Compiti per le vacanze/1

Con questo post e i prossimi due, che pubblicheremo mercoledì 13 e venerdì 15, il blog di ADF vi saluta in vista dell’estate con un arrivederci a settembre. E lo fa attraverso una serie di suggerimenti per approfittare delle ferie per fare i “compiti delle vacanze” e arrivare in autunno carichi di energia, di idee nuove e di voglia di realizzarle. Con questo post vi saluto anch’io, che di questo blog mi sono occupata finora, ma che d’ora in avanti mi dedicherò a pieno regime al coaching.

È questo il momento dei buoni propositi per l’estate, della pila di libri pronta sullo scaffale, quei libri che abbiamo messo da parte tutto l’anno dicendoci che li avremmo letti in vacanza.
Ma davvero dobbiamo?

Francesca Zampone, lo scorso 28 giugno nella serata dedicata proprio ai compiti delle vacanze, ci ha lanciato una provocazione. Per questa estate 2016, il suo consiglio è: niente compiti per le vacanze!
Gulp!
E ora che ne faccio di quella pila di libri che aspettava solo l’estate?
Diciamo che l’idea di Francesca è decisamente controcorrente, in un mare di post che in questo periodo dell’anno ci elencano cose da fare, da vedere, da leggere, da visitare. Allora forse fare un passo indietro, fare una riflessione e soffermarsi sui verbi che utilizziamo è essenziale.
Anziché, cioè, partire dall’idea che “dobbiamo” fare/leggere/vedere tutta una serie di cose, perché non proviamo a chiederci che cosa vogliamo, che cosa abbiamo voglia di fare/leggere/vedere?
Partiamo cioè dal presupposto che già durante tutto l’anno, lavorativo o scolastico, siamo pieni zeppi di “devo” e avviciniamoci alla vacanza con una prospettiva opposta: cosa voglio fare? Cosa mi piacerebbe vedere? Come voglio sentirmi? (Rilassato, spensierato, appagato, annoiato – perché no? -) e agiamo di conseguenza.
Avevo preparato una pila di libri per l’estate, quando, pensavo, avrei avuto più tempo.
Poi sono partita per una settimana di vacanza e quello che volevo era solo svagarmi, fare cose, agire diversamente dalla vita quotidiana.
E di saggi ne ho letti fin troppi in questi mesi. Quindi mi son detta no, lascio a casa i saggi e mi porto solo romanzi.
E tra questi un grande classico come “Il giovane Holden”, che ciclicamente rileggo per ritrovare cose che avevo dimenticato o per scoprirne di nuove.
Francesca invece durante la serata ha consigliato Jane Austen, qualsiasi suo romanzo, da “Emma” a “Orgoglio e pregiudizio”, per riscoprire un’autrice che era molto più avanti di quello che ci hanno sempre raccontato.
Io non l’ho mai letta, mi ha sempre dato l’impressione di una noiosa, lo confesso, ma di recente in più occasione mi sono stati dati spunti per “rivederla” sotto nuova luce. Ne parla ad esempio Laurie Penny, giornalista del Guardian, nell’articolo “Per le donne vale ancora la pensa sposarsi?” che trovate su Internazionale. A farmi cambiare idea sulla Austen sono state anche le studentesse del Master in Coaching di ADF, che quest’anno hanno costituito un gruppo di lavoro da cui è nato l’ebook “Le ragazze di Jane Austen”, dove trovare consigli utili alle donne moderne, presi in prestito dalle eroine dei romanzi della scrittrice inglese. Potete acquistare l’ebook a 3,99 euro sul nostro sito, e il ricavato andrà in beneficenza alla Fondazione Pangea Onlus.

Ancora: Francesca consiglia “Esche vive” di Genovesi, un romanzo sul mondo del lavoro attuale, e io vi consiglio la quadrilogia di Elena Ferrante, “L’amica geniale”, perché c’è tanto, c’è tutto: un’amicizia di una vita, intensa e passionale, la storia dell’Italia dal dopoguerra in avanti, Napoli, la vita e l’amore che non sono mai come ce li aspettiamo, la capacità (o l’incapacità) della persone di sottrarsi a un destino che sembra segnato. E tanto altro ancora.

Da ultimo, mi sento di condividere ancora un pensiero di Francesca espresso durante quella serata: spegnete il telefono. O mettetelo dove non lo vedete, dove non lo trovate. Se riuscite – è un bello sforzo, ma dà grandi soddisfazioni – astenetevi dai social.
Se vi sentite fortissimi, togliete le app dal telefono (tanto poi si re-installano in un momento). Oppure semplicemente resistete al desiderio compulsivo di aprirle ogni secondo.
Io lo faccio da 5 giorni, è faticoso, ma mi sembra di aver decuplicato il tempo a disposizione (per leggere, fare, vedere…).

Buone vacanze!

Lavinia Basso

Autore: Lavinia Basso

Scrivo per passione da quando ne sono capace, di me e degli altri. Ho lavorato attorno ai testi negli ultimi 9 anni, poi l’editoria pura mi ha stancato e ho cercato nuove strade. Le ho trovate frequentando il Master in coaching e chiedendomi (o forse: ricordandomi) cosa mi piace davvero. Ora ascolto le storie degli altri, le rielaboro, e poi le scrivo, e aiuto le persone e le organizzazioni a raccontare chi sono, cosa fanno e come lo fanno.

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