La cucina di Martina

Che se uno ci pensa s’immagina il solito corso di cucina con le varie Parodi e Clerici, o addirittura Masterchef, ma qui stiamo parlando di ben altre cose, tutt’altre cose, un altro mondo, un universo parallelo! È il corso di cucina di ADF.

Innanzitutto non c’è nessuno studio televisivo, niente vip, niente luci né trucco e parrucco, ma solo (scusate se è poco) una vietta quasi invisibile nel centro di Milano, difficile da trovare anche per Google Maps, e subito appena giri l’angolo e l’occhio ti si posa su questo vicoletto lungo e stretto e tutto pieno di verde ti sembra di essere dentro una di quelle storie fatate e ti aspetti che da un momento all’altro venga fuori un folletto con il cappello rosso a farti un saluto.

Poi vedi un citofono e quindi no, non sei in una storia fatata, sei nel mondo reale, ma in una dimensione che senza dubbio qualcosa di magico ce l’ha.

Suono e mi risponde la voce squillante di Martina, la padrona di casa, salgo e mi accoglie in una casa spaziale, con panorama spaziale sulla città – Milano – ma con una cucina invece tutto sommato normale, solo molto più organizzata della media (della mia sicuramente), anche un filo più attrezzata, ma soprattutto piena di fantasia e di entusiasmo.

Esattamente gli ingredienti che mancano a me, e immagino a molte dagli scambi che ho con le amiche, tutte le volte che apro il frigo e mi dico: e ora?

Non viene mai fuori nessun maghetto a dirmi prendi questo, quello e quell’altro, metti insieme, sbatti, mescola fai così e cosà e viene fuori un piatto magnifico e soprattutto buonissimo.

Il frigo di Martina invece trabocca, anzi esplode, tanto che molte cose stanno sul terrazzino perché non ci stanno, e lei ha tutto sotto controllo, è una cosa che mi stupisce sempre delle persone brave in cucina, hanno sempre in testa l’inventario di tutto quel che c’è in casa mentre io fatico a ricordarmi se ho il latte. Ma c’è una speranza per tutti, mi dico.

Comunque partiamo, le ricette hanno dei nomi molto interessanti: si tratta di antipasti, Martina ci rassicura che si tratta di cose facili (forse le nostre facce tradiscono qualcosa?), veloci e di grande impatto – non ci credo, confesso, per chi cucina con gli occhi chiusi è facile ciò che per noi basici è almeno al quarto livello di difficoltà.

Ma lei è così dolce, così competente, anche così tranquilla che finisco per crederci, e con me anche le altre partecipanti.

E poi la casa di Martina è piena di quadri alle pareti, tanti, diversi, particolari, e si è talmente circondati di bellezza che si è per forza invogliati a fare qualcosa di bello.

Martina è di Bologna e ha conosciuto fin da piccolissima la cucina: una delle prime cose che ha imparato è stato a tirare la sfoglia. Insegnante: la nonna.

Così cucinare, per sé e per gli altri, tanti o pochi che siano, e cucinare davvero bene, è diventato per lei non solo una passione, ma uno stile di vita, un’ancora di salvezza nei momenti difficili, un modo tutto suo per stare con gli altri e per dimostrare loro il suo affetto.

Quindi no, niente Masterchef, qui nella cucina di Martina il clima è molto rilassato, si cucina (lei pere lo più, noi la osserviamo tra lo stupefatto e il curioso), si chiacchiera, si condividono conoscenze ed esperienze, si svelano segreti e piccoli trucchi.

E si preparano gli antipasti previsti: Anello di verdure con salsa di zenzero e pane tostato, mousse di mortadella, insalata di scampi e pompelmo, tartare di tonno con salsa mediterranea, crema di cannellini e calamaretti.

Ora, non è che posso qui spoilerare tutto del corso, ma capisco che a questo punto un po’ di acquolina in bocca vi sarà venuta, quindi delle cinque – fantastiche – ricette che abbiamo preparato con Martina, vi svelo quella più emiliana: la mousse di mortadella. Strafacile, strabuona, di grande effetto. E anche: straeconomica.

Ingredienti:
300 gr di mortadella
100 ml di panna fresca leggermente montata
2 cucchiai di Marsala
2 fogli di gelatina

Procedimento:
preparare la gelatina: immergere 2 fogli di gelatina in acqua fredda per 10-15 minuti. Una volta ammorbiditi farli sciogliere in acqua calda. Lasciare raffreddare.
Montare leggermente la panna.
Tritare la mortadella fino a che si ottiene un composto molto fine.
Trasferire il composto di mortadella in una ciotola. Aggiungere alla mortadella poco alla volta la gelatina intanto raffreddata ma ancora liquida facendo in modo che si amalgami alla perfezione e due cucchiai di Marsala.
Aggiungere al composto la panna semi-montata facendo molta attenzione a non sgonfiarla. Si deve ottenere una spuma leggera.
Livellare il composto con una spatola e farlo rassodare in frigo per un’ora.
Servire la mousse con crostini caldi.

Naturalmente quello che non si dice, perché chi ne sa, sa, è che i crostini vanno serviti caldi, così la mousse che è stata nel frigo poi la spalmi sopra e si scalda un pochino; i crostini sono delle fettine di pan carrè tutto bianco, tagliato a triangolini (insomma, anche l’occhio vuole la sua parte!). E che la mousse andrebbe riposta non nella terrina becera di plastica, ma in una bella ciotola di ceramica, possibilmente di un colore che si sposi bene con il rosa della mortadella (vedi sopra).

E che dire della panna semi-montata? Alzi la mano chi sa cosa vuol dire! Eh, beh, cari miei, lì ci vuole l’occhio…

Volano le tre ore che passiamo in cucina ad affettare, sminuzzare, mescolare, tritare, rosolare, cuocere al vapore, con la cuoca che passa da una preparazione all’altra con grande efficienza.

Poi finalmente, e qui confesso la fame che mi stava attanagliando, ci sediamo a tavola ad assaggiare quello che abbiamo preparato, in una stanza meravigliosa con un panorama eccezionale, che vale già da sé solo la serata.

Così quando cominciamo a mangiare gli occhi sono pieni della bellezza che vediamo, nei nostri piatti e fuori dalla finestra, il naso è pieno dei profumi dei piatti, il palato assapora dei gusti speciali e, vi dirò, anche il cuore sprizza di gioia nel godere di tanta generosità.

E quindi: cosa aspettate? Questa è stata la prima lezione ma ce ne sono ancora molte altre! E ci sono ancora pochissimi posti disponibili.

Lavinia Basso

Autore: Lavinia Basso

Scrivo per passione da quando ne sono capace, di me e degli altri. Ho lavorato attorno ai testi negli ultimi 9 anni, poi l’editoria pura mi ha stancato e ho cercato nuove strade. Le ho trovate frequentando il Master in coaching e chiedendomi (o forse: ricordandomi) cosa mi piace davvero. Ora ascolto le storie degli altri, le rielaboro, e poi le scrivo, e aiuto le persone e le organizzazioni a raccontare chi sono, cosa fanno e come lo fanno.

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