Felici si nasce o si diventa? Parte seconda

Nel mio primo articolo sulla Felicità ho voluto condividere gli errori che ho commesso quando ho dovuto affrontare alcuni momenti difficili della mia vita. Il sistema di difesa che avevo concepito per proteggermi dal mondo, si è rivelato un fallimento su tutta la linea: non mi ha preservato da dispiaceri e delusioni, anzi, mi ha impedito di godere a pieno delle cose piacevoli e appaganti che mi sarebbero capitate; in breve ha ostacolato la mia felicità.

È irrealistico pensare che una volta che abbiamo trovato il nostro metodo per essere felici, saremo immuni per sempre dall’infelicità. Purtroppo i dolori e le situazioni difficili esistono e fanno parte della vita, dobbiamo imparare ad accettarli in quanto inevitabili e prepararci ad affrontarli, non eluderli. Più cerchiamo di allontanare o scacciare le emozioni negative, più si rinforzeranno. Quello che possiamo fare però è limitare i momenti di sofferenza, utilizzando prima di tutto le nostre risorse e anche gli strumenti che la ricerca e la scienza ci hanno messo a disposizione.

Un altro sbaglio che sistematicamente commettiamo è confondere il piacere con la felicità, pensiamo che accontentare ogni nostro bisogno ci renda felici. La verità è che quella sensazione che proviamo nel momento esatto in cui soddisfiamo il nostro bisogno è di forte appagamento , ma l’inganno è proprio legato alla durata di questa emozione, quando finisce l’effetto, ci troviamo al punto di partenza e dobbiamo soddisfare un nuovo desiderio per provare di nuovo la stessa sensazione.

Non possiamo vivere senza il piacere, ma dobbiamo cercare di sfruttarlo come mezzo, non esserne dipendenti.

Studi recenti hanno stabilito che la Felicità dipende da tre fattori:

  1. Il 50% dai nostri geni: DNA, ormoni, neurotrasmettitori, tutto ciò che ci tramandano i nostri genitori alla nascita e sui quali non abbiamo margine di azione. Forse in un futuro non troppo lontano la scienza ci permetterà di farci un ritocchino, ma per ora possiamo solo adattarci e conviverci;
  2. Il 10% circa dipende da fattori esterni: lavoro, denaro, status, aspetto fisico e anche le persone con cui ci confrontiamo ogni giorno. La percentuale è decisamente bassa se pensiamo a quanto importanza diamo a queste cose. Facciamo spesso l’errore di pensare che la nostra felicità sia in qualche modo legata alle circostanze esterne e questo ci condiziona in ogni momento della vita, ci facciamo trascinare dagli eventi, invece di essere noi a condurli.
  3. Il 40% rimanente è completamente nelle nostre mani, dipende da noi, dalle decisioni piccole o grandi che prendiamo ogni giorno. La felicità è una scelta non va inseguita, va capita, devi saperla riconoscere quando la incontri e trattenerla.

Essere felici è uno sforzo continuo, una sfida.

Anche se ci consideriamo persone felici perché non dovremmo aspirare ad essere più felici e più a lungo? Per cominciare il nostro apprendimento ci sono delle semplici azioni che ci mettono nella giusta direzione:

  • Riconoscere che c’è del lavoro da fare. L’impegno costante, la motivazione e la forza di volontà, saranno gli ingredienti per avere dei risultati duraturi.
  • Prenderci del tempo per riflettere. Diamoci il tempo di pensare, facciamoci delle domande, valutiamo come prendiamo le decisioni, che impatto hanno sulla nostra vita.
  • Esprimere le proprie intenzioni. Dichiariamo apertamente quello che vogliamo fare, questo ci renderà più responsabili verso noi stessi.
  • Prestare attenzione. Attiviamo tutti i nostri sensi, impegniamoci a vedere non solo a guardare, ad ascoltare non solo a sentire; raccogliamo informazioni, emozioni e ispirazioni.
  • Educarci a fare meglio. Puntiamo al cielo, c’è sempre qualcosa da migliorare, un passo in più da fare.
  • Cercare le risorse che possono aiutarci. Abbiamo conoscenze, abilità e doti alle quali attingere, non dimentichiamolo e a queste aggiungiamo le risorse che ci mette a disposizione l’universo.
  • Credere in quello che stiamo facendo. Indispensabile condizione per riuscire a raggiungere qualunque obbiettivo, se non ci crediamo noi, non iniziamo nemmeno.
  • Cominciare. Semplicemente iniziamo.

Durante i tre incontri di novembre del workshop “Felicità, istruzioni per l’uso” parleremo di risorse e di strategie, ci alleneremo per aumentare e mantenere alto il livello di felicità nella vita di tutti i giorni.

Vi farò molte domande e vi darò degli esercizi. Costruiremo la nostra cassetta degli attrezzi, per avere sempre a disposizione gli strumenti giusti, ognuno sceglierà quelli più adatti alle proprie necessità.

Vi aspetto.

Rita Gloria Zambrelli

Autore: Rita Gloria Zambrelli

Un lavoro nella finanza come CRM e grandi passioni artistiche che coltivo frequentando corsi di pittura, illustrazione, mosaico e design. Nel 2012 capito per caso in Accademia e intuisco immediatamente che è un posto speciale: frequento il primo Master in Coaching di ADF e comincio un nuovo viaggio. Questa combinazione di esperienze lo metto ora a disposizione di chi desidera dare nuova linfa al percorso lavorativo, scoprire e sviluppare i propri talenti e reinventarsi professionalmente e personalmente. Smettiamo di inseguire i sogni, catturiamoli e portiamoli con noi per inventarci la vita che ci piace di più.

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