicità e amore e ci fa agire in risposta. Sappiamo anche fare una cosa meravigliosa: riconoscerle negli altri. È l’origine dell’empatia e dell’intelligenza emotiva.
  3. Cambia – Il cervello riorganizza se stesso in funzione di quello che impariamo. È piuttosto abitudinario, come ben sappiamo tutti noi, ma non è impossibile fargli cambiare idea. Anzi, è l’organo più plastico che abbiamo: modifica se stesso continuamente, in funzione delle nostre esperienze. Apprende e si adatta. La spinta al cambiamento e la sua buona riuscita hanno le basi qui.

Quella “scatola nera” è la nostra finestra sul mondo, la nostra interfaccia fra dentro e fuori noi stessi ed è viva. E lotta insieme a noi, per dirla con una celebre citazione, mentre viviamo, decidiamo, proviamo qualcosa. Ed è bellissimo, affascinante, divertente, una continua fonte di sorpresa e meraviglia ed è una nostra alleata se sappiamo come gestirla. È la scienza che abbraccia il lato umano della vita. La speranza ben fondata di portare un cambiamento in noi stessi. Non conosco qualcosa di più potente e affascinante di questa.

Francesca Saracino propone nei prossimi mesi tre workshop dedicati alle neuroscienze e a comprendere come funziona il nostro cervello per vivere meglio. Il primo workshop “Le 10 trappole della mente: come evitarle e facilitarsi la vita” partirà il 7 febbraio; il 6 marzo invece sarà possibile partecipare a “Emozioni: come usarle a nostro vantaggio e vivere felici“; infine il 29 aprile, in un’unica giornata dalle 10 alle 18 si terrà “Essere razionali o intuitivi? Quando e come prendere le decisioni giuste per noi“. I programmi dettagliati si trovano sul nostro sito, da cui potete anche iscrivervi ai singoli workshop.

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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  • Che tu Francesca fossi speciale io l’ho sempre pensato .
    Complimenti per il coraggio di cambiare .
    Io penso che esista anche una specie di telepatia quindi spero che ti ritorni un po di quella energia che tu hai messo in moto .
    Un bacio Marco .