Le mie 12 e più parole “Manifesto” per il VentiVenti

Ogni anno, avvicinandomi al periodo natalizio, commetto alcune ingenuità, sempre le stesse, immancabilmente, e il tramonto del 2019 non ha certo fatto eccezione.

Ad esempio comunico ai clienti che, anziché riposarmi come il mio stato di grave consunzione fisica e mentale suggerirebbe ad una persona di buon senso, sarò operativa e presente sul territorio tutto il periodo: non ho ancora imparato a sentirmi autorizzata a prendere le giuste pause e a meritarmi un vero stacco ed il risultato è stato che ho lavorato tra casa e ufficio praticamente sempre, reperibile 24/7.

In secondo luogo, altra ingenuità che non è mancata nemmeno quest’anno, sopravvaluto oltre alle mie forze al lumicino anche la durata del periodo, impegnandomi con me stessa a declutterare tutta casa e i device, leggere i 15 libri che ho lasciato indietro, vedere le otto stagioni del “Trono di Spade”, scrivere sei articoli per il blog e, naturalmente, pianificare nel dettaglio, stabilendo gli obiettivi, tutto l’anno successivo.

Insomma, anche quest’anno, puntualmente, ho vissuto venti giorni in affanno e ho iniziato l’anno, secondo me, con almeno un paio di settimane di ritardo.

In mezzo a questa tumultuosa fibrillazione, tuttavia, ho pensato tantissimo e preso una marea di appunti. Mi interessava pensare, mentre cercavo con scarso successo di raggiungere quello stato di annoiata sonnolenza da cui sarebbe scaturita una finalmente brillante creatività, a quelle che sarebbero state le mie parole per il VentiVenti. Si, parole, al plurale, perché credo che una sola parola, per quanto emblematica, per quanto totemica, non possa essere sufficiente per i dodici mesi o trecentosessantasei giorni che mi attendono. Una sola parola, a meno che non sia Abracadabra, risulterebbe bidimensionale, potrebbe non bastare per affrontare la complessità caleidoscopica e sempre frizzantina del quotidiano che ci attende, per ispirarci a dare senso e profondità all’anno che inizia.

Perché le parole sono il mezzo umano per dare corpo, suono e sostanza ai nostri valori e noi siamo persone di valore e di valori.

Ecco le mie parole per il VentiVenti e la ricerca, il recupero di quello che è il loro significato profondo, quello che risuona dentro di me.

  1. Costruzione e ambizione: voglio dare una forma matura e compiuta a quello che so e che sono e, partendo da qui, voglio crescere, mattone dopo mattone, per rendere sempre più accogliente la casa che è “essere sé stessi”. Voglio finalmente accettare la mia ambizione, perché è buona, giusta ed etica, e voglio autorizzarmi a superare i limiti arbitrari da cui sin qui mi sono lasciata vincolare. Voglio finire le cose che inizio, chiudere i cicli, celebrare il cambiamento.
  2. Equilibrio e misura: voglio imparare a rispettare i miei tempi, a rendere armonico il mio respiro. A gestire con fiducia e consapevolezza le mie ansie. A sapere quando lasciar andare e quando tenere, quando stringere i denti e quando invece lasciare che gli eventi seguano il loro corso.
  3. Selettività e essenzialità: voglio scegliere la squadra con cui lavorerò quest’anno, voglio che siano rapporti nutrienti e gentili, voglio dare e ricevere senza contabilità, voglio condividere e creare il successo per me e per i miei compagni di viaggio. Voglio che le persone che ho intorno condividano i miei valori perché nulla in questi anni mi è pesato tanto quanto lavorare con persone con valori davvero troppo differenti dai miei.
  4. Speranza e visione: voglio ricordarmi, giorno dopo giorno, che soltanto con l’impegno ed il duro lavoro si possono ottenere risultati ma che con la fatica quotidiana e con fiducia si possono raggiungere tutti gli obiettivi. Voglio credere che in ogni nuovo giorno ci sono sempre tantissime opportunità, forse discrete e silenziose, spesso camuffate da problemi apparentemente insormontabili, ma comunque potenti e, a volte, capaci di cambiare davvero il corso degli eventi.
  5. Creatività e coraggio: voglio imparare a non avere mai paura di sperimentare nuovi modi, di tentare nuove strade e di seguire l’istinto, perché seguire l’istinto e scegliere il coraggio è già un successo. Voglio sentire sui palmi delle mie mani quel coraggio che c’è quando arrivi su di una spiaggia straniera e bruci le tue navi perché non ti venga in mente di poter tornare indietro.
  6. Unicità e passione: voglio essere me stessa con forza e con orgoglio, voglio tenere la schiena dritta e dare alla luce, giorno dopo giorno, la versione migliore di me, con tutta la mia caparbietà e tutta la mia passione.

Ecco, questa sono io e queste le mie parole. Certo, voi forse avrete le stesse, anche se con quella unica e meravigliosa sfumatura che è il vostro personale profondo significato. Forse ne avrete di differenti, perché il vostro risonatore interno oggi sceglie e compone a suo genio le note di cui ha bisogno per crescere e progredire.

In ogni caso, vi auguro di saper cogliere le straordinarie opportunità che questi nuovi giorni vi porteranno e di scrivere un eroico ed appagante capitolo della vostra Storia.

Buon VentiVenti a tutt*!

Autore: Sabrina Corsini

Nata a Torino nel 1971, è un caparbio Ariete e si vede subito. Juventina dalla nascita, in orario diurno è Promotore Finanziario, nottetempo e nei weekend frequenta Accademia della Felicità e studia per iniziare il tirocinio da Money Coach. Ama leggere in modo compulsivo ed onnivoro ed i libri sono il suo oggetto totemico: in questo periodo sta godendosi Joe R. Lansdale e Christopher Moore. Le piacciono i film con le astronavi, i draghi ed i supereroi perché in fondo è una creatura semplice: da grande diventerà un cavaliere Jedi.

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