Un’ottima annata

Avete mai visto Un’ottima annata (titolo originale: A Good Year)? È un film di una dozzina di anni fa, diretto da Ridley Scott con protagonista Russel Crowe e tratto dal romanzo omonimo di Peter Mayle. La storia è ambientata in Provenza e mi piace definirla una dolce e sentimentale commedia. Max Skinner, il protagonista, è un broker londinese di successo, completamente dedito al suo lavoro, al punto tale che per lui non esistono fine settimana o vacanze. Uomo spietato, incapace di vivere la vita con sentimento, è fortemente convinto che “vincere non è tutto: è l’unica cosa”. Improvvisamente Max si ritrova unico erede della tenuta con vigneto di suo zio Henry, con il quale ha passato, da orfano, la maggior parte della sua infanzia. Intenzionato a vendere la proprietà ricevuta in eredità, pianifica, con la freddezza e il cinismo che lo caratterizzano, ogni dettaglio per capitalizzare al massimo, guidato come sempre dal suo unico Dio: il denaro. Il destino, però, è in agguato e giorno dopo giorno, vivendo nei luoghi in cui era cresciuto, riscoprendo i valori che lo zio aveva cercato di trasmettergli, “scontrandosi” per la prima volta con l’Amore per una donna, si lascia andare ai piccoli piaceri della vita, iniziando ad assaporarla lentamente. Abbandona, così, le vesti di insensibile businessman e lascia per sempre il vecchio lavoro e la sua frenetica vita londinese.

Cosa amo di questo film per averlo visto più e più volte? Certamente la storia piena di sentimenti, i paesaggi provenzali, gli spazi aperti e sconfinati all’orizzonte, la pace e la calma che mi trasmette la contea con i suoi vigneti. Ma non solo. In qualche modo, che non mi è stato semplice decifrare se non recentemente, ho capito che sono sempre stata affascinata dal grande percorso di cambiamento del protagonista, dal suo coraggio nell’abbandonare una vita esageratamente agiata e una carriera di successo. Dal lasciare andare le convinzioni del passato, che lo avevano spinto a lavorare duramente per essere “nella City uno dei broker con più palle”, al fine di vivere e abbracciare una nuova avventura, una nuova vita, seppur meno di successo agli occhi del mondo e nonostante i commenti del suo più caro amico (“Max, ti rendi conto che non può durare laggiù?”). Ed è così che, seduta comodamente sul divano con il film che mi scorreva davanti agli occhi, mi sono balzate nella mente domande che credo possano essere utili a tutti noi, a tutte le persone che vivono a braccetto col loro lavoro ma che forse non vivono veramente; a tutti coloro che fanno fatica nel loro quotidiano lavorativo, che cercano continuamente di cambiare e che non capiscono come mai non hanno successo nell’impresa impossibile di trovare un nuovo lavoro; a coloro che fatica non ne fanno, ma forse perché non si sono mai fermati un attimo per rendersene conto. Chiarezza. Serve solo chiarezza dentro di noi. E per farla, ecco le domande che ho immaginato:

  • Cosa ci ha spinto a essere i professionisti che siamo oggi? La vera passione? Una fissazione? ll forte desiderio di successo o di guadagno?
  • Abbiamo realizzato i sogni che avevamo da bambini o forse abbiamo realizzato quelli della famiglia di origine?
  • Stiamo vivendo appieno la nostra vita?
  • Quali sono i tasselli che vogliamo cambiare?
  • Abbiamo passioni che non coltiviamo più perché troppo impegnati?

Solo cercando e trovando le vere risposte a tali domande, potremo virare anche noi e rispondere sinceramente alla domanda posta a Max dal suo capo: “Allora cosa scegli, i soldi o la tua vita?”.

Cinzia Gallina

Autore: Cinzia Gallina

Ho 43 anni, vivo a Milano, divoro libri e sono un’amante dei gatti. Appassionata dall’umanità, ricerco continuamente risposte alle domande che popolano la mia mente. Per questo, seduta ai banchi dell’università decido di voler lavorare con e per le persone accompagnandole nel loro percorso professionale. A dicembre 2015, ho bisogno di novità e mi iscrivo al Master in Coaching di ADF: grazie a questo percorso capisco che sviluppare le potenzialità dell’individuo è per me obiettivo di primaria importanza. Adesso lavoro come libera professionista mettendomi a disposizione di coloro che sono interessati ad una riflessione personale e professionale.

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