Il potere dei fiori

Sono figlia di un pollice verde e di un pollice nero: mio padre trascorreva giornate intere in terrazzo in compagnia di centinaia di piante grasse, mia madre, invece, era capace di far rinsecchire persino un fiore finto. Non appassionandomi a terricci e potature e non capendo le preoccupazioni che a ogni perturbazione meteorologica incupivano il genitore, ho finito per credere di aver ereditato l’insensibilità materna nei confronti del mondo vegetale. Almeno fino a quando, in età adulta, mi sono trasferita in una casa con giardino. No, non sono diventata una giardiniera provetta, ma godo moltissimo di quello spazio verde che diventa un luogo dove leggere, ma anche dove perdersi a fare nulla, dove ritemprarsi la domenica, dove pulire la mente anche solo ammirandolo dalla finestra. Ho bisogno di fiori e di piante anche in casa, perché la rendono immediatamente allegra e intima allo stesso tempo. Fiori e piante sono un ottimo antidoto alla malinconia e prendersene cura dona autostima, insegna a respirare la pace dell’attesa, a concentrarci sul momento e anche, e soprattutto, ad abbandonarsi all’imprevisto perché non tutto può essere controllato. Persino sfogliare libri che parlano di verde e giardini può aiutare a rallentare e a beneficiare della loro meraviglia attivando l’immaginazione, rendendoci grati di tanta bellezza. “Possedete una biblioteca e un giardino, avrete tutto ciò che vi serve”: Cicerone, come darti torto?

IL GIARDINO DI ELIZABETH – Elizabeth Von Arnim (Bollati Boringhieri/Fazi)

La ristampa dei romanzi di Elizabeth von Arnim con copertine piene di colori ha sicuramente contribuito a far scoprire a molti un’autrice di fine Ottocento che però conquista per il suo stile e sbalordisce per la sua modernità. Il giardino di Elizabeth è il suo primo romanzo, una specie di diario autobiografico. La protagonista si trasferisce in una sorta di esilio volontario nell’ex convento disabitato di proprietà del marito, in Pomerania, in fuga dalla vita di città, lontana dai conformismi dell’aristocrazia prussiana, cui doveva sottostare. Nell’immenso giardino della tenuta, Elizabeth trascorre ore di felicità assoluta, perdendosi nella quiete, godendo a pieno lo stare in mezzo ai colori, ai profumi e ai rumori della natura intorno a sé. Le pagine scorrono insieme al tempo e alla sempre maggior consapevolezza di questa donna. Aristocratica, certo, ma sprezzante delle convenzioni che vogliono le signore compiacenti e aderenti alle regole della società del tempo. La bellezza che circonda Elizabeth si trasforma in confidenza e amore autentico per se stessa. Nella campagna si sente a proprio agio e si permette di essere pienamente felice, decidendo come vivere attraverso le proprie decisioni. Delicato e rilassante, è un libro che trasmette gratitudine per l’immersione in quest’oasi magica che, generosamente, l’autrice condivide con chi legge.

IL GIARDINO DI VIRGINIA WOOLF. LA STORIA DEL GIARDINO DI  MONK’S HOUSE – Caroline Zoob (L’Ippocampo)

Anche questa storia parte da una fuga dalla città: chi scappa dal caos londinese sono i coniugi Leonard e Virginia Woolf. È il 1919 e acquistano all’asta, per 700 sterline, Monk’s House, nel Sussex, che diventerà la loro casa di campagna. Pieni di entusiasmo e passione pur non essendo provetti giardinieri, Leonard e Virginia prendono possesso della nuova casa con orto, frutteto e vastissimo terreno che trasformeranno in un parco spettacolare pieno di fiori, che diverrà spesso fonte di ispirazione per la scrittrice. Questo posto da sogno, il cui giardino viene curato e riorganizzato da Leonard Woolf anche dopo la morte della moglie, ha continuato a essere mantenuto in vita grazie all’amministrazione del National Trust – ente britannico simile al FAI. Questa associazione infatti lo affitta, chiedendo agli occupanti di curarne casa e verde annesso con rispetto per la storia e le persone che li hanno preceduti, e con l’impegno di aprirli al pubblico alcuni giorni all’anno. La storia di Monks House e del suo parco è oggi raccontata in questo libro da Caroline Zoob che, insieme al marito, ha avuto per dieci anni il privilegio di poterci abitare e quindi di prendersene cura. Il racconto di Zoob è accompagnato non solo dalle parole della Woolf ma anche dalle fotografie d’epoca e da quelle moderne di Caroline Arber. Ne viene raccontata l’evoluzione dal 1919 a oggi: sette capitoli che descrivono la trasformazione del giardino e dei suoi proprietari. Se avete sempre cercato di immaginare come poteva essere la “stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, qui avete l’occasione di vederla concretamente: uno studio in mezzo al verde, appartato nell’angolo di un frutteto. Un libro dove perdersi nella “gioia pura del giardino”, quella che la scrittrice inglese chiamava proprio “felicità”.

GUARDA E COLTIVA – Tina Davis (Corraini Edizioni)

“Un libro di giardinaggio anche per bambini” si legge in copertina, e in effetti questo volume è un libro per far lavorare insieme grandi e piccini, per imparare a coltivare una pianta come si può coltivare un sogno: con pazienza, cura, protezione, sostegno e nutrimento. Offre le basi della biologia vegetale, insegnando l’importanza delle piante (“mentre le piante possono esistere anche senza gli animali, gli animali senza le piante morirebbero”) e il ruolo di luce, acqua e aria nel loro sviluppo. Le illustrazioni sono originali vintage degli Anni ’20 agli Anni ’60, deliziose e davvero un punto di forza di questo libro. Pagina dopo pagina viene proposta una sorta di calendario del giardinaggio con spazio per le note e tutta una serie di attività legate alle feste e ai cambiamenti stagionali: dal creare un giardino in un guscio d’uovo in aprile, al pot-pourri d’estate, allo stampare con le foglie in autunno. Le istruzioni semplici ma precise faranno venire voglia anche a chi a scuola ha sempre saltato gli esperimenti di botanica di prendere i semi dalla dispensa e metterli a germogliare nel cotone idrofilo imbevuto d’acqua.

Se sei appassionato di piante e del mondo vegetale in generale, non perderti il workshop Percorsi di consapevolezza attraverso il mondo vegetale: piante e gratitudine, che si terrà sabato 21 aprile in AdF. Per iscriverti e per tutte le informazioni utili visita la pagina dell’evento.

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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