Estate 2017: i consigli di lettura di Cinzia

È sempre così. Arriva l’estate e ovunque trovi suggerimenti su cosa leggere sotto l’ombrellone.

Mi diletto nello scorrere le lunghe liste di titoli, dalle più generiche a quelle a tema (gialli, saggi) perché sono curiosa e amo leggere.

L’estate per me significa “indigestione di libri”, per cui vengo solleticata dagli articoli che strillano consigli per farmi partire con l’ultimo best seller in valigia.

I titoli che mi colpiscono entrano a far parte della mia lista “Libri che desidero”, gelosamente custodita nel mio quadernino degli appunti volanti (quello che è sempre nella mia borsa). Lista che si allunga a ritmo incalzante e che non riesco mai a spuntare del tutto.

Perché?

In vacanza ho il brutto vizio di infilarmi nelle fascinose librerie delle cittadine vacanziere o nelle piccole edicole dove a fianco delle riviste trovo un libro che sembra essere stato messo lì appositamente per me e non resisto, lo compro.

Vi racconterò in autunno delle mie letture di questa estate 2017. Ora voglio condividere con voi due libri che ho letto in momenti differenti della mia vita e che mi hanno colpito particolarmente. Mi fa piacere pensare che li porterete in vacanza con voi.

Un inverno con Baudelaire H. Cobert

“Un inverno con Baudelaire è una bellissima favola contemporanea e allo stesso tempo uno straordinario messaggio di speranza”.

La storia di Philippe, il protagonista di questo romanzo, è la storia di un giovane uomo che perde il lavoro e che si vede messo alla porta dalla moglie. In pochi attimi Philippe perde tutto. La sua vita viene cancellata. Gli rimane solo l’amore sconfinato per la sua bambina, Claire. Affronterà difficoltà indescrivibili, vivrà per mesi come senzatetto per le strade di Parigi, conoscendo la povertà più estrema, l’indifferenza degli amici e della gente “normale”.

A dare nuovamente fiducia a Philippe, a fargli capire che c’è ancora speranza per una nuova vita e per ritrovare la figlioletta, sarà Baudelaire, un cane solo e randagio che diventerà il suo angelo custode.
Baudelaire darà una “scossa” a Philippe, gli farà conoscere le persone che lo aiuteranno a riprendere in mano la sua vita e gli farà capire il vero valore dell’amicizia.

Perché ve lo consiglio?

Un inverno con Baudelaire è veramente una bellissima favola contemporanea, dove emergono i sentimenti d’amore di un padre per una figlia, lo stretto legame che può nascere tra un uomo e un cane, il vivo senso di solidarietà tra piccoli gruppi di persone.

Ma non solo. C’è di più.

Emerge con prepotenza il tema della povertà e dell’indifferenza. E in molti passaggi di questo libro mi sono sentita colpita.

Spesso giudichiamo le persone, chi non ha nulla, chi chiede in maniera stressante una moneta agli angoli della strada, ma raramente ci soffermiamo a chiederci come mai quella persona ci sta chiedendo aiuto. Mettersi nei “panni” di Philippe può aiutare a porci le giuste domande.

Scoprire poi che a Parigi esiste davvero il barcone Le Fleuron Saint Jean, minuziosamente descritto nel romanzo, divenuto “casa” per qualche tempo di Philippe e, nel corso degli anni, di migliaia di persone disagiate che sono state ospitate nel barcone e aiutate dai volontari che vi lavorano, mi ha instradato sulle giuste risposte e riempito il cuore di gioia.

Olive Kitteridge E. Strout

“A Crosby nel Maine, Olive Kitteridge, un’insegnante in pensione, osserva con occhio critico e intelligente le vite dei suoi concittadini, il tempo che passa e la vita che scorre. Una donna dal pessimo carattere che con sarcasmo e una sincerità a volte brutale disegna le contraddizioni dei suoi concittadini e dell’animo umano in generale”.

La protagonista di questo magnifico libro si chiama Olive Kitteridge è un’insegnante di matematica in pensione, donna critica, dai modi duri talvolta burberi. Nulla sfugge al suo sguardo, sempre pronta a giudicare, osserva tutto quello che accade nella vita dei suoi concittadini di Crosby, nel Maine.

Ma si capisce facilmente che dietro alla sua ruvidezza, a quel suo modo di essere madre e moglie esigente, c’è molto altro: tormenti interiori, sofferenza per la vita e per il tempo che scorre, per la malattia del marito Henry e per Christopher, il figlio dal carattere particolare ed “estraneo che abita in California”.

Con la sua figura forte ed estremamente intelligente, capace di fotografare con precisione la nuda realtà, Olive unisce come un collante i personaggi di ogni singolo racconto di questo libro.

Nelle storie di vita quotidiana dei cittadini di Crosby, Olive infatti è il filo rosso che lega tutti i racconti che la vedono talvolta protagonista, talaltra una semplice ombra in secondo piano. Ma sempre presente. Lei, l’insegnante di matematica di Crosby per più di una generazione.

Perché ve lo consiglio?

Perché per la prima volta ho letto racconti con un senso di continuità ben definito, dato dalla presenza di un unico fattore comune: Olive con la sua forza e la sua debolezza.

Olive è così, energica, profonda e sensibile allo stesso tempo, abile nello scorgere la verità nelle vite altrui. Olive che ama salire in auto da sola e guidare per fuggire dalla realtà. Olive che soffre “due anni dopo quella perdita stringeva ancora il cuore di Olive, al punto che mentre afferrava il volante e si sporgeva a scrutare oltre il parabrezza nella luce dell’alba si sentiva come un pacco di caffè sottovuoto”.

È stata capace di farmi innamorare, attraverso i suoi occhi, delle piccole storie degli abitanti di Crosby. Ho letto per ore con passione per capirla, per scoprire i suoi più profondi segreti e il suo essere donna, per guardare dentro al suo animo stanco ma gentile, grato ma denso di rimpianti.

Non si può non pensare, riflettere e piangere leggendo Olive K. È un libro che ti manca, una volta finito.

Cinzia Gallina

Autore: Cinzia Gallina

Ho 43 anni, vivo a Milano, divoro libri e sono un’amante dei gatti. Appassionata dall’umanità, ricerco continuamente risposte alle domande che popolano la mia mente. Per questo, seduta ai banchi dell’università decido di voler lavorare con e per le persone accompagnandole nel loro percorso professionale. A dicembre 2015, ho bisogno di novità e mi iscrivo al Master in Coaching di ADF: grazie a questo percorso capisco che sviluppare le potenzialità dell’individuo è per me obiettivo di primaria importanza. Adesso lavoro come libera professionista mettendomi a disposizione di coloro che sono interessati ad una riflessione personale e professionale.

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