La creatività in 4 libri e 2 video

Mancano poche ore all’inizio di un weekend che per molti sarà “lungo”. Se siete tra i fortunati che faranno il ponte e che saranno a casa dal lavoro fino a martedì, come pensate di passare questi 4 giorni? Personalmente non vedo l’ora di passare 4 giorni in pigiama a leggere e studiare, perché “ho messo da parte” una serie di libri e di articoli che mi voglio godere in sanata pace. Come vi abbiamo raccontato nella nostra ultima newsletter, il mese di novembre in Accademia della Felicità sarà dedicato a creatività e talento. Quindi ai piedi del mio letto c’è una pila di libri (alcuni li ho già letti, altri sono nuovi) da cui voglio trarre ispirazione.

Ho pensato quindi di approfittare dello spazio del venerdì sul blog di ADF, dedicato alla cultura, per segnalarvi una serie di risorse su creatività e talento. Così se non avevate programmi per questo weekend, ora avete qualche suggerimento in più! Il pigiama non è obbligatorio, ma un té o una cioccolata calda secondo me aiutano…

Ecco quindi un elenco di 4 libri e 2 video per conoscere meglio (ed esercitare) la creatività.

La via dell’artista. Come ascoltare e far crescere l’artista che è in noi di Julia Cameron (Longanesi). Questo libro è un po’ un “classico” in Accademia della Felicità. Se avete seguito il Master in Coaching o qualche altro corso in ADF è probabile che lo abbiate sentito nominare. Perché è un libro davvero utile e trasversale. Non pensate infatti che sia dedicato solo a chi è un artista in senso stresso (un pittore, un regista, un musicista…) o a chi lo vuole diventare. La via dell’artista parte infatti chiarendo che l’espressione artistica non è qualcosa di artificiale o d’innato, bensì la naturale direzione della vita di ognuno. Proprio così, di ciascuno di noi. L’autrice ha tracciato un vero e proprio percorso in 12 settimane (una per ciascun capitolo del libro, durante il quale è possibile imparare come diventare artisti, superando i blocchi psicologici e pratici. Si tratta di un libro che richiede impegno e che non va solo letto. Infatti ogni capitolo è arricchito di diversi esercizi. Ma non spaventatevi! Il percorso inizialmente era un retreat di 12 settimane durante le quali si lavorava esclusivamente sulla propria creatività. Non c’è da stupirsi quindi se gli esercizi sono tanti e se richiedono tempo. Potete anche decidere di impiegare più di una settimana a capitolo, ma se farete gli esercizi come suggerito dall’autrice, vedrete sicuramente dei risultati sorprendenti. Va bene per chi vuole guardare dentro di sé e riportare alla luce le proprie doti creative, per avere una vita più piena ed appagante.

Minuti Scritti di Annamaria Testa (Rizzoli Etas). Questo libro propone un percorso che comincia prima dell’atto di scrivere e aiuta a mettere a fuoco capacità indispensabili, oltre che nel progetto e nella pratica della scrittura, in ogni processo che abbia una componente creativa. Annamaria Testa è una certezza, e in questo volume troverete 12 esercizi (buffo che questo numero ritorni anche in questo libro, no?) pensati ciascuno per sviluppare una competenza. Si tratta di un viaggio che insegna a visualizzare, osservare, guardare oltre, combinare, tracciare, aggiustare, intrecciare, strutturare. Le note dell’autrice commentano ogni esercizio intrecciando osservazioni di metodo, storie curiose e suggerimenti utili a scrivere meglio e a governare i processi mentali propri dello scrivere. Il bello è che la pretesa non è quella di insegnare la scrittura creativa, ma di invitare a sperimentarla, scoprendo risorse di osservazione, creatività e invenzione che, forse, non si sapeva di avere. Sul sito di Annamaria Testa (che vi consiglio di consultare perché ricco di risorse sulla creatività) trovate anche l’anteprima dei primi due capitoli, scaricabile gratuitamente.

La trappola del talento di Geoff Colvin (Rizzoli).
Lo ammetto, non l’ho letto ma mi riprometto di farlo perché mi interessano gli esempi pratici di chi è riuscito a eccellere nel proprio campo, magari pensando all’inizio di “non esserci portato”. Insomma, mi piacciono le storie di persone che si sentono degli “sfigati” e che poi ce la fanno! In questo caso l’autore parta del talento (e della creatività) non come un dono divino con il quale si nasce, bensì come frutto di un allenamento costante e continuo secondo determinate metodiche, ben codificate e ben programmate. E a supporto della sua teoria racconta le storie di sportivi, musicisti, scacchisti, manager (ma non solo) di successo.

Ruba come un artista di Austin Kleon (Avallardi). Austin Kleon dovrebbe riconoscermi una percentuale sulla vendita dei suoi libri in Italia perché lo cito spessissimo. Cosa volete, il ragazzo ci sa fare. Questo libro intanto è bello da vedere perché ricco di disegni e di grafiche. Semplici, ma molto efficaci. E poi fornisce tanti suggerimenti da applicare nella vita quotidiana per allenare la propria creatività. L’autore racconta come la creatività nasca dalla normalità,e come si possa trovare ispirazione seguendo e copiando il lavoro degli altri. Attenzione che non si tratta di una mera copia e di una “appropriazione indebita”. Ma proprio di una pratica che si basa prima di tutto sul rispetto e l’ammirazione per il lavoro altrui. Lo leggerete tutto d’un fiato, e ci troverete un sacco di spunti interessanti. Ve lo garantisco.

Tra un libro e l’altro, per distrarvi, potete anche guardare un paio di video.

How to build your creative confidence di David Kelley. In inglese, ma tranquilli: ci sono i sottotitoli in italiano. David Kelley è il fondatore di Ideo, una società di innovazione e design, ed è anche fondatore dell’ Hasso Plattner Institute of Design di Stanford (conosciuto come d.school). In questo video racconta della rinuncia alla creatività, di come spesso inizi da piccoli per la paura di essere giudicati, e si trascini in età adulta. Suggerisce che la creatività non è il dominio esclusivo di pochi eletti e racconta alcune storie traendo spunto dalla sua carriera nel design e dalla sua vita personale, offrendo alcuni modi per costruire la fiducia creativa.

NON seguire la tua Passione di Marco Montemagno. Imprenditore e coach, ha uno stile leggero e divertente, ma questo non significa che non trasmetta contenuti importanti. Mi è piaciuto questo video perché dice una cosa che ritengo molto vera. “Il problema è che da quando Steve Jobs ha fatto tutta una serie di grandi discorsi sul seguire la propria passione, tutti gli siamo andati dietro un po’ come dei pecoroni… Gary Vaynerchuk ci ha fatto un libro “Crush it” e tutti: sì, devi seguire la tua passione per avere successo nella vita e nel lavoro. E non è vero [censura perché qui dice una parolaccia]. Infatti, se Steve Jobs avesse davvero seguito la propria passione, avrebbe fatto il monaco buddista. Lui era appassionato di Oriente, misticismo e poi ha fatto Apple, faceva computer. Non bisogna seguire quello che diceva Steve Jobs ma quello cha ha fatto Steve Jobs. E quello che Steve Jobs ha fatto è stato seguire le proprie competenze”. Non aggiungo altro.

Buona lettura, buona visione e… buon weekend!

Micaela

Autore: Micaela Terzi

Responsabile comunicazione di ADF, giornalista, esperta di comunicazione, imprenditrice seriale, startupper in tempi meno sospetti di questi sono introversa, riflessiva, pazza per la cancelleria e per i viaggi. Sto studiando al Master in Coaching di ADF per far diventare la mia passione per la formazione e per la trasformazione delle vite e dei progetti degli altri un lavoro.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *