Corsi e percorsi, le novità in ADF

L’Open day di ADF è stato partecipatissimo – un sacco di persone in piedi, sia al mattino sia al pomeriggio ad ascoltare i nuovi corsi ideati da Francesca e Marco per i prossimi mesi – per il secondo quadrimestre se volessimo pensare in termini scolastici.

Ma non c’è stato solo quello, ovviamente, si è parlato di Master in coaching – un sacco – di cura di sé e di come questa ci permetta di essere più efficaci e efficienti sul lavoro, di sentimenti, di cuori spezzati e di come ricomporli, di come accompagnare le nostre competenze tecniche con altre, e altrettanto importanti, di desiderio.

Ma torniamo alle novità.

Da Sogno a progetto

Micaela Terzi l’ha sperimentato in prima persona cosa vuol dire aprire una start up, trovare i finanziatori, gestire i rapporti con i soci, documentare come sono stati spesi i soldi di un bando. E tanto altro. E ora si è messa in testa di insegnarlo agli altri.

Con Marco Bonora terrà il corso Start me up, due weekend intensissimi per imparare tutto su come aprire una start-up, e capire se davvero il vostro sogno può trasformarsi in un progetto, grazie al realismo (doloroso, siete avvisati) di Marco.

Micaela ha anche appuntata sul petto la spillina del MIT di Boston, dove è stata a fare un Bootcamp durante il quale ha imparato, sudando sette camicie, come si fa un elevator pitch. Non sapete di cosa si tratta? Niente panico, lo scoprirete facendo il corso, oooooh se lo scoprirete!!!

Vi dico solo che è una capacità/competenza fondamentale per chi vuole avviare una nuova attività.

Leadership al femminile

Ok, non si chiama più così ma è tanto per rendere l’idea. E’ Daniela Castegnaro a presentare I love my job, does he love me back?. Studentessa del Master, ingegnere, ventennale esperienza in azienda, manager di una multinazionale, che ha deciso di trasmettere la sua grande esperienza alle donne che lavorano – infelicemente – in azienda. Per cercare di formare una generazione di donne felici e soddisfatte del loro lavoro.

Si parlerà di autostima, di come provare varie strade fino a trovare quella giusta per sé; di scegliere quello che riesce facile fare, senza rifiutarlo perché “se ti riesce facile non può essere un lavoro”, di non ostinarsi a scegliere per forza la cosa che fa fare più fatica, di “dress for success”, di regole comunicative maschili e aziendali che vanno capite, conosciute e utilizzate a proprio favore; di comunicazione efficace e di come ottenere un aumento; di come imparare qualcosa dagli uomini; di complesso di Cenerentola; di credibilità e autorevolezza senza necessità di copiare dagli uomini; di perfezionismo e di come tenerlo a bada; di come dominare le emozioni (e evitare di farsi fregare).

Se questa valanga di temi ancora non vi ha convinto (GULP!) potete venire il 3 marzo alle 19 alla serata di presentazione del corso, con Daniela naturalmente, e Veronica Dolce che terrà il corso con lei.

Cuore

Sono poi pronti ai blocchi di partenza tutti i percorsi di coaching legati al tema delle relazioni interpersonali e delle sofferenze amorose di cui ci racconta Giusi Ferrario.

Se sentite che, pur in una relazione, state soffrendo troppo, se vi pare di incontrare sempre l’uomo sbagliato, o se vi mettete sempre nei panni della terapista, se insomma non siete soddisfatte delle vostre relazioni sentimentali forse un percorso di coaching con Giusi è ciò che fa per voi, per ricominciare ad amare prima di tutto se stesse, prerequisito necessario per poi amare gli altri.

Se invece siete donne che si identificano con il titolo del libro di Robin Norwood, Donne che amano troppo, Giusi ha ideato un percorso che porta lo stesso nome per aiutare le donne a ritrovare il proprio valore, la stima in se stesse e il rispetto nei propri confronti.
Per saperne di più potete partecipare alla serata gratuita che abbiamo organizzato in occasione di San Valentino, lunedì 8 febbraio alle 18,30: Giusi vi spiegherà nel dettaglio come si svolgeranno le serate.

Alfabeto della felicità

Danila Saba è sarda, ma vive a Torino, ed è una donna che persegue i suoi obiettivi, personali e professionali, con ostinazione: ci zittisce tutti affermando con un sorriso che ognuno ha DIRITTO alla propria felicità. Ma che bisogna impegnarsi per ottenerla.

A Torino propone il percorso L’alfabeto della felicità, ogni sera una parola diversa da cui partire con un serie di riflessioni e di confronto con chi partecipa. E naturalmente con degli esercizi.

All’Open Day ci ha parlato della parola DESIDERIO, una parola che da adulti tendiamo a dimenticare perché dopo una certa età incominciano a dirci che “dobbiamo stare con i piedi per terra”. E allora cominciamo a confondere i desideri con i bisogni, che possono avere lo stesso oggetto ma che hanno una forza emotiva molto diversa: il bisogno non è una leva abbastanza forte per farci muovere, il desiderio sì.

Ed è anche una forza potentissima, creatrice, che ci porta dritti verso il nostro obiettivo, ci fa credere che le cose possano cambiare, che possa esserci qualcosa di diverso, per noi.

Un bell’esercizio è provare a chiederci cosa vogliamo provare, quali sensazioni vorreste provare più spesso, qui e ora? E poi pensare alle 3 azioni da metter in pratica.

L’alfabeto della felicità è a Torino, al Circolo dei Lettori, una volta al mese dal 13 febbraio.

Intelligenza emotiva

Cristiana Melis è anche lei sarda, e anche lei ostinata: prima sui numeri, ora sul coaching. Dopo una carriera scolastica, universitaria e professionale legata ai primi (finanza e banche, tanto per capirci) ha scoperto che le piaceva anche ascoltare le persone, che era brava a farlo e che le dava molta soddisfazione. Così è diventata coach, ha lasciato il suo lavoro da dipendente e si occupa di intelligenza emotiva, ossia la capacità di interpretare e comprendere le proprie emozioni e gestirle.

Ma anche capacità di porsi degli obiettivi eccellenti che guidino nella nostra vita.

Le sole competenze tecniche non bastano insomma; ma mentre queste sono quelle “date”, il bello dell’intelligenza emotiva è che si può allenare e migliorare.

Come? Venite a scoprirlo al workshop Espandi la tua intelligenza emotiva, il 21 febbraio, dalle 10 alle 18.

Bookcoaching

Last but not least: il bookcoaching di Francesca Zampone, ovvero come migliorare la propria vita con i romanzi. Cosa vorresti cambiare nella tua vita? Ti do un romanzo che ti aiuta e ti spiego perché quel romanzo va bene per te e per darti qualche suggerimento rispetto alla situazione che stai vivendo.

Diversamente dalla libroterapia, quindi, nel bookcoaching si spiegano le ragioni per le quali un romanzo va bene per aiutare le persone a risolvere alcuni dei propri problemi. Con l’aiuto anche di una serie di esercizi, come sempre nel coaching, che ti aiutano nel tuo percorso.

Un esempio: hai problemi di gestione del tempo? Un buon romanzo è Si spengono le luci di J. McInerney, che parla di una coppia superimpegnata che di fatto non si frequenta più. Improvvisamente entrambi perdono il loro lavoro (super) e si ritrovano con un sacco di tempo a disposizione che non sanno come riempire. Ma poi pian piano trovano un nuovo modo di stare assieme.

Di questi temi si parla durante il Master in coaching: la nuova edizione parte il 6 febbraio e ci sono ancora dei posti disponibili. Sono dieci mesi di corso, 1 weekend al mese.
Se invece volete approfittare del prezzo early bird per l’edizione autunnale, potete farlo per tutto il mese di febbraio scrivendo a info@accademiafelicita.it

Autore: Redazione

La redazione di ADF si occupa di cercare nuovi spunti e idee per gli articoli del nostro blog, tenere i contatti con gli autori, condividere gli articoli anche sui nostri social network... In poche parole tenervi sempre aggiornati su tutto quello che succede in Accademia della Felicità.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *