La resurrezione emotiva e il potere della gratitudine

Ho cominciato a pensare un paio di giorni fa a quale argomento potessi scegliere per un post pasquale: mi sono venute  in mente diverse storie della mia vita che avrei potuto raccontare, ma alla fine ho scelto di raccontare la storia della mia resurrezione emotiva che mi ha portato alla scoperta del magico potere della gratitudine.

Per molto tempo mi sono sentita una persona in debito con l’esistenza, senza alcun motivo preciso: ogni mia scelta, ogni regalo ricevuto mi portava a una momentanea soddisfazione, accompagnata subito dopo dalla percezione che l’Universo si aspettasse qualcosa da me in cambio. Così mi davo subito da fare per ricambiare quanto ricevuto, non perché volessi essere generosa ma semplicemente per evitare di accumulare rate di un mutuo di felicità che mi pareva avere contratto sin dalla nascita. Questo mio sentire mi ha trasformato nel corso degli anni in una persona pseudo-equilibrata capace di stare bene, ma di non essere mai felice fino in fondo.

Sentivo di versare ogni mese quanto dovuto, ma non mi sentivo a mio agio quando arrivava il momento di controllare il mio conto corrente emotivo e dover prender atto che oltre alla mia rata fissa metodicamente pagata, io versavo rate d’amore alla mia famiglia, agli amici, al fidanzato, ai colleghi e non lasciavo nulla che potessi spendere in amore per me.

Questo mi aveva convinto che nessuno si sarebbe lamentato, che nessun esattore di felicità avrebbe mai bussato alla mia porta e alla fine io avrei condotto una vita tranquilla, con l’intento di dare tanto quanto fosse necessario a non dover aspettarsi nulla di brutto in cambio.

Quando ho finito di pagare il mio primo mutuo emotivo, ho pensato di chiederne un altro ma l’Universo non mi ha condotto verso una Banca in Italia ma in un Ashram in India, dove tutto è cambiato: sono stata male, profondamente, ho pensato che non sarei tornata a casa e così ho promesso che se mi fosse stata concessa un’altra possibilità avrei cominciato a non preoccuparmi più delle rate e dei tassi d’amore, ma avrei cominciato a praticare la gratitudine e l’amore per me stessa e le persone che fanno parte della mia vita.

Non ricordo bene il modo in cui sono tornata in Italia, ma ho ancora la sensazione di resurrezione emotiva che ho messo in atto dal giorno in cui ho varcato la soglia di casa mia, insieme alla statua di Ganesh. Quello stesso giorno ho composto il mio primo elenco della gratitudine, che ora condivido con voi.

  • Sii grata a te stessa per come sei, senza giudizio ma con accoglienza.
  • Sii grata al tempo che scegli di dedicarti e usalo con amore.
  • Sii grata alle persone che ami e che ti amano, semplicemente per il fatto di esserci senza il pensiero di dover dare o ricevere nulla.
  • Sii grata ai giorni difficili, servono a farti scoprire la tua forza.
  • Sii grata ai giorni felici, ti ricordano che la felicità è parte della tua esistenza e non costa nulla.
  • Sii grata al silenzio, è lì che è possibile cominciare ad ascoltarsi.
  • Sii grata alla bellezza della natura, la sua generosità è esemplare.
  • Sii profondamente grata alla tua vita, vivila! Ogni nuovo giorno è il migliore della tua esistenza.

Autore: Valentina Bergamante

Sono nata il 13 maggio del 1979, Toro con ascendente in Ariete, il che significa che sono romantica, morbida, golosa e nello stesso tempo determinata, libera e focosa. Conosco bene la chimica ma quella che più mi appassiona è la chimica delle emozioni, che qui in Accademia vivo, investigo e riconosco. Amo la vita e la mia passione sono le parole, con le quali gioco e condivido quello che sento, e le torte di mele che preparo con amore ogni volta che ho il bisogno di sentire quel profumo che è fra tutti il mio preferito.

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