Essere casa

Cosa ci viene in mente quando pensiamo alla parola “casa”?

In un attimo appaiono immagini, ricordi, pensieri, aspettative. La casa è il luogo della nostra vita, un luogo che abitiamo e che ci abita al tempo stesso. E’ una parola che ci accompagna sempre, in ogni attimo, ed è necessità. Rappresenta il nostro spazio privato, che ci protegge dall’esterno. Ed è uno uno spazio emotivo perché siamo noi a definirla tale, consumando tra le sue pareti la nostra esistenza, riempiendola di quotidianità.

I bambini, con il disegno della casa, raccontano come vivono e quali sono i loro rapporti con la famiglia e con l’esterno. Ma il parallelismo tra casa e personalità non ci lascia mai e anche da grandi, attraverso la casa e i suoi spazi, rappresentiamo e raccontiamo della nostra anima. Non è un caso se in letteratura troviamo così tanta produzione di pagine dove la casa è protagonista, e la sua descrizione diventa fondamentale per entrare nelle pieghe di chi si muove al suo interno.

Così avviene in questi tre libri, dove la casa è memoria da affrontare, è possibilità da cui ripartire per realizzare la nostra visione, ma anche spazio per la riflessione su chi siamo e dove stiamo andando nel mondo che abitiamo. Un luogo universale dove preserviamo e ridefiniamo il nostro essere.

ADDIO FANTASMI / Nadia Terranova (Einaudi)

Come liberare una casa infestata dai fantasmi di un dolore e di un passato tenuto a bada ma che chiede di essere attraversato?
Ida ha 36 anni, vive a Roma con il marito e scrive storie per la radio, “finte storie vere”. Scrive per controllare, per mettere distanza da ricordi che devono restare ricordi e non disturbare il presente.

Fino a una mattina in cui la madre la chiama e le chiede di tornare a Messina, città natia, per aiutarla a sgombrare la casa di famiglia. Il tetto sta crollando sotto il peso di incurie e infiltrazioni, e deve essere sistemato ora, prima di metterla in vendita.
“Molte sono quelle che possiamo abitare, una quella che si accende quando sentiamo quella parola, casa.” E Ida parte per rimettere ordine e scegliere cosa tenere e cosa buttare. Attraversa quello stretto, quel mare che si era lasciata alle spalle, si immerge in quell’acqua che si presenta sempre forte nei suoi incubi notturni.

Entra in casa ed entra nella propria infanzia e nelle proprie evoluzioni, e ogni oggetto evoca quel vissuto di “figlia dell’assenza” con il quale deve fare i conti. Un padre, scomparso ventitré anni prima senza spiegazioni, un addio preceduto da una depressione. Non morto. Un corpo che diventa assente. E un’assenza che pesa per chi rimane, come senso di colpa, come silenzio, come non detto.

Un romanzo intenso, doloroso ma anche liberatorio: solo mettendo le mani nei lati oscuri della propria vita, Ida potrà staccarsi da quel vissuto familiare che tanto gliel’ha condizionata. Così potrà essere, finalmente, casa.

IL PALAZZO INCOMPIUTO: VITA, ARTE E AMORI DI TRE CELEBRI DONNE A VENEZIA / Judith Mackrell (EDT)

Cosa ci fa innamorare di una casa?
La visione di un nuovo inizio di vita potrebbe essere la risposta di Luisa Casati, Doris Castlerosse e Peggy Guggenheim, tre donne che hanno legato il loro nome ad un basso edificio veneziano, Palazzo Venier dei Leoni, dove, in periodi diversi tra il primo decennio e la metà del secolo scorso, arrivano e scelgono di vivere, provenienti da mondi che stavano loro stretti.

Affacciato sul Canal Grande, la dimora della nobile famiglia Venier doveva, nel Settecento, diventare la massima affermazione dell’orgoglio di famiglia: un palazzo neoclassico di cinque piani. Dal 1780, però, per vari motivi, il progetto viene interrotto e l’edificio viene, a periodi alterni, preso e abbandonato.

“Un giardino con le fondazioni di un palazzo”, così lo trova la marchesa Luisa Casati nel 1910. Inabitabile eppure affascinante, un palazzo dall’anima sfuggente dove Luisa, attirata a Venezia dalla bellezza e dalla magia di questa città, decide di rimanere per quattordici anni. Attratta dal fascino gotico del rudere, lo mette in sicurezza e conserva il selvaggio del verde riempiendolo di oggetti bizzarri e animali esotici. A un esterno incolto fa seguire però la trasformazione degli interni, che divengono un tripudio di marmo e ori, degno palcoscenico delle sue memorabili feste e della sua vita artistica.

Doris Castlerosse, frequentatrice di salotti e dell’alta società britannica, acquista il palazzo nel 1936 e ne prende possesso due anni dopo. Dopo che il marito l’aveva lasciata, Venezia la accoglie nella sua ricerca di esperienze di glamour, con l’intento di “creare una visione più raffinata e contemporanea del mondo di Luisa”.

Peggy Guggenheim, ereditiera americana, ci arriva invece nel 1948, a cinquant’anni, dopo la fine di due matrimoni e il fallimento di alcune relazioni. Conosce già bene la città, ha investito i suoi soldi per creare arte e cerca ora un luogo in cui vivere e dove sistemare la propria collezione di opere. Anche Peggy, come le due inquiline che l’hanno preceduta, ha bisogno di dare una svolta nella sua vita e in quello strano palazzo intravede la possibilità di farlo.

Oggi Palazzo Venier è sede della Collezione Guggenheim, un museo frequentato da migliaia di visitatori ogni anno. Eppure è vero, come conclude l’autrice di questo saggio, Judith Mackrell; entrando nelle sue stanze, dopo aver conosciuto la storia di queste tre donne e del loro modo di abitare il mondo, affacciandosi sulla terrazza che dà sul Canale, nelle pietre e in quel panorama, si percepisce la possibilità. In quel ”palazzo incompiuto” si respira quel potenziale che fece loro comprendere la proiezione dello scenario immaginato; lì vi potevano esprimere i loro ideali e i loro valori e sentirsi libere di dare un senso alla loro unicità.

LE CASE CHE SIAMO / Luca Molinari (Nottetempo)

Che tipo di casa siamo, siamo stati, potremmo essere?
Secondo Luca Molinari, studioso di architettura e docente universitario, la casa è il luogo più amato della nostra vita; è rifugio, famiglia, odori e immagini che costituiscono una memoria resistente. E’ il luogo universale che più ci è necessario; si rivela, per questo, quello più adatto da dove partire per una riflessione sul mondo che abitiamo e che sta cambiando.

Il mondo della casa non è mai fermo ed evolve; Molinari ci accompagna in questo breve saggio attraverso un excursus nel nostro modo di essere casa e di esserne allo stesso tempo consumatori. Attraversando paesaggi domestici in cui la privacy era definita, si arriva ad oggi dove la soglia che separa l’esterno e l’interno appare sempre meno chiara.

Secondo Molinari i fenomeni che modificano il paesaggio metropolitano contemporaneo – flessibilità e temporaneità – spingono verso un nuovo modo di abitare i luoghi, condivisi e diffusi. L’identità stanziale rischia di essere cancellata da figure neo nomadiche senza radici; si rapportano con il luogo in cui si trovano momentaneamente a vivere solo come utilizzatori di risorse, senza arricchire. Ed è di fronte a questa possibile prospettiva che diventa importante tornare a riflettere sulla casa, sulla sua valenza simbolica ma anche fisica e sociale; per ripensare ambienti capaci di accogliere eterogeneità.

“Un laboratorio fisico e virtuale in cui desideri, paure e differenza possono essere accolte come una risorsa; un aiuto per ripensare l’idea stessa di città e di paesaggio umano e naturale per i prossimi decenni.”

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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