La vita ricomincia da una Locanda (dei buoni e cattivi)

Oggi inauguriamo una nuova rubrica del nostro blog. L’abbiamo chiamata Belle storie ed è dedicata alle best practices dall’Italia meno conosciuta, da imitare e copiare. E lo facciamo raccontando, appunto, una vicenda esemplare, che dimostra che il nostro Paese non è abitato solo da furbetti del quartierino, ma da persone come Ugo Bressanello, fondatore e artefice della Locanda dei buoni e cattivi a Cagliari.

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire chi è Ugo Bressanello: imprenditore Itc, che ha nel suo curriculum imprese del calibro di Virgilio, di cui è stato fondatore, e Tiscali.

Nel 2005 un’esperienza personale gli cambia vita: entra in contatto con il mondo dei tribunali minorili e decide di impegnarsi nel sociale. E fonda Domus de Luna , un’onlus per aiutare bambini e madri svantaggiate, provenienti dal mondo delle comunità.

La sua bella storia è all’inizio. Lavorando tutti i giorni a contatto con persone che hanno avuto una storia sfortunata, che non hanno mai osato sognare una vita diversa, capisce che solo il lavoro può dare loro una vita dignitosa.

«È un percorso in cui puoi fare solo passi avanti: eravamo partiti per fare una comunità per bambini, poi per ragazzi, poi abbiamo incluso le mamme. Ma la sola assistenza non basta. Devono diventare economicamente indipendenti», racconta Bressanello.

Ma il lavoro in Sardegna è uno dei temi caldi, e non è facile da trovare… Decide allora di crearlo: e  fonda la Locanda dei buoni e cattivi, un ristorante con Bed & breakfast.

«Abbiamo creato una social business», continua. Si tratta di un nuovo modo di fare impresa, che ha una finalità etiche, senza dimenticare il business. «Inizialmente le nostre ambizioni erano davvero contenute: avevamo in mente era una semplice trattoria. Piatti semplici, senza pretese. Volevamo insegnare un mestiere a queste persone, per reinserirle».

Poi però le sorprese non sono mancate.

Partecipano al concorso il Lavoro più bello del mondo di Make a change , un contest che premia le migliori idee imprenditoriali che operano nel sociale, e vincono il primo premio.

Intanto l’interesse attorno alla Locanda aumenta, fino ad attirare l’attenzione di Roberto Petza, uno chef d’eccezione, che si offre di fare formazione alle persone che lavorano in cucina. Gratuitamente.

Un regalo inaspettato per Bressanello e il suo team, che vedono crescere giorno per giorno l’offerta della Locanda, la qualità dei loro piatti e le prenotazioni.

«Abbiamo imparato a coniugare una cucina di altissimo livello con degli ingredienti poveri, mettendo cura per i dettagli e innovazione. Questo ci ha permesso di mantenere un prezzo giusto. Ovvero: 20 euro a pranzo per il menu fisso, con primo e secondo, e circa 30 euro la sera, con il menu à la carte».

E gli sforzi sono stati premiati. Dopo un solo anno di attività, hanno ricevuto due riconoscimenti importanti: il premio Qualità Prezzo del Gambero Rosso come uno dei dieci migliori ristoranti per rapporto qualità/prezzo, il premio per Buona Cucina del Touring Club Italiano, e Slow Food l’ha inserita nella sua guida “Locande d’Italia”.

È proprio il caso di dire che se in Inghilterra hanno Jamie Oliver (celebre per i suoi ristoranti dove fa formazione ai ragazzi di strada), noi abbiamo Ugo Bressanello, un vero changemaker, capace di  cambiare le cose.

Autore: Marco Bonora

Introverso, ingombrante, risvegliato a 40anni da coma lavorativo cerca disperatamente persone appassionate di qualsiasi cosa. Offro ironia caustica, soluzione problemi, creatività, cucina gourmande e musica indie/alternative. Astenersi perditempo

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *