Girovagare con la mente

A tutti è capitato di trovarsi “con la testa fra le nuvole” o di “sognare ad occhi aperti”. Il protagonista del film di qualche anno fa I sogni segreti di Walter Mitty ne fa quasi una ragione di vita: si lascia risucchiare volentieri in fantasticherie iperboliche e proprio una di quelle gli farà iniziare un’avventura che non dimenticherà tanto facilmente. Nel suo caso, il viaggio mentale si trasforma in un viaggio reale attraverso i luoghi più belli e inesplorati del pianeta. In genere, però, fantasticare è ritenuto deleterio, perché influenzerebbe negativamente la capacità di concentrazione e la memoria, ostacolando quindi la produttività e, secondo alcune teorie, persino il raggiungimento della felicità. Questo succederebbe perché la distrazione, anche se temporanea, dal presente e dal mondo reale ci impedirebbe di focalizzarci sugli obiettivi che ci siamo scelti e che ci rendono soddisfatti di noi stessi. Inoltre, sognare a occhi aperti non ci consentirebbe di godere di quello che sta accadendo, nel momento stesso in cui lo stiamo vivendo. Recenti studi e teorie, invece, attribuiscono lati positivi alle fantasticherie momentanee.

Cinque vantaggi immediati dei sogni a occhi aperti

  1. Sono cruciali per promuovere la creatività e l’innovazione. Possiamo essere liberi ad esempio di collegare tra loro idee che sembrano a tutti gli effetti non avere alcun rapporto, il che porta nella maggior parte dei casi a soluzioni a cui nessuno aveva pensato prima. Possiamo immaginare scenari che forse difficilmente si realizzeranno così come sono ma forse ci regaleranno intuizioni su come raggiungere un obiettivo
  2. Rigenerano l’attenzione. Lungi dal dimostrarsi deleteri, i momenti di distrazione deliberata durante un incarico permettono alla mente di rigenerarsi e di ottenere nuova concentrazione sull’attività che si sta svolgendo. La soglia di concentrazione che il cervello può raggiungere è infatti limitata e sforzarsi di oltrepassarla senza nessun riposo non permette di raggiungere l’obiettivo, portando spesso alla frustrazione e allo scoramento. Concedersi piccoli intervalli di distrazione, invece, ci aiuta paradossalmente a mantenerci più concentrati
  3. Aiutano a pianificare. Lasciarsi andare a immaginare eventi che potrebbero verificarsi in futuro ci aiuta a considerare diverse possibilità e quindi ad attribuire differenti priorità, oppure a costruire programmi alternativi. Fantasticare porta inoltre ad acquisire una maggiore consapevolezza e a scegliere quello che è giusto per noi più facilmente, con meno incertezze e più determinazione.
  4. Ci rilassano. Prendersi piccole pause mentali durante le attività quotidiane favorisce il relax, oltre a essere un valido intrattenimento. Ci fa sfuggire alla noia e può farci riconquistare interesse per quello che stiamo facendo in quel momento.
  5. Aiutano ad affrontare i problemi attuali. Estraniarsi dal presente per un momento e abbandonarsi ai ricordi o a fantasticherie sul futuro può effettivamente aiutarci a trovare soluzioni a cui magari non avevamo pensato o che avevamo già attuato in passato ma non ci erano ancora venute in mente.

Non c’è nulla di male, quindi, a lasciare vagare la mente per qualche momento. Possiamo ad esempio approfittare dei momenti di ozio durante la pausa estiva per acquisire questa abitudine positiva e abituarci ad abbandonare ogni tanto l’attenzione a un compito specifico, sempre che questo compito invece non la richieda per intero (ad esempio guidare!). Un altro suggerimento per aiutare questo particolarissimo tipo di attività mentale è girovagare a piedi senza una meta precisa, lasciandoci sorprendere dal paesaggio che incontriamo e dalle strade che facciamo: i pensieri dopo un po’ di tempo cominceranno a fluire indisturbati e quasi casuali, così come il cammino. I migliori artisti, scienziati e filosofi, tra cui Darwin, Kant, Thoreau, Pasolini, ne hanno fatto un modo per rilassarsi e aumentare la loro creatività.

Dobbiamo, però, fare attenzione a non far diventare il sognare ad occhi aperti un’attività così coinvolgente da intrappolarci in un mondo da cui è difficile tornare indietro. Va bene viaggiare con la fantasia, purché si ritorni con i piedi per terra, più arricchiti, riposati e creativi.

Francesca Saracino

Autore: Francesca Saracino

Milanese per nascita, biologa per passione, viaggiatrice per indole, sono da sempre interessata a capire come funzionano la vita e la mente e a mettere a disposizione degli altri tutto ciò che imparo, leggo o scrivo. Ho frequentato il mondo accademico per dieci anni e poi quello farmaceutico. Ho lasciato l’azienda e ho deciso di diventare una coach professionista, per accompagnare altre persone lungo la strada della realizzazione dei propri sogni e dei propri obiettivi.

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