Le emozioni e la trasformazione personale

Nel mese di ottobre ho partecipato alla School of Life Conference 2018 organizzata a Zurigo. The School of Life è un’organizzazione internazionale che si occupa di sviluppo dell’intelligenza emozionale, e come coach la considero uno dei punti di riferimento per le tematiche legate alle emozioni e allo sviluppo personale nelle diverse aree della nostra vita.

Durante le 3 giornate in cui si è svolta la Conferenza abbiamo lavorato in modo trasformativo sulle nostre vite. La pianificazione dei contenuti trattati rispecchia infatti uno schema preciso di costruzione di se stessi in un’ottica di continua crescita personale.

Nella prima giornata la pianificazione delle attività prevedeva il lavoro su di sé, partendo dalla conoscenza e comprensione di noi stessi, e la socialità; il secondo giorno ci siamo invece focalizzati sulle relazioni sia in ambito personale che professionale e sulle tematiche lavorative, partendo dagli obiettivi. Abbiamo anche parlato di fiducia e dell’accettazione del fallimento. Infine il terzo giorno è stato dedicato al significato profondo della vita e alla felicità.

Ho voluto riportare il programma della Conferenza per far capire quanto fossero alte le mie aspettative, e quelle delle altre 300 persone che hanno partecipato.

Ogni modulo era suddiviso in una parte di contenuti e una molto rilevante di esercizi, da fare da soli o in coppia; per ogni esercizio occorreva cambiare partner, il tutto con poco tempo a disposizione per riflettere sugli esercizi, farli e confrontarsi. Gli esercizi erano sfidanti e andavano molto in profondità nelle varie tematiche trattate, ma soprattutto andavano a lavorare sui tratti emozionali caratteristici, secondo la filosofia di The School of Life, di ogni singola area.

Ci sono però delle emozioni che nel partecipare a un evento di questo genere si devono mettere in gioco e che, più in generale dobbiamo mettere in gioco in ogni processo di crescita personale e di miglioramento continuo.

I 3 elementi di intelligenze emotiva che più di ogni altro ho dovuto agire, che mi sono rimasti più impressi, e che a distanza di tempo ancora sento vivi in me e continuano ad accompagnarmi nella vita e nella professione sono i seguenti.

Confidence

Nell’accezione dell’Intelligenza Emotiva non si tratta di avere confidenza, fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità. È molto più semplice e basico: si tratta di fare pace con il nostro inevitabile lato ridicolo o oscuro.

È sapere che siamo tutti essere umani e in questo senso ridicoli più o meno allo stesso modo. È sapere che ognuno ha un lato oscuro con cui fare i conti e che deve imparare a riconoscere, accettare e a conviverci, possibilmente con un po’ di sano umorismo.

L’esercizio fatto in sessione è stato quello di ammettere a noi stessi le nostre paure e le nostre fragilità e raccontarle al nostro interlocutore, scoprendo che anche lui ne aveva, e sentirsi quindi sollevati, capendo alla fine di far parte tutti della stessa umanità.

E vi assicuro che farlo in inglese parlando con un tedesco non è stato affatto facile, ma alla fine anche questa era una paura, che per altro aveva anche lui! Ma capisci che la confidence è un muscolo su cui possiamo lavorare; accettare il fallimento si può imparare e vedere noi stessi e gli altri come semplici essere umani è fondamentale.

ESERCIZIO: un semplice esercizio da fare ogni mattina è proprio quello di pensare a noi stessi come ad un essere umano che vive immerso in una umanità di individui che sono altri essere umani come noi, né più né meno.

Inner Voices

L’inner voice, la voce che viene da dentro di noi, che spesso ci dice no, è veramente la nostra voce? Ci dice “fermati”, “quella cosa non la puoi fare”, “quella cosa non la sai fare”… Ma è veramente la nostra voce interna, quello che chiamiamo intuito?

Abbiamo lavorato con esercizi sul nostro passato, scoprendo che quella che crediamo sia la nostra Inner Voice è in realtà l’Outer Inner voice, la voce di altri che per anni hanno instillato in noi dubbi su noi stessi e le nostre capacità. Sono le voci e le paure dei nostri insegnanti e di chi ci è vicino.

Per me, e so per certo per molti altri, un esempio su tutti riguarda la creatività e i miti legati a quanto ognuno di noi è creativo. Ognuno di noi ha nelle orecchie i riscontri negativi riguardo l’espressione della creatività e l’essere creativo che spesso è confuso con l’essere artista.

Quelle voci che sentiamo, che ci limitano e ci fanno dubitare di noi stessi, sono l’Outer Inner Voice, non è la nostra voce interiore.

Perché la nostra voce interiore è una voce amica, è una voce calma, che non vuol dire che non ci dirà che una strada non è quella giusta per noi, ma ce lo dirà indicandoci un modo costruttivo di agire.

ESERCIZIO: quando sentiamo la voce distruttiva chiediamoci sempre “Ma un vero amico ci parlerebbe così?”. Se la risposta è no, con gentilezza e determinazione allontaniamola.

Work-Life Balance e Good Enough

Ognuno di noi nella propria vita è soggetto ad aspettative forti – e non di rado divergenti – nella sfera professionale e in quella personale. Inoltre la società in cui viviamo spesso ci porta a dimostrare quello che siamo in funzione dei successi che raggiungiamo nella vita professionale e personale.

Tutto questo ci porta a sovrastimare le aspettative che riteniamo dover avere in queste fondamentali aree della nostra vita, a crearci aspettative che non sono realmente nostre, ma sono quelle che pensiamo di dover avere.

La realtà è che non possiamo avere tutto di tutto, e quando ci rendiamo conto di questo ci sentiamo inadeguati e insoddisfatti. La soluzione non può essere usare un bilancino tra vita professionale e vita privata in funzione di come ci immaginiamo debbano essere queste aree.

Quando parliamo di bilanciamento della vita professionale e vita privata, in realtà parliamo di capire quanto ognuna di queste aree è buona abbastanza per noi.

ESERCIZIO: lavorare su noi stessi per comprendere il nostro “buono abbastanza” nella vita personale e professionale è un ottimo modo per comprendere se le voci interiori che sentiamo sono veramente le nostre voci, o sono semplicemente aspettative di altri.

La conference di The School of Life è stata un’opportunità di confronto con le altre persone che partecipavano all’evento, ma in primo luogo sono stati tre giorni di lavoro profondo su me stessa, di ascolto profondo di me stessa e altri.

Nel proprio percorso di crescita personale e professionale come coach è importante cercare le occasioni di ascolto profondo di se stessi e dei nostri interlocutori. Ognuno per i propri interessi o inclinazioni è fondamentale continuare a lavorare sulle proprie emozioni e perché no, sui punti di debolezza, per migliorarsi, accettarsi e volersi bene.

Linda Gerlini

Autore: Linda Gerlini

Milanese per nascita e scelta, dopo la laurea in Scienze dell’Informazione ho iniziato la mia carriera professionale in una importante società di consulenza come responsabile di progetti di revisione dei processi aziendali e di sistemi IT. Nel 2000 sono entrata in una grande azienda di Telecomunicazioni, esperienza terminata nel 2017 durante la quale ho ricoperti diversi ruoli in differenti aree aziendali. Nel 2017 ho frequentato il Master in Coaching, ma Il mio incontro con Accademia risale al 2013 e ha coinciso con un periodo di profonda trasformazione personale e che mi ha portato a concludere che la vita vada vissuta con leggerezza, armonia e soprattutto col sorriso. Questo percorso mi ha spinto ad entrare come Socia in Accademia per portare il mio contributo alla trasformazione delle persone sia a livello personale che aziendale. I musical, le buone letture e camminare sono parte della mia vita, ma più di tutto amo la fotografia che ritengo uno strumento importate di crescita personale oltre che di racconto di vita.

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