Imperfetto è reale

La perfezione è un’illusione da cui difficilmente riusciamo ad essere immuni.

Bombardati da messaggi pubblicitari, influenzati dal confronto con gli altri, nel desiderio di una continua approvazione, è un attimo ritrovarsi ad avere come obiettivo un corpo, una carriera, una vita senza eguali.

Il risultato è inevitabile: la pressione che ci infliggiamo nell’applicare la combinazione “standard troppo elevati + un’autovalutazione senza pietà” finisce per sopraffarci.
Viviamo in un mondo vulnerabile. Ed uno dei modi con cui lo affrontiamo è rendere la vulnerabilità insensibile” afferma la ricercatrice statunitense Brené Brown, autrice di uno dei saggi più famosi proprio sul tema dell’imperfezione.

Accettarsi non significa rassegnarci, sarebbe come dire che pensare in grande e porsi traguardi ambiziosi sia il male.

Quello che fa la differenza è il modo in cui cerchiamo di raggiungerli questi traguardi, una volta prefissi: relazionandoci con noi stessi e riconoscendo le nostre paure e insicurezze come parte della nostra identità.

Di aprirsi alla conoscenza di sé, con curiosità e senza giudizio, di fare un passo indietro quando qualcosa non funziona, di guardare le scelte fatte e anche i nostri errori in una nuova prospettiva: di questo parlano i libri scelti questo mese; una proposta che sfata il mito della perfezione per dare spazio alla versione migliore di noi stessi, liberi di vivere il viaggio della storia che creiamo.

IMPERFETTA / Andrea Dorfman (Einaudi Ragazzi)

Come ci si sente nei propri panni e quanto conta lo sguardo degli altri?

Imperfetta è una storia di amore e imperfezione. Parla di crescita, di autostima, di vulnerabilità, dell’essere e dell’apparire, di accettazione della propria unicità. Anche se pubblicato da Einaudi Ragazzi, Imperfetta è una graphic novel commovente, davvero per tutti, che utilizza parole, immagini e colore per affrontare tematiche valide ad ogni età con grande profondità.

La storia viene rappresentata inizialmente, nel 2010, come film in time-lapse prodotto dal National Board of Canada (Flawed, visibile qui), e diviene poi libro, ripresa ed espansa in alcune parti, pur mantenendo temi e personaggi identici.
E’ un racconto autobiografico, quello dell’autrice Andrea, e dell’incontro con Dave, il suo fidanzato. Quando scatta l’amore, al problema dei 1760 chilometri che li separano, si aggiunge il fatto che Dave fa il chirurgo plastico.

Aprirsi alla vulnerabilità

Andrea ha un naso importante, e con il suo nasone ha un rapporto sofferto, soprattutto dall’adolescenza: dà la colpa alla chirurgia estetica, alla società, alla pubblicità d’averla convinta che possa esistere un naso giusto e di farla sentire inadeguata.
Il primo atto di coraggio tra i due è di raccontarsi attraverso delle cartoline, e di superare così la distanza; il secondo atto di coraggio sarà quello di mostrarsi vulnerabili.

Andrea decide di raccontare in una cartolina speciale “la storia del suo difetto” e propone a Dave di scrivere allo stesso tempo qualcosa che ha paura di raccontarle. Svelandosi l’un con l’altro si conosceranno e allo stesso tempo conosceranno se stessi, accettando ciò che rende diverso ognuno di noi. Aprendosi al rispetto della propria unicità e di quella dell’altro, lasceranno libero spazio all’amore.

IL NOSTRO MOMENTO IMPERFETTO / Federica Bosco (Garzanti)

Cosa accade quando un colpo di vento fa crollare d’un tratto le certezze di una vita che credevamo di avere sotto controllo?
Alessandra, la protagonista di questo romanzo, ha 45 anni, ed ha una vita tranquilla e stabile.

Per una madre ingombrante, la cui frase preferita è “te l’avevo detto”, e per un padre psicologo che fa l’impossibile per evitare i conflitti, è la figlia affidabile e coscienziosa. Da lei non si accettano scivolate ed errori, appannaggio esclusivo dell’altra figliola, caotica e disorganizzata.

Alessandra pensa a sé come ad una brava persona, perché crede fermamente che “alle brave persone le cose brutte non possano accadere”. Malattie e lutti certo non sono controllabili, ma secondo la sua convinzione, certezze, promesse, i per sempre e l’amicizia vera invece sì, possono rimanere per sempre intatti non giocando d’azzardo con i sentimenti e continuando retti e fedeli nei propri binari.

Abbandonare il controllo

Certa di essersi guadagnata a diritto l’immunità dalle bassezze del mondo non dando problemi e facendo sempre quello che ci si aspetta da lei, un giorno si ritrova a dover fare i conti con i propri punti di riferimento, che saltano improvvisamente come birilli impazziti.
Seguendo le uniche regole che conosce, che fino a quel momento hanno funzionato, Alessandra arranca nel cercare di riprendere e tenere questi birilli che scappano in aria. E nel momento secondo lei meno perfetto in cui le cose devono succedere, arriva l’amore.

Il tempo che passa, il bilancio di ciò che ha costruito: volente o nolente, Alessandra dovrà fare i conti con il proprio senso di fallimento. Ma solo quando comprenderà che le nostre esistenze sono generate da una combinazione casuale di eventi e le garanzie che le cose vadano bene non ce ne sono, prenderà il coraggio per provarci comunque.

Accettando di poter essere abbastanza, grata agli errori commessi e aprendosi a tutto quello che potrà arrivare, combinerà ogni ingrediente facendo del suo meglio per creare un piatto unico ed eccezionale, da assaporare a pieno.

LA TRILOGIA DEL LIMITE / Suzy Lee (Corraini)

Cosa succede quando l’imperfezione viene integrata all’interno di una storia? Parte da questa considerazione Suzy Lee, verso una progettualità che precede e accompagna i suoi albi illustrati e che viene esposta ne La Trilogia del limite.
Autrice e illustratrice di libri amati da lettori di tutte le età, Lee spiega, in questo testo, l’idea comune che lega tre delle sue opere – Mirror, L’onda e Ombra – dando vita a un racconto che diventa illuminante per capire il lavoro dietro a un albo illustrato.

L’idea nasce da un’email che l’autrice riceve dopo la pubblicazione de L’onda: un libraio le scrive esprimendo il suo disorientamento riguardo una doppia pagina, nella quale sembra che manchino parti del disegno perché non corrispondenti tra uno spazio e l’altro.

Esiste una regola non scritta nell’editoria, che afferma che l’autore di libri illustrati dovrebbe evitare di disegnare al centro della doppia pagina per non ostacolare la lettura

Lee ci dice che questa regola nella sua trilogia viene deliberatamente ignorata, e quello che per convenzione risulta un limite – la rilegatura centrale, l’orientamento verticale o orizzontale, l’inversione sopra/sotto – diventa in questo modo risorsa, parte della storia, parte dell’esperienza di lettura.
Così come tutte le componenti fisiche concorrono a costituire la storia, anche il lettore diventa protagonista.

La bellezza nell’imperfezione

Nelle opere di Lee, lo troviamo spesso rappresentato con mano o pollice nell’atto di sorreggere o sfogliare il libro, ed è impossibile non pensare a quelle foto imperfette che tutti abbiamo scattato mettendo per sbaglio il dito messo davanti all’obiettivo. Qui il libro e la sua storia sono animati dal lettore che, manovrandone le pagine, entra a far parte del processo creativo.

Goditi tutti gli aspetti che il tuo disegno può offrirti e non essere troppo deluso dall’imperfezione”, proprio come riescono a far bene i bambini.

L’autrice ci esorta, nella lettura e nella vita, a scoprire l’inaspettato e a lasciarci sorprendere dalla storia che creiamo.

Anna è una coach affermata che ha trasformato la sua vita grazie al percorso svolto con il Master in Coaching. Se sei interessato anche tu a vivere un’esperienza intensa come quella di Anna, sono aperte le iscrizioni alla prossima edizione del Master in Coaching di Accademia della Felicità, dai un’occhiata qui

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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