Minimalismo: perché vivere soltanto con l’essenziale

Già da diverso tempo ormai, si è affiancata al consumismo dilagante molto diffuso, una nuova tendenza del tutto opposta: il Minimalismo.

Partendo dal decluttering (di cui parlo ad esempio in questo articolo), cioè dall’eliminazione degli oggetti superflui nella nostra casa, il Minimalismo pone l’attenzione su quanto sia più bello e salutare vivere in modo semplice, soltanto con ciò di cui si ha davvero bisogno.

Esistono anche degli esempi famosi di questo filone. Un caso particolare che ha fatto molto discutere, è quello di Ryan Nicodemus e Joshua Fields Millburn che, in un momento brillante della carriera, hanno deciso di liberarsi delle cose lussuose che possedevano e di cambiare vita. Il fatto di avere intorno a sé soltanto ‘le cose davvero importanti’ permette a poco a poco di indirizzare tutta la propria vita in quel modo e di avere quindi, a poco a poco, solo persone a cui teniamo davvero intorno a noi e solo situazioni che ci piacciono sul serio.

Nicodemus e Millburn hanno aperto un blog molto conosciuto negli Stati Uniti, theminimalists.com, hanno scritto il libro ‘Everything that remains’ e su di loro è stato girato un documentario che narra del loro tour promozionale in giro per gli States che si intitola ‘Minimalism’ (disponibile su Netflix con sottotitoli in italiano).

Sulla scia di questo nuovo modo di vivere, si susseguono diverse iniziative verso una casa e una vita minimal, e chi prova questa condizione si dice molto più felice di prima.

Un altro caso emblematico è quello di Courtney Carver, ideatrice del progetto 333 Project. La sua idea era quella di indossare per 3 mesi solo 33 capi tra vestiario e scarpe. Il risultato è stato un successo. Nessuno tra colleghi, familiari e amici ha contestato la sua scelta. Anzi, la maggior parte dei conoscenti non l’ha nemmeno notato. 333 Project è diventato virale negli Stati Uniti e non sono rari i casi in cui su YouTube o altri Social venisse narrato l’esperimento da altre persone e venissero mostrati i capi utilizzati in 3 mesi.

I vantaggi del minimalismo

Neuropsicologi, sociologi ed ambientalisti concordano nell’affermare che non è possibile continuare a vivere con il tenore di vita degli ultimi decenni. Innanzitutto, dal punto di vista ambientale, il nostro pianeta non può sostenere questo ritmo di consumi. Inoltre, spesso, dietro al desiderio compulsivo di fare shopping, si nasconde un vuoto interiore da colmare. Inutile dire che una simile pratica non funziona. Ma anzi, dopo un acquisto, il senso di appagamento che ne deriva dura davvero pochissimo e poi si torna a desiderare altro.

Oltre al già citato problema ambientale, pare che vivere solo con le cose essenziali sia meno stressante, porti meno problemi a cui pensare e meno spese da sostenere.

Infine, permette di avere più tempo per ciò che conta davvero.

Il rimedio, quindi, sembra proprio essere fare un passo indietro invece che uno in avanti e fermarsi a decidere cosa davvero ci serve e ci piace, senza agire con il pilota automatico. Scegliere quello che vogliamo, in casa o nella vita, ancora una volta sembra essere una buona idea per vivere in modo più consapevole ed essere più felici.

Autore: Tatiana Berlaffa

Nata l’11 novembre, scorpione ascendente acquario, sono entusiasta, indipendente e creativa. Ho un blog e scrivo contenuti per il web. Mi interesso di benessere, bevo il caffè allungato con l’acqua, ho ciocche di capelli colorate e vorrei vivere a Londra. Per il blog di Accademia della Felicità scrivo di decluttering e mindfulness (e le pratico assiduamente!). Mi trovate anche sul mio blog https://greenteaforbreakfast.com/, sulla pagina fb e su tutti i Social. Vi aspetto!

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *