La scrittura e il coaching: un corso

La scrittura è il mio pane quotidiano, ma non ne scrivo molto.

In realtà perché non so mai bene da che parte cominciare, forse perché non mi sento un’autorità in questo campo, non al punto di scriverne qualcosa attorno, almeno.

Senonché la scrittura è un mondo affascinante, le parole sono affascinanti e “trovare la parola giusta”, sia nel parlato sia nello scritto, non è affatto facile, ma nel contempo è una di quelle cose che se riesce, dà molta soddisfazione.

Penso a quando abbiamo di fronte una persona e dobbiamo trovare la parola giusta per esprimerci senza offenderlo, oppure quando vogliamo descrivere il più precisamente possibile ciò che stiamo sentendo. Io parlo lentamente, quando parlo, perché sono sempre alla ricerca della parola giusta.

Talvolta penso anche che le parole non siano abbastanza per descrivere persone, luoghi, sensazioni, emozioni. O forse siamo noi che non siamo abbastanza abituati a fare questo esercizio, soprattutto e in primo luogo su noi stessi.

Quanto alla scrittura, è uno strumento potente, potentissimo.

Non per niente viene utilizzata molto spesso nel coaching: ci sono le pagine del mattino previste dal percorso de La via dell’artista, che ci dicono tante cose su noi stessi.
Ci sono i diari che il coach chiede al cliente di tenere per monitorare una particolare situazione (di solito per periodi brevi) e che servono a darci informazioni su come percepiamo la realtà che ci circonda (lavorativa, relazionale, familiare, ecc.).
Ci sono gli esercizi, da fare solitamente a mano, su un quaderno.

Poi ci sono le domande, che vanno poste con il tono giusto, al momento giusto e su cui abbiamo da poco pubblicato un bel post di una delle nostre masterizzande, Simona Manacorda.

E poi ci sono i dialoghi, interiori, fra sé e sé e nella propria testa, ma anche quelli fatti per iscritto.
Tutti strumenti con i quali facciamo, o facciamo fare al coachee, delle riflessioni su se stesso, su ciò che vuole, sui suoi obiettivi.
Ma anche sulle esperienze negative.
Molto spesso, infatti, dopo una riflessione scritta in forma di dialogo tra le due (o tante) vocine dentro la nostra testa, ci accorgiamo che le cose forse non sono proprio andate come ci siamo raccontati.

Lo stesso accade con le domande, che ci aiutano a cambiare prospettiva. Questo non significa che la soluzione dei nostri problemi sia dietro l’angolo, ma vedere la stessa situazione con altri occhi, da un’altra angolazione, rende più facile tante cose. Aiuta ad aprire la mente.

La scrittura ha quindi una funzione potentissima: ci aiuta a fermarci, riflettere, vagliare, valutare, farci delle domande e darci delle risposte.

Tutto questo con la scrittura? – direte voi – ma dai!
Sì. Tutto questo con l’esercizio della scrittura, utilizzata come strumento di crescita, valutazione, conoscenza, analisi di se stessi, di ciò che siamo e di ciò che siamo stati, di come siamo cambiati, di come vorremmo cambiare. Di quello che ci piace e di quello che invece non ci piace.

Per tutto questo il corso di “Scrittura per conoscersi” a me affascina già dal nome, questa parola, “conoscersi” è così piena di tante cose, di tante promesse.
Riusciremo a mantenerle? Soddisfarle? Saremo in grado di aiutarvi a comprendere la potenza dello strumento dello scrivere per farlo? Io credo di sì.
Giorgia Corte vi guiderà a scrivere di voi stessi attraverso diversi esercizi con i quali potrete costruire un quaderno della vostra anima e della vostra storia per aiutarvi a creare uno strumento di conoscenza, connessione con se stessi, per il presente, e per aiutare la crescita della propria consapevolezza.

Consapevolezza che riguarda non solo la propria anima, ma anche il proprio corpo, attraverso un dialogo immaginario con il nostro corpo che ci porti a scoprire come sta e che cosa possiamo fare per farlo stare meglio.
Vi porterà poi alla (ri)scoperta del vostro passato, dialogando con esso e con la persona che lo abitava tanti anni fa.
E da qui partirà il vostro percorso, sempre di scrittura, verso il futuro, verso ciò che desiderate diventare, raggiungere, ottenere, con lo strumento del diario del futuro e dell’intervista.

Giorgia vi insegnerà a dribblare il vostro “censore”, ossia quella vocina antipatica nella testa che dice sempre no, così non si fa, così non si deve, così non va bene, ma cosa diranno gli altri? E via dicendo.
Vi spiegherà come con la scrittura sia più facile riuscire a focalizzarsi sui propri obiettivi, oltre a riconoscerli e individuarli nello specifico.

Allora? Il corso inizia il 7 marzo, vi aspettiamo!

Per informazioni sul corso, cliccate qui

 

Lavinia Basso

Autore: Lavinia Basso

Scrivo per passione da quando ne sono capace, di me e degli altri. Ho lavorato attorno ai testi negli ultimi 9 anni, poi l’editoria pura mi ha stancato e ho cercato nuove strade. Le ho trovate frequentando il Master in coaching e chiedendomi (o forse: ricordandomi) cosa mi piace davvero. Ora ascolto le storie degli altri, le rielaboro, e poi le scrivo, e aiuto le persone e le organizzazioni a raccontare chi sono, cosa fanno e come lo fanno.

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