Mrs Bridge, una donna d’altri tempi

Mrs Bridge è una donna d’altri tempi. Tempi con usanze improponibili per una donna dei giorni nostri. Eppure il sottofondo d’insoddisfazione che contraddistingue l’avanzare della sua esistenza è lo stesso che appartiene anche a tante donne di oggi.

Scritto nel 1959, “Mrs Bridge” di Evan S. Connell è un romanzo equilibrato ed intenso, lucido ed emotivo, così come la protagonista che viene raccontata da brevi aneddoti che ne descrivono le abitudini e la storia di una vita composta e vissuta secondo le regole stabilite dalla società.

Sullo sfondo gli albori della seconda guerra mondiale, eventi storici e politici appena accennati e che semplicemente contestualizzano la figura di una donna della upper class americana che sembra meno scalfita da ciò che avviene nel mondo di quanto non riescano a farlo le relazioni con la sua famiglia e con il suo senso di esistenza.

Un’esistenza apparentemente perfetta, scandita dalle buone maniere apprese dai suoi genitori e che tenta di tramandare ai suoi tre figli così diversi gli uni dagli altri e in assoluto diversi da lei.

Un marito con un’affermata carriera di avvocato, i pranzi al Country Club, la bella casa nel quartiere di Kansas City, gli incontri con le altre signore bene; la domenica in chiesa, i party di una classe luccicante e manierata che fanno dell’apparenza uno stile di vita che però non soddisfa Mrs Bridge.

Con l’avanzare del tempo, i figli che crescono e si allontanano, un marito sempre più impegnato nel lavoro e meno presente alla sua “sposa”, le domande che affiorano alla mente di India Bridge, suscitano irrequietezza e le sussurrano all’orecchio domande inaspettate: che sia tutto qui il senso della vita? Dietro a pellicce e gioielli, alla guida di grandi macchine, nell’avere una cameriera ed un autista, una casa perfetta? E’ possibile avere tutto e non sentirsi felici?

Soffi di agitazione che arrivano dal profondo del suo essere e che la sorprendono all’improvviso in momenti inaspettati: al fragore di un tuono che annuncia un temporale, nell’osservare il marito per il quale amarla è diventata un’abitudine appresa, nello specchiarsi e non riconoscersi sempre più ingrigita e lenta nel suo sfumarsi insieme allo sfumarsi del tempo.

“Passava molto tempo a fissare il vuoto, oppressa da un senso di attesa.

Ma attesa di che cosa? Non lo sapeva. Prima o poi qualcuno l’avrebbe cercata, avrebbe avuto bisogno di lei, ne era certa. Eppure i giorni passavano tutti uguali. Non accadeva mai niente di intenso, di estremo. Il tempo non scorreva. (…)

Così le accadeva di tanto in tanto di intrattenere pensieri profondi, che scavavano e scavavano alla ricerca del senso ultimo, di una vita più immutabile di quella da lei stessa trasmessa ai figli mettendoli al mondo.”

India Bridge è una donna controllata, abituata a non scomporsi mai anche davanti al mutare dei tempi e delle abitudini delle persone che le ruotano intorno e che sembrano satelliti in grado di percorrere orbite lontane anni luce dalla sua.

Tutto sembra evolversi al di fuori del suo mondo dorato: lei incapace di scomporsi anche davanti a persone e situazioni che non comprende o che le suscitano disgusto ed imbarazzo. Il suo sorriso e le sue maniere cortesi sono la corazza che frappone tra se ed il resto del mondo, così come le ha apprese, così come la fanno sentire al sicuro e mai fuori posto se non quando si trova sola con la sua anima.

Ma dall’interno di quel guscio d’apparenza battono domande alle quali sembra impreparata nel trovare risposte. Un senso di inadeguatezza e di inutilità si fa strada; la sensazione di essere solo affacciata al balcone della sua vita senza avere il coraggio di spiccare il volo verso un’esistenza viva e piena; il senso di attesa di qualcosa che deve ancora iniziare, di una vita ancora da vivere, la attanaglia e la sorprende lasciandola paralizzata e priva di reazioni se non quella di sorridere e proseguire così come è sempre stata educata a fare: con controllo, cortesia e gentilezza.

Mrs Bridge è un romanzo che parla di silenzi e fragilità, di gridi d’aiuto inudibili ed impronunciati, di sete di vita mai placata, di una tristezza soffocata ed inammissibile per una donna ormai stanca che si lascia scivolare verso la conclusione della propria storia.

Autore: Chiara Fabbri

Nata e cresciuta a Rimini, alla soglia di quell’età al compimento della quale potrei scrivere un libro (!) grazie a un percorso di coaching con Francesca Zampone ho rispolverato una mia passione sopita da tempo: i libri. Con loro è arrivata la voglia di condividere con altre persone questa passione e la creazione di un piccolo e molto casalingo gruppo di lettura; a ruota si è rimessa in moto anche la voglia di rimettermi a scrivere, sempre esaudita soltanto nella mia cameretta al riparo da occhi estranei. A digiuno da qualsiasi nozione tecnologica e computeristica, ho aperto un blog. Il suo cuore batte soprattutto per la lettura ma col tempo mi piacerebbe allargarlo ad altre mie passioni che, da sempre, mi fanno battere il cuore.

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