Gli esercizi e la scrittura nel coaching

Quando ci si affida un coach, una delle prime cose con cui si deve fare i conti sono gli esercizi. Il percorso che si decide di affrontare, infatti, non è caratterizzato solo dalle sessioni one-to-one, ma anche (e soprattutto) da un grande lavoro in autonomia. Fatto di “compiti a casa” e di tanta scrittura. Scrittura non intesa come tecnica narrativa in generale, ma come strumento di conoscenza di sé.

Nel coaching si co-crea una relazione che ci aiuta a fissare i nostri obiettivi e a determinare il piano di azione che ci porterà a realizzarli. Ma per farlo è necessario anche lavorare in autonomia su di sé, e imparare a creare il proprio linguaggio interiore. Questa consapevolezza viene attivata grazie a una serie di stimoli a riflettere su di sé, per capire meglio la direzione da prendere e il viaggio da intraprendere per raggiungere i propri obiettivi. Ed è proprio la scrittura a mano che facilita questa “auto-conoscenza”.

C’è una grossa differenza tra fare gli esercizi scrivendo a mano o scrivendo a computer. E la prima soluzione è da prediligere per una serie di motivi (che sono supportati anche da ricerche scientifiche). Vediamo quali sono i vantaggi di usare carta e penna per fare i propri esercizi di coaching.

  1. Scrivere a mano allena la memoria – fare gli esercizi con carta e penna ci permette di attivare la cosiddetta “integrazione multisensoriale”: il nostro sguardo è puntato sulla nostra mano che guida la penna sul foglio. Quindi in un colpo solo mettiamo insieme stimoli di tipo diverso (tatto, vista, ma anche udito e stimoli di tipo motorio; a volte anche olfatto) e questo migliora la qualità dei nostri ricordi. Quando invece scriviamo a computer la nostra mano scorre sulla tastiere ma il nostro sguardo è rivolto al monitor. Creando una divergenza di stimoli, che non facilita la memorizzazione.
  2. Scrivere a mano ci fa concentrare – sicuramente è molto più veloce scrivere a computer, ma non è detto che questo sia un valore quando si tratta di esercizi di coaching. La lentezza con cui scriviamo a mano facilita la concentrazione, e ci permette di entrare in connessione con i nostri pensieri più profondi. Senza fretta, ma andando a ricercare le cose più importanti e selezionando con cura quello che vogliamo dire. La qualità degli esercizi ne giova senza alcun dubbio.
  3. Scrivere a mano ci aiuta a migliorarci – il correttore ortografico ci impigrisce, mentre scrivere a mano ci costringe a prestare maggiore attenzione non solo a quello che scriviamo, ma anche a come lo facciamo. Si tratta di un allenamento che migliora il nostro modo di scrivere e stimola la nostra attenzione.
  4. Scrivere a mano ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi – secondo diversi studi scrivere a mano un elenco di obiettivi ci permette di raggiungerli più facilmente. L’atto della scrittura a mano rafforza la concentrazione e stimola il pensiero a trovare nuove soluzioni. In questo modo, quando ci poniamo un obiettivo, scriverlo a mano è già un esercizio per iniziare a pensare al piano d’azione che ci permetterà di raggiungerlo.
  5. Scrivere a mano allevia lo stress – quando “gettiamo” i nostri pensieri su carta riusciamo a rendere meno pesanti quelli negativi. Vederli nero su bianco, infatti, ci aiuta a essere più obiettivi (e a volte anche indulgenti con noi stessi). Diversi studi dimostrano che scrivere a mano, e in particolare tenere un diario quotidiano, è un antidoto molto efficace per combattere lo stress, l’ansia e i disturbi di origine depressiva.

Infine scrivere a mano stimola la nostra creatività perché ci fa entrare in una più profonda connessione con noi stessi. Questo è fondamentale nel coaching perché è un percorso di cambiamento. Partiamo da una situazione iniziale in cui abbiamo un problema da risolvere (vogliamo trovare un nuovo lavoro, sentiamo di avere poca autostima, vogliamo migliorare le nostre relazioni, vogliamo metterci in proprio perché il nostro lavoro non ci soddisfa più…). E trovare soluzioni creative è fondamentale per innescare il cambiamento e aiutarci a “costruire” la migliore versione possibile di noi stessi (o del nostro lavoro, o del nostro business o delle nostre relazioni).

In Accademia della Felicità non solo utilizziamo la scrittura negli esercizi di coaching, ma ti insegniamo anche come praticarla al meglio. A febbraio riproporremo una nuova edizione del workshop “Questo non è un corso di scrittura creativa”, durante il quale potrai scrivere tanto e scoprire tutti i vantaggi di questa pratica. Le iscrizioni sono aperte sul nostro sito.

Micaela

Autore: Micaela Terzi

Responsabile comunicazione di ADF, giornalista, esperta di comunicazione, imprenditrice seriale, startupper in tempi meno sospetti di questi sono introversa, riflessiva, pazza per la cancelleria e per i viaggi. Sto studiando al Master in Coaching di ADF per far diventare la mia passione per la formazione e per la trasformazione delle vite e dei progetti degli altri un lavoro.

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