Piccolo spazio felicità

Chiedete a dieci persone diverse cosa è la felicità e quanto sono felici. Con buone probabilità otterrete dieci risposte differenti, e molti troveranno persino difficoltà a dare una risposta immediata. Ci sarà anche chi avrà paura ad accennare di essere felice, per l’idea che esista un meccanismo di compensazione per cui, quando si è felici, qualcosa di brutto deve accadere, come raccontava in questo post Rita Gloria Zambrelli, qualche settimana fa.

Come si fa a definire e misurare qualcosa di intangibile e di mutabile? Le ricerche sulla felicità distinguono tra felicità a lungo termine e a breve termine, distinguendo qualcosa di profondo e legato alla soddisfazione della vita, e qualcosa che invece sperimentiamo in una situazione particolare in cui siamo colpiti da emozioni fortemente positive. In questo senso, misurare la felicità può essere un tentativo di quantificare la sensazione di felicità nella vita di ogni giorno, o in un momento preciso.

Wikipedia definisce la felicità come lo stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti i propri desideri. Peccato che la nostra vita alienata ci porta al punto che non è facile distinguere i nostri veri desideri da quelli condizionati dai continui stimoli, sollecitazioni, fatiche che ci fanno sembrare importanti e fondamentali cose che magari non ci appartengono. In questo senso allora la felicità diventa un impegno che richiede allenamento, da praticare ogni giorno, per conoscerci, vivere in modo attento e prendere il meglio da ogni situazione. Siamo felici quando riusciamo ad essere nel presente, facendo progetti, certo, per il futuro, ma abituandoci a non preoccuparsi oltre misura prima che le cose accadano.

Nei libri che vi suggerisco questo mese si parla di felicità nel quotidiano, della fatica nell’accettarne le incertezze ma allo stesso tempo dell’importanza del vivere nel qui e ora, continuando, come quando eravamo bambini, a stupirci delle cose presenti intorno a noi. Andando avanti con consapevolezza, alla ricerca nel mondo del posto che ci appartiene.

SEMBRAVA UNA FELICITÀ – Jenny Offill (NN Editore)

Non ha nome la protagonista di Sembrava una felicità, e si presenta al lettore prima come io narrante, in seguito come “Moglie”. È una giovane scrittrice con ambizioni letterarie e con un piano ambizioso: non sposarsi e diventare “un mostro d’arte”. Tiene un post-it sopra la scrivania con scritto “Pensa al lavoro non all’amore!” a promemoria di ciò che le appare “una felicità più consistente”.

Poi la vita prende un’altra strada, l’amore, un marito, una figlia. Sembra una felicità, quella che cerca ostinatamente, ma si rende conto che nel suo cuore c’è ancora del vuoto. Sembra una felicità, quella a cui tutti aspiriamo, dove tutto dovrebbe andare per il verso giusto, ma poi succede che le cose iniziano a sfaldarsi, il matrimonio va in crisi, e la “Moglie” si ritrova sola, incompresa, tradita. Una narrazione destrutturata, un racconto non lineare, citazioni e frammenti, anche pezzi mancanti, lasciati all’immaginazione del lettore: in questo flusso ininterrotto di pensieri si legge tutto lo smarrimento, la facilità con cui le emozioni portano a rivangare il passato o a proiettarsi nel futuro nel desiderio di ritrovare quello che non è più, o perlomeno di capire, a questo punto, cosa conta, cosa è importante.

Quando una porta si chiude è faticoso avere fiducia che se ne potrà aprire un’altra. Ma è solo accettando l’incertezza del presente che possono emergere le risposte che spesso cerchiamo alla ricerca di una nuova consapevolezza.

LA VITA DOLCE. LA VIA MEDITERRANEA ALLA FELICITÀ- Angela Lombardo (DeA Planeta Libri)

Cosa significa oggi carpe diem? Angela Lombardo, in questo libro divertente e giocoso, mescola pensieri e autori di epoche e culture diverse alla riscoperta dei segreti dell’arte della felicità. Partendo da Epicuro e dalla sua “rustica saggezza”, l’autrice entra con rispetto nel giardino mediterraneo dove il filosofo impartiva lezioni ai suoi allievi, portando “qualche bottiglia di vino e un po’ di amici suoi (Einstein, Marx) e di amici miei (Neruda, Sedaris, Peggy Guggenheim).” Nella rilettura dei classici, Lombardo trova punti di contatto con autori e personaggi della realtà contemporanea, anche molto pop, e li fa discorrere in un dialogo aperto in cui coinvolge il lettore, sottolineando quanto la filosofia possa renderci capaci di usare il pensiero come strumento di adesione alla realtà, nelle sue infinite sfaccettature. Epicuro ci indica la via per essere felici in una gioia che nulla ha a che fare con l’edonismo dissoluto ma, al contrario, fa riferimento a qualcosa di semplice, che “lascia un buon sapore in bocca”. E ci fa riflettere sull’importanza del dedicarsi alla felicità, alla valutazione di ciò che veramente desideriamo: a qualunque età ci si può mettere al timone della nostra esistenza. I nostri talenti costituiscono una ricchezza immensa per affrontare la vita, e ognuno di noi, possiede i mezzi per essere “mecenate e produttore del proprio spettacolo”.

NON ERO IPERATTIVO ERO SVIZZERO. STORIE RAPIDISSIME DI RAGAZZE E RAGAZZI – (Topipittori)

Questo libro è il risultato di un progetto scolastico voluto da Manuel Rosello, professore delle medie di una cittadina del Canton Ticino. Per far vincere ai ragazzi la paura del foglio bianco, ha fornito loro un elenco di microtemi, spunto per parlare della loro infanzia appena vissuta.

Si tratta quindi di una raccolta di esercizi di scrittura e di memoria, che però potrebbero anche essere visti come dei fermi immagine di “momenti di “trascurabile felicità” – riprendendo il titolo di un altro libro – laddove per trascurabile si intende non qualcosa di irrilevante ma, al contrario, di entità minima ma fortemente intenso.

Il mondo dell’infanzia è fatto di continua scoperta ed è di un’impressionante densità. Per i piccoli esercitare la felicità è più semplice perché vivono nel presente. I ricordi qui riportati sono spesso esilaranti e il sentimento che prevale è quello del sorriso anche se c’è spazio per momenti più traumatici. La piacevolezza di questi frammenti sta nell’affettuosa malinconia della gioia di un tempo anche se, come precisa Rosello, “non si tratta di riscoprire un’utopica età dell’oro dell’infanzia, quanto di recuperare alcuni istanti, forse fondamentali, in cui gioia, tristezza, rabbia e divertimento si sono intrecciati in una trama vitale.”

Per approfondire il tema della felicità, capire cos’è e come raggiungerla, in Accademia della Felicità proponiamo il corso “Felicità, istruzioni per l’uso” con Rita Zambrelli, che partirà il 6 novembre. Sul nostro sito trovi tutto il programma delle lezioni.

Autore: Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e le braghe di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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