Introversi in coppia

Terzo articolo sul misterioso mondo degli introversi, penso anche l’ultimo. Anche perché tocchiamo un argomentino leggero leggero, gli introversi e la vita di coppia.

Se la coppia è formata da due introversi ci saranno giornate di silenzio monacale, festività e party che si possono tenere nello sgabuzzino, ma sicuramente nessuno dei due si lamenterà o si sentirà soffocato da questo. (poi magari ci saranno altri problemi ma oggi trattiamo solo di introversione/estroversione).

Se la coppia è formata da un introverso ed una estroversa, (metto maschile e femminile perché mi viene più facile), le cose possono essere più complicate.

Sicuramente nella vita di coppia possono completarsi a vicenda, uno ascolta, l’altra parla, uno riflette e l’altra agisce. L’estroversa vede l’introverso come un punto fermo, una sicurezza viceversa l’introverso vede la vitalità, la felicità. L’introverso senza l’estroversa a volte si dimenticherebbe di uscire da casa mentre l’estroversa senza l’introverso si sentirebbe sola.

Ma se tirano in direzioni opposte possono sorgere problemi.

Le socialità dei due tipi sono differenti, non è vero che uno è sociale e l’altro asociale, è solo una differenza di approccio. Ambedue possono essere persone gradevoli con cui la gente ha piacere di stare, ma mentre gli estroversi amano la compagnia di molte persone e riescono a comunicare con tutti, gli introversi amano i piccoli gruppi e le conversazioni a due, bramano momenti di pausa e mettono al centro della loro vita sociale il partner.

Se un introverso alla domanda “Andiamo a ballare stasera o alla cena di Tristano” vi risponde “Come vuoi tu” non è che non gli interessa, non gli piace o ha altro da fare, è semplicemente che le due attività hanno la stessa attrattiva e voi estroversi siete il suo punto di riferimento sociale.

Per gli estroversi può essere difficile comprendere quanto gli introversi abbiano bisogno di ricaricarsi dopo una giornata dove per lavoro hanno socializzato molto. La stanchezza, la mancanza di sonno sono facilmente comprensibili, la sovra stimolazione sociale non è facile da associare alla stanchezza.

Percui scene del tipo pub affollato introverso seduto con la sua bella birra che ascolta la musica in solitario scambiando due parole se qualcuno si avvicina mentre l’estroversa chiacchiera con amici, semplici conoscenti, baristi, sconosciuti, animali da compagnia, muri sono del tutto normali.

Di contro è difficile per gli introversi capire quanto possa ferire il proprio silenzio. Da qui la sequela di domande che a noi introversi sembrano incomprensibili, “Che hai?, Non ti trovi bene ?, Non stai Bene?, Ce l’hai con me?, Vuoi Andare a casa? E’ successo qualcosa?, Ho fatto qualcosa di male ? Sei Stronzo?” e via cosi.

Quando gli introversi restano in silenzio, non interagiscono ad una festa, non socializzano non stanno dimostrando mancanza di energia o mancanza di buona volontà, ma stanno solo facendo ciò per cui sono portati a fare per costituzione.

Se invitate un introverso ad una grigliata di 50 persone dove non conosce nessuno, o conosce poca gente, dove si parla del più e del meno, con urla, gavettoni e cantate tutti assieme, o volete mollarlo, o volete testare il suo interesse nei vostri confronti, o volete vedere quanto alcool regge oppure volete portarlo lentamente a una morte orrenda.

Per festeggiare il mio terzo post leggibile vi propongo la First solitary playlist for introverts, e se siete alla grigliata usate le cuffie.

 

Autore: Marco Bonora

Introverso, ingombrante, risvegliato a 40anni da coma lavorativo cerca disperatamente persone appassionate di qualsiasi cosa. Offro ironia caustica, soluzione problemi, creatività, cucina gourmande e musica indie/alternative. Astenersi perditempo