Mindfulness: come e perché iniziare

Se qualcuno dovesse chiedermi un consiglio, uno solo, per stare meglio, io gli risponderei di praticare la mindfulness.

Se me ne chiedesse due, suggerirei di fare un po’ di attività fisica tutti i giorni. Basta poco. 30 minuti al giorno sono già una gran cosa (e anch’io faccio molta fatica, so cosa significa) e sono davvero utili.

Questi due consigli, in apparenza diversi tra loro, hanno in realtà un filo conduttore comune: farci stare meno “nella nostra testa” e più nel mondo reale e nel corpo. Solo successivamente consiglierei altre tecniche (come il decluttering di cui ho parlato in quest’articolo) e molte altre, belle e utili ma che, secondo me, lo diventeranno molto di più se sostenute da una simile consapevolezza.

Perché praticarla

Io ho iniziato ad interessarmi di mindfulness e a sperimentarla quotidianamente circa due anni fa. Certo, può capitare che, in alcuni giorni o settimane, io non mi dedichi alla pratica per pigrizia o altri motivi. Ma poi, visti i benefici che ne traggo, riprendo il mio esercizio in maniera più assidua di prima.

No, la mindfulness non fa miracoli, intendiamoci. Ma, come descritto più in alto, ci rende più consapevoli, ci aiuta a capire meglio alcuni nostri meccanismi, a cogliere alcuni pensieri nel momento in cui sorgono, a valutare nuove prospettive e ad essere più presenti nel qui ed ora. Ovviamente, ci vogliono costanza ed esercizio ma, come descriverò più in basso, anche un impegno giornaliero minimo può fare la differenza.

Ma… esattamente, cos’è questa mindfulness?

La traduzione di questo termine in italiano potrebbe essere “consapevolezza”. Il termine e la pratica sono stati coniati negli Stati Uniti negli Anni ’70 dal medico Jon Kabat-Zinn. Lo studioso ha ripreso insegnamenti molto vicini alla meditazione orientale sia in modo più formale (cioè con la classica meditazione “seduta”) che in modo informale attraverso esercizi con cui prendere maggiore contatto con le nostre sensazioni fisiche, per restare ancorati maggiormente al qui ed ora. Kabat-Zinn la descrive in questo modo: “Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare: a) con intenzione, b) al momento presente, c) in modo non giudicante”. E’ un modo quindi per coltivare una presenza più piena all’esperienza del momento.

Come praticarla

Se non avete mai praticato la meditazione tradizionale, il mio consiglio è di iniziare proprio da quella.

Il verbo meditare in italiano ha anche il significato di pensare intensamente a qualcosa. Ecco, la meditazione come viene intesa qui, non è assolutamente questo. Anzi, è l’esatto contrario. Meditare significa essere consapevoli del proprio respiro e delle proprie sensazioni corporee lasciando la mente sullo sfondo.

Non è necessario porsi degli obiettivi troppo elevati. Anzi, proprio questo atteggiamento vi farebbe desistere in breve tempo. 10 minuti al giorno, tutti i giorni è l’obiettivo giusto per iniziare. Un simile obiettivo non ammette scuse, non vi pare? Chi di noi non ha 10 minuti al giorno?

5 consigli pratici per praticare mindfulness partendo da zero

1. Come. Scaricatevi un’App per iniziare in autonomia, oppure partecipate a una delle serate gratuite o a una cifra simbolica che vengono organizzate nei centri mindfulness. A Milano ce ne sono diversi, vi basta inserire in un motore di ricerca: ‘mindfulness – milano (o un’altra città)’ e li troverete. Per quanto riguarda le App, ce ne sono diverse. Quella che utilizzo io è Insight Timer che contiene tracce audio guidate (in italiano e non). Iniziate con una meditazione semplice sul respiro. In alternativa, navigando sul web troverete tracce audio su siti specializzati o anche su YouTube.

2. Quando. Stabilite un momento della giornata in cui praticare. Dedicarsi alla pratica sempre alla stessa ora vi aiuterà a farla diventare un’abitudine. Di solito, si consiglia di farlo di mattina (io faccio così, ad esempio) perché il nostro cervello non è ancora “programmato” con tutte le attività della giornata e i nostri meccanismi e automatismi interni sono meno attivi. Ciò consente di rendere la pratica più efficace. Ma, se non ve la sentite di farla di mattino presto, scegliete voi quando. D’altronde, come dice Jon Kabat-Zinn “Il momento giusto per la pratica, è ora”.

3. Dove. Scegliete un luogo silenzioso e accogliente e mantenete sempre quello, possibilmente. Anche in questo caso, vale lo stesso principio descritto per il momento della giornata. Questo stratagemma vi aiuterà a costruirvi un’abitudine.

4. Posizione. La scelta è individuale. Se vi sentite sufficientemente comodi a gambe incrociate su un cuscino a terra, è un’ottima soluzione. Nel caso invece non sia così, praticate da seduti. Non è consigliabile la posizione da sdraiati (almeno in questo tipo di esercizio) perché c’è il rischio di addormentarsi.

5. Atmosfera. Non è obbligatorio, ma creare un’atmosfera adatta per la pratica meditativa, può favorire concentrazione e rilassamento. Ad esempio, potete accendere una candela oppure utilizzare un profumo per ambiente di vostro gradimento prima di iniziare.

Un ultimo consiglio

Sia che stiate ascoltando la voce registrata di un’App, sia che siate a una serata di meditazione, provate a seguire la voce guida ma non rimproveratevi se la vostra mente continua a vagare tra mille pensieri. Biasimarvi è la cosa peggiore che potreste fare a voi stessi. I mille pensieri della mente sono perfettamente normali, soprattutto all’inizio.

A poco a poco, proprio grazie alla mindfulness, potrete rendervene conto, lasciarli sullo sfondo e tornare più facilmente alle sensazioni del corpo e del respiro.

Non vi resta che provare, adesso! Se vorrete contattarmi o scrivere nei commenti come sta andando o, ancora, chiedere ulteriori spiegazioni mi farà piacere! La prossima volta vi proporrò qualche esercizio per portare la consapevolezza “fuori dal cuscino di meditazione”, cioè nelle nostre azioni quotidiane. A presto!

Autore: Tatiana Berlaffa

Nata l’11 novembre, scorpione ascendente acquario, sono entusiasta, indipendente e creativa. Ho un blog e scrivo contenuti per il web. Mi interesso di benessere, bevo il caffè allungato con l’acqua, ho ciocche di capelli colorate e vorrei vivere a Londra. Per il blog di Accademia della Felicità scrivo di decluttering e mindfulness (e le pratico assiduamente!). Mi trovate anche sul mio blog https://greenteaforbreakfast.com/, sulla pagina fb e su tutti i Social. Vi aspetto!

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